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lunedì 6 novembre 2017

Due cuori, due case e – forse- due macchine

Ottobre a Gomsiqe è arrivato col giorno 1 ed è finito il 31, con giorni di 24 ore ciascuno suddiviso tra ore di luce (poche) e di buio (molte!).

Fosse tutto così lineare, sarebbe cosa alquanto noiosa e sicuramente non leggereste oltre.
Ma qualcosa da raccontare ce l’abbiamo e ben sappiamo che “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla” (come ci insegna Baricco nel suo capolavoro Novecento).

15 ottobre, guardando la festa delle Case della Carità con Dila e Rregjina

Innanzitutto quei due animali superstiti dell’arca di Noè (o comunemente dette “Le missionarie”) si sono trasferiti a Vau-Dejes, lavorando sì a Gomsiqe e per Gomsiqe, ma facendo famiglia con la Fauna che popola la Casa della Carità! È stato proprio un bel mese e certamente non ci dimenticheremo i momenti passati insieme agli ospiti e alle suore Rita e Grazia, le preghiere, le condivisioni, qualcuno che si butta giù dal letto, le tisane, i film a cui mancano i finali, le disgrazie delle macchine di Gomsiqe (lasciando le ragazze 4 ore a Vrrith)…

martedì 31 ottobre 2017

Ti auguro tempo

Ampasimanjeva, 21 ottobre 2017

“Ti auguro tempo.
Ti auguro tempo per divertirti e ridere.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre.
Ti auguro tempo per meravigliarti,per stupirti,per avere fiducia.
Ti auguro tempo per sperare ed amare.
Ti auguro tempo per sentirti fortunato ogni giorno”.

E’ ormai passato quasi un anno da quando mi hanno regalato queste parole su un bigliettino, poco prima della mia partenza.
Un anno, tanto o poco tempo, dipende un po’ dai punti di vista (chiedetelo a mia mamma!). Ma tempo in cui davvero mi sono divertita, meravigliata, sentita viva. In cui ho riso, pianto, a volte corso un po’ troppo (non solo sul campo da calcio!), camminato scalza, cantato, accolto mani tra le mie. Tempo in cui ho amato, con le mie fragilità, le mie fatiche, aprendo il mio cuore sempre troppo piccolo.
E mi sento tanto fortunata, non lo dico perchè voglio farvi credere che sia tutto rosa, lo sento davvero. Anche nei giorni in cui qualcosa non va, fuori o dentro di me, in cui sono più stanca o triste, c’è SEMPRE un momento, una situazione, un gesto in cui il mio cuore trova pace ed è grato di essere amato, nella semplicità di quello che è. Ogni giorno.


A volte è qualcosa di inaspettato, che stupisce.
Richard, un ragazzino ricoverato per due mesi all’ospedale a causa della

lunedì 30 ottobre 2017

Con i malati, da fratelli

La testimonianza di Enrica Salsi, missionaria laica in Madagascar

Il missionario fidei donum  (“dono di fede”) compie 60 anni. Nati dall’Enciclica Fidei Donum di Pio XII del 1957, i fidei donum sono sacerdoti, diaconi e  laici diocesani  inviati a realizzare un servizio temporaneo in un territorio di missione dove già esista una diocesi, con una convenzione (in genere triennale e rinnovabile) stipulata tra il vescovo che invia e quello che riceve.
Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium ha chiarito e illuminato ulteriormente la posizione dei fidei donum dicendo che la missionarietà non è più relegabile a un particolare carisma di singoli, ma fa parte della carta di identità del cristiano, del cosiddetto “ Popolo di Dio”, cioè di tutti i battezzati, in quanto vede la sua radice nel mistero di comunione della Trinità e nel Battesimo. Tutto il Popolo di Dio, nella diversità dei ministeri, ha dunque il dovere fondamentale di uscire da se stesso verso il mondo per annunciare il Regno di Dio.

Nei decenni seguenti la missione dei fidei donum è diventata una sorta di collaborazione tra chiese sorelle, di scambio di doni. Non più soltanto la necessità/urgenza di portare il Vangelo a chi non lo conosce, ma piuttosto il voler camminare insieme, da chiese sorelle per rafforzare l’unità e la testimonianza della Chiesa universale.

venerdì 6 ottobre 2017

Brasile - due anni e non sentirli

Meno undici…e pensare che suor Marisa aveva iniziato con meno quaranta, per ricordare il periodo di quaresima; e la mia amica Sara, ormai rassegnata, mi aveva detto: “Sono pronta all'alternarsi di felicità e tristezza che ti accompagneranno fino alla fine di questa esperienza”.
Meno undici…con l’ agenda piena di cose da fare prima di partire e di cose da fare appena atterrata in Italia.


Meno undici…consapevole che saranno giorni pieni di abbracci e di lacrime;  lacrime di gioia per la grande benedizione di aver conosciuto tante persone meravigliose e lacrime di gioia perché non c’è cosa più bella di riabbracciare le persone che si amano e che da due anni sono così lontane.

Come è bello credere nei segnali di Dio, sapere che nulla accade per caso, basta circondarsi delle persone giuste e tutto sarà perfetto.

Questi ultimi mesi sono stati un alternarsi di attività differenti: la missione diocesana in Itaetè, cittadina non molto distante da Nova Redençao, che ci ha ospitato; per una settimana abbiamo

giovedì 5 ottobre 2017

Impressioni di settembre (dall'Albania)

Bentornati!
E ben torniamo a raccontarvi di questo mese che è passato. La vita di Gomsiqe non batte piano: al contrario della Premiata Forneria Marconi (da cui prendiamo il titolo di questo resoconto), la vita di questo settembre è stata forte ed intensa.

Noi con le Dile a Barbullush
Anche perché abbiamo dovuto salutare metà dell’arca di Noè: il 7 è tornata a casa la Franci e il 14 l’ha seguita Don Stefano. A tutti e due un grazie di cuore per questa vita percorsa insieme; rrugë të mbarë, jetë të mirë dhe vazhdoni

venerdì 4 agosto 2017

Dalla Romaria ai reggiani in arrivo!

Pe Luigi con un gruppo di giovani
Vi scrivo da Utinga dopo una settimana di missioni popolari in Itaetè, una parrocchia della nostra diocesi di Ruy Barbosa. Abbiamo visitato le varie comunità; eravamo un centinaio missionari: una quindicina di sacerdoti, una ventina di suore e una settantina di laici, tra loro molti giovani hanno partecipato con grande entusiasmo a questa missione, che consisteva nel visitare le famiglie e poi incontri e celebrazioni. 

Partendo dall’ascolto dalla realtà in cui vive la gente, il semplice annuncio del Vangelo, un saluto di pace che ricorda un po’ la visita di Maria ad Elisabetta, abbiamo sperimentato anche la bella e calorosa accoglienza nelle famiglie. Risvegliare e rimotivare la fede in questi piccoli paesi è sempre bello, ci fa incontrare la loro fede semplice ma anche paziente e tenace di fronte alle difficoltà della vita. Abbiamo incontrato anche persone di altre Chiese, evangelici, con un bello scambio di dialogo e comprensione. 

Missione ad intra e missione ad gentes

Ipirá – Bahia, 16-07-2017  

Carissimi, alcune notizie dal Brasile, dalla nostra missione reggiana.

Innanzitutto un motivo di gioia per noi, la riapertura della Chiesa parrocchiale di Ipirá, dopo un anno di lavori; la prima domenica di luglio abbiamo riaperto la chiesa con una celebrazione molto commossa, presieduta dal nostro vescovo André. ( foto su Face-book).  Una vera ‘eucaristia’ ringraziando Dio per la possibilità di rientrare nell’edificio, e anche per lo scampato pericolo: la chiesa stava crollando e non ne avevamo coscienza! Poteva capitare una vera tragedia.


Il costo dei lavori é elevato, al di lá di quello che si pensava inizialmente, ma molte persone hanno collaborato per aiutare. Un grande aiuto economico dalla Diocesi di Reggio

lunedì 10 luglio 2017

Akory aby a tutti!! (ciao come state???)

Ecco la frase più pronunciata dal malgascio medio ( con una frequenza di circa 400 volte al minuto ). In realtà questo saluto è utilizzato soprattutto nella regione della Vatovavy, dove ci troviamo noi. Esiste infatti un fenomeno, non ancora spiegato scientificamente, per il quale a un certo punto, superata una sottile linea invisibile circa a livello di Fianarantsoa, il saluto principale diventa “Salama”, ma nessuno sa bene dove si trova. Bisogna salire sull’altopiano per osservare questo evento. Per non parlare di quando ci si avvicina troppo alla capitale (Antananarivo, per gli amici “Tanà”) dove si passa al difficile “manaohana”.


Ma iniziamo per gradi.

venerdì 7 luglio 2017

Albania: Giugno in-Ballata

C’era una volta una piccola comunità di missionari
un parroco e 3 fanciulle, tutti volontari.
In Albania decisero di mettersi a servizio
Per non perdersi nell’ozio, un brutto vizio.

Dopo sei mesi davvero emozionanti,
anche a giugno gli eventi sono tanti!
Ma partiamo con calma, andiamo in fila
se vogliamo arrivare alla fine della rima.

Sebbene i quattro abitino stabilmente a Gomsiqe,

lunedì 26 giugno 2017

Quattro giorni in Albania


La strada che da Laç porta a Gomsiqe è una lunga distesa di  sassi di varie grandezze: nei punti un po’ critici pietre più grandi delineano il percorso e  fungono da guard-rail; per affrontare questi sentieri è necessario affidarsi a una guida salda, ammortizzatori in buono stato, e santi protettori attenti.


Don Stefano e le ragazze (Federica, Francesca e Virginia) conoscono bene queste pietre su cui viaggiano  ogni giorno, a bordo dei due fuori-strada in dotazione alla missione, per recarsi nei villaggi. Guardiamo le nostre ragazze, ce le ricordiamo sui tricicli, e ora le vediamo guidare agevolmente questi

giovedì 15 giugno 2017

6 mesi in Madagascar...

Giugno  2017, Ampasimanjeva

Salve a tutti!
Scusate se è passato un po’ di tempo, ma fermarsi a scrivere è sempre un’impresa 😅
Sono ormai trascorsi 6 mesi dall’arrivo in Madagascar (o come mi ha detto qualcuno “a metà percorso”) e questo pensiero provoca in me tanti sentimenti… gratitudine, gioia, tristezza e anche un po’ di incertezza. Un bel miscuglio!

Sono stati mesi davvero belli, così ricchi e colorati, e ogni giorno ti offre doni che riempiono di felicità, ma anche che fanno riflettere tanto.
Penso alle parole di una bimba ieri pomeriggio, nella piccola capanna di legno dove dorme con la sorellina, mentre la mamma e il fratellino sono fuori a fare i guardiani: “Di notte i topi soffiano sui piedi prima di morsicarti. Se riesci a sentirli e ti muovi, loro scappano.” Poi è uscita, ha preso un accendino, una candelina e dei legnetti. Ha acceso il fuoco e ha messo sopra tre sassi la pentola con il riso. Erano le 17:30 e preparava la cena, sfruttando la luce del tramonto. Ci ha detto infatti “Non sempre abbiamo i soldi per il petrolio”, quindi niente luce. Ah dimenticavo, il petrolio costa 500 Ariary, meno di 25 centesimi.


lunedì 12 giugno 2017

La mente che si apre ad una nuova idea...

Quante volte mi sono sentita dire: “Non fasciarti la testa prima di cadere”, “E’ inutile pensare così tanto”, “Ti interroghi troppo sulle cose che fai”.
Credo però che siano proprio queste frasi ad essere la risposta a chi mi dice anche che sono troppo impulsiva.

Manca ancora qualche mese al mio rientro, ma è inevitabile pensare a quello che c’è stato finora, a quello che ci sarà qui e poi in Italia.

Ovvio che è impossibile tirare le somme oggi e per questo credo che i miei pensieri vi sembreranno confusi, ma che in realtà compongono il grande puzzle di questa mia grande e importante esperienza.
Domenica 21 maggio in diocesi c’è stata la “IX Romaria da terra e das aguas” in ricordo dei 25 anni dalla morte di Don Matthias, vescovo statunitense che ha segnato la vita di molte persone in questa diocesi; e padre Eugenio, italiano che per molti anni è stato missionario nella città in cui vivo, ci ha raggiunto per questo grande evento.

Poter vivere insieme al popolo la gioia di ricordare don Matthias e poi parlare con padre Eugenio (abbiamo pranzato insieme il 22) mi porta a pensare a cosa significa essere missionari, al perché si decide di partire, di vivere accanto al popolo che lotta, che rivendica i propri diritti.


Non gliene importa a nessuno se veniamo qua a fare grande discorsi o a dire che da qualche altra parte del mondo c’è qualcuno che sa fare meglio; ciò che importa è essere vicini perché è solo stando insieme che si ha la forza di andare avanti, lottare e non mollare!!

IX Romaria diocesana a Ruy Barbosa
Penso poi alle mie giornate qui in paese e alla mia missione:

Forza e coraggio... è già passato maggio!

Ogni volta che ci mettiamo davanti al pc per scrivere il resoconto, i fatti sembrano avvenuti anni addietro, tanto è ricca la vita di Gomsiqe!

Maggio è stato un mese di celebrazioni, di relazioni, di sole e di preghiera, in particolare la recita del rosario che ha accompagnato e scandito il ritmo della nostra diocesi: l’incontro della pastorale giovanile a Krajen il primo maggio, con il tema “I giovani e la Chiesa”, la festa dei malati e l’incontro diocesano. Ma centrale per la vita di Sapa è stata la Celebrazione a ricordo della morte di Monsignor Luçjani, il 22, la cui scomparsa è ancora per tutti noi una ferita aperta, ma che speriamo si possa rimarginare con l’arrivo di un nuovo Pastore che, come Monsinjore, possa credere e sognare e pregare per la nostra Diocesi!

domenica 11 giugno 2017

Notizie da Pe.Luis

Provo a scrivere due righe, dopo la Pasqua e anche dopo sei mesi di permanenza in Brasile.
La full-immersion in questo mondo è stata senz’altro positiva. Il poter riparlare una lingua e conoscere anche i cambiamenti che ci sono stati in questi anni, in particolare quelli ecclesiali; il partecipare alla vita di un popolo che cerca di vivere una vita piena, ma senza dubbio soffre e chiede una aggiunta di speranza.

Un aspetto che senz’altro è cambiato nella chiesa è l’approccio al battesimo. Un tempo si battezzavano tutti senza problemi,

giovedì 4 maggio 2017

Il mio primo viaggio in... Albania!

Sono appena rientrato dal primo viaggio nella nostra missione a Gomsiqe, in Albania. Nove giorni ricchi d'incontri, preghiere e una bella vita comunitaria nella casa di Gomsiqe. È bello, nella vita, sentirsi a casa in così poco tempo; la missione dell'Albania ha questa forza, questa grazia.

In macchina verso Gomsiqe
Conoscevo solo don Stefano e Stefano Braghiroli che mi ha accompagnato, mentre non avevo mai incontrato

martedì 4 aprile 2017

Auguri di Pasqua da don Ganapini

Casa della Carità, Tongarivo (Antananarivo) 26 marzo 2017

Carissimi amici, CMD, “LA LIBERTA’”, AMGA, ROTARY DI PARMA EST, FAMILIARI, TUTTI, ancora pochi giorni e siamo a PASQUA.____Come cristiani, la LITURGIA della CHIESA, nostra Madre, viene da noi accolta con gioia, perché vuole guidare i nostri passi nel cammino dello spirito per illuminarci e sostenerci nel pellegrinaggio verso quella vita nuova, che, colla sua risurrezione, Gesù ci ha preparato. BUONA PASQUA a tutti, dunque!


Non voglio fare prediche sulla Pasqua. Ne sentirete dai vostri parroci, molto migliori delle mie._ Come il NATALE e le altre nostre belle feste, è un momento in cui si ricordano volentieri gli amici e si porgono gli auguri più cordiali e sinceri; segno pure della riconoscenza più viva e profonda. _ A proposito della Pasqua, ricordo la frase di un mio carissimo amico, compagno di Seminario ad Albinea, poi diventato prete (vocazione tardiva, da Sassuolo _ morto vari anni fa’), D. SASSI VINICIO, che nelle discussioni o quando davanti a certe difficoltà non si sapeva più cosa aggiungere, concludeva sempre dicendo: “Beh, andiamo avanti! CRISTO E’ RISORTO!!” _Bello, no?! __ Il grande problema della vita e della morte lo ha proprio risolto Lui colla sua RISURREZIONE. _Andiamo avanti dunque!

Mi piace collegare gli auguri di Pasqua con la celebrazione del 50° anniversario dell’arrivo in Madagascar del primo gruppo missionario (23 novembre 1967) inviato dal nostro benemerito vescovo def.to Mons. Gilberto Baroni, dopo aver preso la famosa decisione (13 agosto 1967) dell’impegno missionario esteso a tutta la diocesi di Reggio-Guastalla. Il legame tra questo 50° anniversario e gli auguri di BUONA PASQUA, che porgo a tutti, a nome mio e degli alunni delle nostre piccole scuole AMGA è per  me evidente: chi sono infatti quegli alunni delle nostre piccole AMGA? Sono quei poveri bimbi che, grazie a voi, possono trovare anch’essi un posto su un banco di scuola per accedere all’istruzione e prepararsi un avvenire più umano e cristiano._ Siamo dunque nella linea della SCELTA PREFERENZIALE DEI POVERI, che è la caratteristica pure della nostra MISSIONE REGGIANA, sseguita in questi 50 anni e sempre in via di ulteriori sviluppi._
Mi dice il mio amico della DIDEC, P. Guy: “Don Pietro, siamo alla 90° scuola AMGA! Una spintarella, e … arriviamo a 100 (!!!) Sono rimasto tra la contentezza e il timore … che sotto la contentezza non ci sia un pizzico di vanagloria?! … o di compiacenza che non piace al Signore?! … poi mi sono detto: “quei bimbi non sono i bimbi di D. Pietro, ma i bimbi di CRISTO GESU’, che ha detto: “LASCIATE CHE I BIMBI VENGANO A ME”. Quindi se si fa contento il cuore di GESU’, dirò assieme a quel caro amico D. Vinicio: ANDIAMO AVANTI! CRISTO E’ RISORTO, ANCHE PER LORO, E PER TUTTI!!!

In LUI l’abbraccio più affettuoso e riconoscente! BUONA PASQUA A TUTTI!
SI, IN LUI, IL RISORTO, E NELLA NOSTRA MADRE DELLA MISERICORDIA, MARIA SS

Vostro povero e vecchio fratello D. Pietro

Un saluto sorridente ad ognuno di voi!

29 Marzo 2017, Ampasimanjeva

Eccomi di nuovo qui, per cercare di raccogliere ciò che mi è stato donato in questi mesi. Ogni giorno è pieno di vita. Di momenti, gesti, immagini che mi fanno sentire viva e parte di un mondo che vive, intorno a me, creato con così tanto amore. Ve ne affido qualcuno, perché tenendoli dentro ho paura di perderli, dimenticarli, e perché è bello poterli condividere.

Del mese di gennaio, trascorso con Anna ad Ambositra cercando di imparare un po' di lingua malgascia, porto nel cuore gli ospiti della Casa di Carità, gli abbracci, le risate e i momenti di preghiera insieme. Con loro ho sentito di essere felice, senza "ma" o "se", davvero felice. Una gioia simile a quando corri sotto l'acqua che scende a secchiate e ridi, ed in quell'istante ti senti vivo e senti che quell'acqua è stata creata dalle stesse mani che hanno creato te, che ha come Padre lo stesso tuo Padre. Così è stato anche con loro, abbiamo riso tanto.

Ambositra
Ed insieme a loro, vi affido i giochi con i bimbi di Fanomesantsoa ("Il dono delle cose belle"), una casa che accoglie i figli dei carcerati; le Messe in carcere, dove il Signore si manifesta nel canto, nella musica; ed i balli, le risate insieme ai lebbrosi e a ragazzi con delle gravi infezioni, che vivono e sono medicati in una struttura chiamata Akanin'ny Marary, "Gli amici dei malati". In particolare Ny Aina, una ragazzina di 15 anni, con un'infezione della tibia talmente estesa da farle perdere la pelle e la carne, rimanendo così solo l'osso esposto. In questi giorni sarà sottoposta ad un intervento alla gamba per poter così finalmente riabbracciare la sua famiglia, che non vede da un anno, e tornare a scuola. Vi chiedo una preghiera per lei, perché possa avere un bel futuro.

Anche il rientro ad Ampasimanjeva è stato bello ed ha richiesto molte energie.
Abbiamo iniziato le uscite nei villaggi insieme alle ostetriche per visitare le donne incinta ed i neonati. Osservando quelle pance tutte diverse si coglie la bellezza del dono della vita. C'è chi è pronta a diventare presto mamma, ultimi ritocchi per preparare il figlio ad uscire nel mondo; e chi invece ha dentro di sé un piccolo seme, ancora da coltivare, giorno per giorno. E prendendo tra le braccia i bimbi di pochi mesi, appoggiati al mio petto, li sentivo respirare insieme a me. La vita nasce e cresce dentro ed intorno a noi ogni giorno.

Da poco abbiamo anche creato una piccola classe, in una stanza dell'ospedale, per i bimbi che non hanno la possibilità di studiare in villaggio e per i figli dei pazienti ricoverati che sono costretti a stare lontani da casa per un periodo di tempo più o meno lungo. Purtroppo l'aula non è molto grande e, nonostante sia aperta mattina e pomeriggio, dobbiamo dividere gli alunni durante le varie giornate, riuscendo a garantire solamente due giorni a settimana ad ogni bambino. Eppure quando arrivano sono sempre contenti. L'impegno e la voglia di imparare, nonostante facciano tanta fatica, sono da 10 e lode. Mi piace guardarli mentre ce la mettono tutta per riuscire a scrivere una lettera o un numero nuovi, in quel momento sono loro i miei maestri.

Ogni mattina, poi, Suor Saholy ed io andiamo dai tubercolotici. Prima di provare la febbre e distribuire le medicine, c'è il momento di preghiera in cui uno di loro a turno condivide spontaneamente con gli altri ed il Signore ciò che ha nel cuore. E' bello iniziare la giornata insieme a loro. In questi giorni Suor Saholy ha costruito con i bimbi un piccolo campo da calcio, con due bellissime porte di bambù, ed oggi abbiamo fatto la prima partita. Ridevano tutti, giocatori e genitori a bordo campo!

Gli effetti del ciclone ad Ampa 
C'è stato anche il ciclone. Per fortuna aveva già perso molta forza quando è arrivato ad Ampa, ma per due giorni parte del villaggio è rimasta allagata, con l'acqua che arrivava fino ai tetti delle case, fatte di legno e foglie di ravinala. L'ospedale si trova su una collina, per cui non ci sono stati danni. Mi ha stupito molto come le persone non si siano mai lamentate o disperate, affrontando la situazione insieme. E cogliendone i lati positivi. Ripenso all'immagine di una ragazza che lavava la propria bimba nell'acqua, ed accanto la sorellina più grande strofinava i panni. In quel momento, per loro, quell'acqua era un dono.

Ampa mi sta insegnando tanto. Mi ricorda ogni giorno quanto sia grande e bello il dono della vita, eppure così fragile. Gli alberi fioriscono, la frutta cresce, i bimbi nascono, il sole sorge e regala contorni dorati… tutto germoglia intorno a noi e indipendentemente da noi. Possiamo "solo" ammirare e vivere la bellezza di questi miracoli.

Ed indipendentemente da noi, la vita termina.
Come ci ha scritto Don Pietro "C'è dato un tempo non illimitato, non determinato da noi, e non sappiamo quando, quando sarà il nostro momento. Possiamo solo provare a riempire questo tempo d'amore perché solo l'amore resta di noi."

Ringrazio il Signore per il dono della vita di Anna Maria.
Vi auguro di cuore una buona Quaresima, vissuta camminando con il Signore e con chi vi è accanto. Accogliendo la vita che vi circonda. Penso sia davvero bello che il Dio che preghiamo sia lo stesso, vicini e lontani. Malati, dottori, infermieri, "vahaza" (stranieri), suore, bimbi e anche voi lì… tutti siamo rivolti allo stesso Signore crocifisso.


Tolotra

Un abbraccio forte a tutti voi,
Cris

Nelle foto… alcuni degli ospiti della casa di Carità di Ambositra; la ragazza che ha lavato la bimba nell'acqua dopo il ciclone; e Tolotra sorridente, bimbo accolto dalle suore di Ampa, che ora ha potuto abbracciare una nuova famiglia!

martedì 7 marzo 2017

Febbraio bagnato, febbraio fortunato!

O sa mirë që jemi mirë.... Più o meno!!

Anche Febbraio è arrivato in questo angolo sperduto di mondo!

Dobbiamo ammettere che questo è stato un mese pieno di emozioni,  attività e... pieno d’acqua. In casa. DI NUOVO (#mainagioia) Infatti, abbiamo incominciato questo Febbraio affrontando i tubi dell’acqua, che per il ghiaccio si sono spaccati e hanno allagato mezzo pianterreno (#AttingereteAcquaConGioia – parte seconda).

Ma siamo alla fine riusciti anche ad arginare questo problema, rimboccandoci le maniche e iniziando un po’ a ristrutturare casa per prepararci al tanto sospirato RITORNO A GOMSIQE!!

Evento centrale di questo mese è stata sicuramente l’apertura ufficiale della biblioteca a Laç Vau-Dejes il 18: con l’aiuto della maestra Valeria, di Benito e Vilma e di Ermelinda ed Andrea (i nostri ragazzi di Gomsiqe!) adesso stiamo aprendo ogni sabato mattina dalle 9 alle 12, organizzando anche tante attività manuali per incentivare l’interesse dei bambini!! Anche se i primi due sabati sono stati bagnati (tanto per cambiare!), i ragazzi non ci hanno deluso e sono venuti in tanti, nonostante la pioggia!!!!


Ma oltre alla biblioteca abbiamo iniziato altri percorsi: stiamo andando una volta a settimana da due bambini per fare con loro delle attività educative specifiche per i loro bisogni... Li stiamo pian piano conoscendo e ci stanno regalando tante gioie!

E poi ogni venerdì incontriamo le donne per le vestine, che continuano a fare con entusiasmo! Hanno molta voglia di confrontarsi tra di loro e con noi. Work in progress per la Festa della donna :D #daje
Questa piccola arca di Noè ha inoltre trovato il tempo  di “festeggiare” San Valentino con una gita: siamo andati in Valbona in giornata a trovare Don Maurizio Cacciola! Il posto è veramente meraviglioso, peccato non essere riusciti a stare lì per più tempo!!


Ma le nostre tre ragazze hanno trovato il modo di girare un po’, approfittando del ritorno in Italia di Don Stefano: grazie a Valeria (la nostra salvezza!!!) sono riuscite a visitare un po’ Scutari e a riposarsi quanto basta

E così, tra gite più o meno organizzate, tra le nostre attività, la biblioteca e quant'altro, il 28 siamo finalmente ritornati a Gomsiqe, giusto per la Quaresima!
... Perché alla fine anche la Quaresima è un po’ un “ritorno alla base”!

Vilma, Federica, Virginia e Francesca


Per questo mese è tutto :D
State sereni!
Un saluto (finalmente) da Gomsiqe!

Ciao!!!
Francesca, Federica, Virginia e Don Stefano!

giovedì 23 febbraio 2017

Qualche notizia dalla Bahia da don Luigi Ferrari

Gennaio è stato un mese molto caldo, si aspettava la pioggia ma niente. Io e don Riccardo abbiamo in particolare accompagnato la parrocchia di Nova Redenção, dove si è celebrata la festa di San Sebastiano. La preparazione della festa ha coinciso anche con la visita di una immagine della Madonna Aparecida; quest’anno sono 300 anni che é stata scoperta e nel tempo è diventata la Patrona del Brasile. Così questa semplice immagine di legno di 40 cm.di colore marron scuro, ha visitato le comunità della campagna e poi nei giorni della festa i vari quartieri della cittadina.

Bella la partecipazione del popolo che sente Maria Aparecida come una madre affettuosa che si cura della gente, e si affida a lei nei momenti di sofferenza e anche nelle scelte della vita. Non per niente lei, negra, ha avuto nei pescatori poveri e negli schiavi i primi devoti che ha soccorso liberandoli e dando loro dignità e forza. La festa di San Sebastiano: ben partecipata con la presenza del Vescovo dom Andrè, che ha anche salutato e ringraziato i Fratelli della Carità che qui si sono avvicendati per circa 22 anni; bello il pranzo comunitario e anche la processione. Abbiamo anche messo a posto un po’ la canonica che adesso verrà abitata da pe. Mario nuovo parroco di Nova Redenção e Ibiquera.

Così abbiamo iniziato il trasloco verso Utinga dove ci siamo sistemati nella casa parrocchiale. Assieme a noi è arrivato anche il diacono Genival; che ha portato molte immagini di santi e molte piante. I giorni 28 e 29 di gennaio abbiamo celebrato il mandato di inizio della missione pastorale per le parrocchie di Bonito e Utinga. Dom Andrè ci ha affidato queste parrocchie e stiamo cominciando a conoscere queste comunità. L’impressione è stata buona, nella liturgia sono molto disciplinati e hanno una bella animazione nei canti; tanti i ministranti: della Parola, del canto, della Eucarestia, dell’accoglienza. In Utinga sono presenti tre Suore del Congo collaborano alla pastorale e abitano in una Casa Familia dove vengono ospitate alcune donne anziane. In questi giorni il diacono Genival é stato ricoverato all’ospedale di Feira de Santana: ha avuto una piccola paresi facciale; bella la preghiera della gente per la sua salute, si sta riprendendo bene.

Il 29 gennaio, io don Luigi ho compiuto 60 anni, abbiamo fatto un po’ di festa alla CdC di Ruy Barbosa, con un incontro degli italiani missionari qui in Diocesi. C’era un bolo (dolce) fatto della moglie di Firmino e io ho fatto la pizza. A seguire l’incontro dove abbiamo accolto Sr. Alessandra, l’ultima arrivata con sr. Manuela e poi ci siamo fermati a vedere i programmi dei prossimi mesi. Avremo la visita del nuovo direttore del CMD don Pietro, abbiamo fatto un programma per fargli conoscere le realtà in cui viviamo. Poi in luglio-agosto avremo la visita dei campisti accompagnati da don Marco di Sassuolo.
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Ciao a tutti!
Dopo poco più di due settimane dall'arrivo in Brasile... cosa dire, se non le prime impressioni?
Un mondo molto diverso, un paesaggio molto diverso: da Salvador (dove sr. Manuela e io siamo arrivate di sera e dove è venuto a prenderci d. Luigi), con dei gran stradoni con poche indicazioni, alla casa delle suore che ci hanno ospitato a Itapoã, alla bellezza dell'oceano, al sertão (semi-arido), che si incontra venendo verso l'interno della Bahia, con paesini molto poveri sulla strada, dove i bimbi cercano di vendere ananas, bottigliette d'acqua o altro a chi passa in macchina... E poi il sole, caldo, molto forte, le vacche magre che si vedono brucare quel poco di verde, o bere in qualche pozza d'acqua, che non si sa bene da dove viene...

Poi l'arrivo a Ruy Barbosa, l'accoglienza degli Ospiti, delle Sorelle, della gente di qua.
Gli Ospiti sono molto belli: c'è un concentrato di piccoli di condizione e giovani di età. Il più piccolo è Francisco, 12 anni, la più anziana è Gea, che di anni ne ha più di 70, ma dice di averne 5. In pochi parlano, ma la relazione va al di là delle parole. Con qualcuno invece è molto difficile relazionarsi: la vita è un grande mistero!

In Casa c'è uno stile sobrio, ma c'è tutto! Si ricicla ciò che si può: vista la siccità che qui è di casa, l'acqua dei risciacqui delle lavatrici si riusa per gli sciacquoni, o per lavare per terra. L'acqua che si usa per lavare le verdure si tiene per dar da bere alle piante...
Guardandosi attorno, il bairro dove abitiamo è povero, c'è gente semplice, anche poco istruita (comunque sia, l'istruzione scarsa è un problema del Brasile). Poi tanta gente che sta lì, seduta fuori di casa e mi chiedo: come fanno a vivere?
Ci sono delle ragazzine del bairro che vengono spesso in Casa: aiutano ad alzare le bimbe, le pettinano (sono maestre in questo), danno loro da mangiare, si fermano a giocare tra loro... Speriamo che crescendo restino legate alla Casa!

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”. Credo che la nostra presenza qui sia per questo: quanto abbiamo ricevuto nella vita, ora siamo chiamati a ridonarlo.
Ci sono tante cose diverse, ma l´importante, come tutti mi hanno detto, è mettersi in ascolto, non giudicare, entrarci pian piano (qui nessuno ha fretta).

Queste le prime impressioni. Continuate ad accompagnarci con la preghiera!

Don Luigi e sr.Alessandra a nome dell’equipe

Un abbraccio dalla calda Bahia

Eccomi qua, dopo qualche mese di silenzio, con tante cose da dire, senza sapere da dove iniziare.

Le mie giornate sono piene, spesso la sera quando torno a casa preferisco leggere o guardare un po’ di tv per distrarmi, per fare qualcosa di poco impegnativo; e così ora che sono seduta a pensare, mi rendo conto di come nella quotidianità mi sembra sempre di far così poco, ma come a distanza di 4 mesi dall’ultima volta che ho scritto, le cose da raccontare sono così tante.


Novembre e dicembre sono stati mesi di verifiche e di riunioni conclusive; l’assemblea diocesana, l’assemblea diocesana della pastorale giovanile, l’ultimo incontro dell’anno dello zonale di cui la nostra parrocchia fa parte, il bingo parrocchiale, il ritiro del gruppo giovani, senza dimenticare l’ultimo giorno di scuola e gli scrutini finali a cui ho partecipato: come è andato il 2016, cosa potevamo fare meglio e quali sono i propositi per il nuovo anno.

Anno di cambiamenti: i don, le suore e il sindaco; si ringrazia il passato e si guarda al futuro con gioia e speranza, perché anche se è un anno che non piove (l’ultima volta ha piovuto 15 giorni a gennaio dello scorso anno),  la vita va avanti e si spera che tutto possa andare meglio!

È arrivato dicembre: Alessandra (missionaria laica a Salvador) è tornata in Italia dopo un anno; un’amica che mi è stata accanto e mi ha aiutata nei momenti più difficili; Massaranduba (il quartiere dove viveva con 2 preti fiorentini) è stato per me una casa, dove poter essere me stessa, confrontarmi e anche sfogarmi quando qualcosa non andava. Non è così scontato trovare qualcuno a cui raccontare le tue paure, i tuoi dubbi, i tuoi problemi ed essere capito, ma soprattutto senza essere giudicato; ancora più difficile e quando sei dall’altra parte del mondo, immersa in una cultura totalmente diversa. Massaranduba è stato per me il mio porto sicuro, dove poter essere me stessa senza dovermi preoccupare dei miei difetti.

Ho salutato anche suor Alice e suor Ana Maria, della congregazione Francescana di Cristo Re;hanno cambiato città, come spesso accade nelle congregazioni religiose. Sono state per me mamme, zie, amiche, sorelle, mi hanno sostenuta e aiutata, abbiamo condiviso momenti difficili, ma anche tanti momenti di gioia. Sono state per me la mia famiglia, le persone con cui condividevo il pranzo la domenica; coloro che mi rammendavano la maglia scucita e coloro che chiamavo quando andavo in un'altra città, per avvisarle che ero arrivata e che stavo bene. Senza di loro probabilmente questo primo anno di missione non sarebbe andato così bene.

E poi finalmente l’abbraccio tanto atteso, dopo 4 anni, con mia zia, suora missionaria qui in Brasile, nello stato del Mato Grosso del sud. Abbiamo trascorso il Natale insieme, ho conosciuto la città in cui vive e ho potuto costatare che non importa il posto, mia zia ha un cuore così grande e una fede così forte, che riesce ad illuminare qualsiasi persona incontri e qualsiasi cosa faccia.
Siamo poi andate a Mogi das Cruzes, nello stato di San Paolo; è in questa città magica che il mio percorso è iniziato e che mi ha portato qui dove sono oggi.

Ho rincontrato tanti amici, ragazzine che oggi sono donne, mogli e mamme, ragazzini diventati uomini. Alcuni di loro hanno dato uno schiaffo alla vita, costruendone una migliore; altri hanno dovuto lottare con più forza, in molti ce l’hanno fatta, altri purtroppo no.
Ma ciò che conta è l’amore, che dopo anni resta lo stesso: essere invitati a pranzo, potermi sedere a gambe incrociate sui loro divani, perché questi anni di lontananza sono stati solo fisici, ognuno di noi era nel cuore dell’altro.

Mia zia mi ha chiesto se avrei raccontato a qualcuno ciò che vissuto questo mese, ma non lo farò; sarebbe come raccontare i segreti dei miei amici con cui condivido la mia quotidianità; storie di prostituzione, violenza, droga, prigione, ma anche problemi con i propri genitori, con i figli, problemi d’amore, la mancanza di lavoro, la salute:  è la vita, per qualcuno è più semplice, per altri un po’ meno.
Sono ritornata a Redençao ed è stato bello poter riabbracciare tutti. Il 4 di febbraio c’è stata la messa per dare il benvenuto al nuovo padre e alla nuove suore, il 6 prima riunione in equipe per organizzare questo nuovo anno.

Io non so come andrà, ma sicuramente questa esperienza mi sta mettendo alla prova. Tutte le persone della comunità mi hanno un po’ adottata, ma la sera, quando resto sola devo fare i conti con me stessa, per cercare di capire se sto procedendo sul cammino più giusto, per rispetto a me stessa, ma soprattutto per rispetto alle persone che incontro ogni giorno.

Qualche giorno fa stavo andando a messa e una bimba mi è corsa in contro per abbracciarmi urlando il mio nome, poi a bassa voce mi ha detto “Lo so che non ti piace quando ti chiamo italiana”.  Quella sera sono andata a letto serena, ringraziando Dio per tutto l’amore che ricevo  e perché come dice mia zia, questo cuore può solo contenere più persone da amare.
E durante le mie preghiere ci sono i volti di tutte le persone che ho incrociato in questi pochi anni di vita, perché non c’è cosa più bella di sapere che c’è Qualcuno lassù a proteggere tutte loro.

Un abbraccio dalla calda Bahia

Vanessa (Leccese, febbraio 2017)