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giovedì 14 dicembre 2017

Dolce Novembre 

 Per la rubrica “Dolce Missione”, questo mese vi presentiamo un’agenda missionaria farcita di amici, visite, impegni, sorrisi. Il procedimento è lungo (ben 30 giorni), ma semplice.

Ingredienti:
- 7 villaggi del nord Albania
- 2 Missionarie (meglio se frizzanti amabili, di annata compresa tra il 1992 e il 1994)
- 1 collaboratrice albanese di marca “Vilma”
- 2 visitatori italiani presi dalla serra “Seminario Diocesano di Reggio Emilia”
- 1 Casa di Carità effervescente
- q.b. di Paola Tagliavini

Procedimento:
Il dolce in questione si prepara in 4 strati.

lunedì 6 novembre 2017

Due cuori, due case e – forse- due macchine

Ottobre a Gomsiqe è arrivato col giorno 1 ed è finito il 31, con giorni di 24 ore ciascuno suddiviso tra ore di luce (poche) e di buio (molte!).

Fosse tutto così lineare, sarebbe cosa alquanto noiosa e sicuramente non leggereste oltre.
Ma qualcosa da raccontare ce l’abbiamo e ben sappiamo che “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla” (come ci insegna Baricco nel suo capolavoro Novecento).

15 ottobre, guardando la festa delle Case della Carità con Dila e Rregjina

Innanzitutto quei due animali superstiti dell’arca di Noè (o comunemente dette “Le missionarie”) si sono trasferiti a Vau-Dejes, lavorando sì a Gomsiqe e per Gomsiqe, ma facendo famiglia con la Fauna che popola la Casa della Carità! È stato proprio un bel mese e certamente non ci dimenticheremo i momenti passati insieme agli ospiti e alle suore Rita e Grazia, le preghiere, le condivisioni, qualcuno che si butta giù dal letto, le tisane, i film a cui mancano i finali, le disgrazie delle macchine di Gomsiqe (lasciando le ragazze 4 ore a Vrrith)…

giovedì 5 ottobre 2017

Impressioni di settembre (dall'Albania)

Bentornati!
E ben torniamo a raccontarvi di questo mese che è passato. La vita di Gomsiqe non batte piano: al contrario della Premiata Forneria Marconi (da cui prendiamo il titolo di questo resoconto), la vita di questo settembre è stata forte ed intensa.

Noi con le Dile a Barbullush
Anche perché abbiamo dovuto salutare metà dell’arca di Noè: il 7 è tornata a casa la Franci e il 14 l’ha seguita Don Stefano. A tutti e due un grazie di cuore per questa vita percorsa insieme; rrugë të mbarë, jetë të mirë dhe vazhdoni

venerdì 15 settembre 2017

Benvenuti ad una nuova puntata di MissioAlbania!

In quella precedente eravamo rimasti in attesa del ritorno di Don Stefano.
Il mese di Agosto si è aperto con il saluto di Don Alessandro Dodo Ravazzini, Sebastian e Marco, partiti il 5 e che sono stati con noi per gran parte del mese di Luglio. Tra avventure dal meccanico, risate, attività nei villaggi e incontri formativi, lo scambio Seminario-Missione ha portato frutti da entrambe le parti!


Con il ritorno del Generale, i nostri intrepidi protagonisti (Don Stefano, Fede, Virgi e Franci) sono stati alle prese con le più grandi ed impegnative avventure dell’anno: i CAMPI ESTIVI!
Come nell’anno precedente, i campi sono stati tre: uno a Korthpulë (insieme anche ai ragazzi di Gomsiqe Eperme e di Kaftall), uno a Vrrith e uno a Gomsiqe-Karma!



martedì 8 agosto 2017

Come un arcobaleno


 
E così, eccoci qui ancora una volta a raccontarvi del mese che è passato!

Sono trascorsi solo 31 giorni, ma “Seems like 90, seems like 90”,ovvero “Sembrano 90, sembrano 90”, citando il musical “Jesus Christ Superstar”.
Innanzitutto, questo mese è stato un arcobaleno di visite: mancando don Stefano per un po’, l’Arca di Noè ha aperto le porte e ci siamo ritrovati veramente in buona compagnia! 

Matteo Tolomelli e Sebastian Pomi (seminaristi reggiani)
e don Matteo Bondavalli a Gomsiqe
Un grazie speciale alla Benny, di cui ancora portiamo sulla pelle i suoi preziosi consigli (la Virgi soprattutto)! Grazie anche a Matteo (detto Tolo), Sebastian (SeBashku), Don Matteo Bondavalli (Don Matteo), Marco (Maccò) e (peccato manchi il sonoro)... don Alessandro #Dodo Ravazzini! Indimenticabile anche la visita della Robby di Cavriago (... e indimenticabile anche la sua Torta al limone! #grazie).
Hanno rallegrato le nostre giornate non solo i reggiani, ma anche una piccola delegazione da Crema, formata da Monsignor Gianotti e Don Angelo che hanno condiviso con noi la vita di Gomsiqe e che poi hanno raggiunto i campisti cremaschi a Lezha!

venerdì 7 luglio 2017

Albania: Giugno in-Ballata

C’era una volta una piccola comunità di missionari
un parroco e 3 fanciulle, tutti volontari.
In Albania decisero di mettersi a servizio
Per non perdersi nell’ozio, un brutto vizio.

Dopo sei mesi davvero emozionanti,
anche a giugno gli eventi sono tanti!
Ma partiamo con calma, andiamo in fila
se vogliamo arrivare alla fine della rima.

Sebbene i quattro abitino stabilmente a Gomsiqe,

lunedì 26 giugno 2017

Quattro giorni in Albania


La strada che da Laç porta a Gomsiqe è una lunga distesa di  sassi di varie grandezze: nei punti un po’ critici pietre più grandi delineano il percorso e  fungono da guard-rail; per affrontare questi sentieri è necessario affidarsi a una guida salda, ammortizzatori in buono stato, e santi protettori attenti.


Don Stefano e le ragazze (Federica, Francesca e Virginia) conoscono bene queste pietre su cui viaggiano  ogni giorno, a bordo dei due fuori-strada in dotazione alla missione, per recarsi nei villaggi. Guardiamo le nostre ragazze, ce le ricordiamo sui tricicli, e ora le vediamo guidare agevolmente questi

lunedì 12 giugno 2017

Forza e coraggio... è già passato maggio!

Ogni volta che ci mettiamo davanti al pc per scrivere il resoconto, i fatti sembrano avvenuti anni addietro, tanto è ricca la vita di Gomsiqe!

Maggio è stato un mese di celebrazioni, di relazioni, di sole e di preghiera, in particolare la recita del rosario che ha accompagnato e scandito il ritmo della nostra diocesi: l’incontro della pastorale giovanile a Krajen il primo maggio, con il tema “I giovani e la Chiesa”, la festa dei malati e l’incontro diocesano. Ma centrale per la vita di Sapa è stata la Celebrazione a ricordo della morte di Monsignor Luçjani, il 22, la cui scomparsa è ancora per tutti noi una ferita aperta, ma che speriamo si possa rimarginare con l’arrivo di un nuovo Pastore che, come Monsinjore, possa credere e sognare e pregare per la nostra Diocesi!

giovedì 11 maggio 2017

Aprile... difficile dormire!

Oh sa mirë që jemi mirë!
E voi? Come state??

Qui la Missione procede: è stato un mese denso e pieno di uova, Celebrazioni Pasquali, visite più o meno inaspettate, uova, Messe in un albanese quasi perfetto (“Nepér Crisctìn Sotìn tonéé”), uova, una gita diocesana con 20 centimetri di neve e, se non l’abbiamo già detto, uova.

Pasqua a Karma Poshte
I ragazzi e i bambini della nostra parrocchia

giovedì 4 maggio 2017

Il mio primo viaggio in... Albania!

Sono appena rientrato dal primo viaggio nella nostra missione a Gomsiqe, in Albania. Nove giorni ricchi d'incontri, preghiere e una bella vita comunitaria nella casa di Gomsiqe. È bello, nella vita, sentirsi a casa in così poco tempo; la missione dell'Albania ha questa forza, questa grazia.

In macchina verso Gomsiqe
Conoscevo solo don Stefano e Stefano Braghiroli che mi ha accompagnato, mentre non avevo mai incontrato

lunedì 10 aprile 2017

Marzo...per punti!

Oh sa mirë që jemi mirë!! Come state??
Anche marzo è arrivato, insieme alla primavera, al trasloco e tante altre cose!! Ma andiamo per punti..

PUNTO UNO: è iniziata la Quaresima!

Abbiamo invitato le suore dorotee da noi, qui siamo in cappella!
PUNTO DUE, anzi “PUNTI DUE”: quelli che hanno dato alla Virgi dopo che si è tagliata affrontando coraggiosamente una scatola del tonno!

PUNTO TRE: Abbiamo iniziato le messe di Sant’Antonio, anche se inizialmente non potevamo stare al lago perchè era pieno d’acqua! (Strano che puntualmente ogni mese a Gomsiqe ci sia dell’acqua!!!)

PUNTO QUATTRO: le volte che abbiamo incontrato le donne per il lavoro delle vestine, ma non solo: l’8 Marzo abbiamo anche festeggiato la festa della donna, andando al Perla a bere un caffè!!!  #DonneDuDuDu

PUNTO CINQUE: stiamo continuando con la biblioteca a Laç Vau-Dejes e sta procedendo bene! I bambini sono sempre tanti (tra i 60 e i 70 ogni sabato mattina) e anche i più piccoli sono attratti dalle attività manuali e dai laboratori che proponiamo!  Siamo veramente entusiasti di questi risultati!

PUNTO SEI:  stiamo incontrando due bambini dei nostri villaggi per fare delle attività educative adatte a loro, per aiutarli nello sviluppo didattico. Li vediamo un’ora a settimana e ci stanno regalando tante piccole gioie: sono timidi, ma hanno molte qualità nascoste che pian piano stiamo scoprendo e si stanno mettendo in gioco!!
I giochi coi nostri ragazzi nel campo a Gomsiqe

PUNTO SETTE, come i nostri villaggi! Continuiamo a organizzare il catechismo delle nostre parrocchie e, oltre a partecipare alla giornata dei giovani a Krajen, abbiamo organizzato una giornata per tutti i nostri bambini di catechismo, il 18 Marzo!!! Erano tanti e aiutati da Suor Fabiola e Ina (le Ravasco), Vilma, Benito, Samuell (il seminarista) e da Endrina ed Elisabetta (Ambasciatori di Pace), abbiamo passato una mattinata bella e intensa, incentrata sul tema della Lavanda dei Piedi.. In preparazione alla Pasqua! :D #staytuned

PUNTO OTTO: le notti di questo mese passate lontano da Gomsiqe!!! #maiuntrasloco #iononcistodentro Eh sì, abbiamo staccato un po’ la spina e per 4 giorni siamo stati a riposo (chi a Nënshat e chi a Scutari), mentre per altri 4 giorni, quando il Don era in Italia, le nostre ragazze sono state ospitate da Suor Riccarda e Suor Franca, a Shirokë!! E così, oltre ad aver imparato il siciliano, abbiamo anche conosciuto meglio il popolo Gabel, aiutando Suor Riccarda nelle sue attività!
Che dire, non è stato un mese tranquillo, ma quando ce ne sono qui??

Per oggi è tutto!!!
Aprile è già iniziato col botto (piccola anteprima: ACQUA-IN-CASA #AttingereteAcquaConGioia – parte terza)!! :D

Buona Pasqua a tutti!

Virgi, Franci, Fede e Don Stefano.

(P.s: vi salutano e vi mandano gli auguri anche Sr Rita e Sr Grazia e tutti gli ospiti, in particolar modo Pjetri che il 29 ha compiuto 16 anni!!!)

martedì 7 marzo 2017

Febbraio bagnato, febbraio fortunato!

O sa mirë që jemi mirë.... Più o meno!!

Anche Febbraio è arrivato in questo angolo sperduto di mondo!

Dobbiamo ammettere che questo è stato un mese pieno di emozioni,  attività e... pieno d’acqua. In casa. DI NUOVO (#mainagioia) Infatti, abbiamo incominciato questo Febbraio affrontando i tubi dell’acqua, che per il ghiaccio si sono spaccati e hanno allagato mezzo pianterreno (#AttingereteAcquaConGioia – parte seconda).

Ma siamo alla fine riusciti anche ad arginare questo problema, rimboccandoci le maniche e iniziando un po’ a ristrutturare casa per prepararci al tanto sospirato RITORNO A GOMSIQE!!

Evento centrale di questo mese è stata sicuramente l’apertura ufficiale della biblioteca a Laç Vau-Dejes il 18: con l’aiuto della maestra Valeria, di Benito e Vilma e di Ermelinda ed Andrea (i nostri ragazzi di Gomsiqe!) adesso stiamo aprendo ogni sabato mattina dalle 9 alle 12, organizzando anche tante attività manuali per incentivare l’interesse dei bambini!! Anche se i primi due sabati sono stati bagnati (tanto per cambiare!), i ragazzi non ci hanno deluso e sono venuti in tanti, nonostante la pioggia!!!!


Ma oltre alla biblioteca abbiamo iniziato altri percorsi: stiamo andando una volta a settimana da due bambini per fare con loro delle attività educative specifiche per i loro bisogni... Li stiamo pian piano conoscendo e ci stanno regalando tante gioie!

E poi ogni venerdì incontriamo le donne per le vestine, che continuano a fare con entusiasmo! Hanno molta voglia di confrontarsi tra di loro e con noi. Work in progress per la Festa della donna :D #daje
Questa piccola arca di Noè ha inoltre trovato il tempo  di “festeggiare” San Valentino con una gita: siamo andati in Valbona in giornata a trovare Don Maurizio Cacciola! Il posto è veramente meraviglioso, peccato non essere riusciti a stare lì per più tempo!!


Ma le nostre tre ragazze hanno trovato il modo di girare un po’, approfittando del ritorno in Italia di Don Stefano: grazie a Valeria (la nostra salvezza!!!) sono riuscite a visitare un po’ Scutari e a riposarsi quanto basta

E così, tra gite più o meno organizzate, tra le nostre attività, la biblioteca e quant'altro, il 28 siamo finalmente ritornati a Gomsiqe, giusto per la Quaresima!
... Perché alla fine anche la Quaresima è un po’ un “ritorno alla base”!

Vilma, Federica, Virginia e Francesca


Per questo mese è tutto :D
State sereni!
Un saluto (finalmente) da Gomsiqe!

Ciao!!!
Francesca, Federica, Virginia e Don Stefano!

lunedì 2 gennaio 2017

“Oh sa mirë që jemi mirë!”

Ja ku jemi!!!

Il mese di dicembre è arrivato con molte novità, a partire dalla nostra Arca di Noè, che ha accolto la Virgi il 28 di Novembre, la Fede il 9 Dicembre e la Franci il 15, lo stesso giorno in cui Laura, qui in Albania già da un anno, è tornata in Italia (e approfittiamo per ripeterle: “Kalofshi mirë dhe Rrugë të mbarë!”).

da sx: Francesca, don Stefano, Virginia e Federica
Con tutti questi cambiamenti, stiamo imparando pian piano a conoscere la realtà nuova in cui siamo capitate: innanzitutto stiamo a tutti gli effetti vivendo in pianta stabile a Laç, sopra la casa di carità (è arrivata ieri finalmente la bombola del gas per cucinare!!!). Siamo però spesso anche alla nostra base di Gomsiqe, anche se è veramente complesso gestire due case.

Continua la nostra routine, divisa tra Messe, Catechismo e incontri con gli adolescenti (Tra l’altro l’8 dicembre abbiamo fatto una bellissima gita a Shiroka con i ragazzi di Gomqise che ci hanno aiutato quest’anno!!!). Continuano anche il lavoro con le donne, le visite alle Famiglie e la Biblioteca nei villaggi e proprio per quest’ultimo punto ci siamo trasferiti momentaneamente a Laç: stiamo infatti progettando una prossima apertura della Biblioteca anche nella cittadina di Laç, progetto che ci impegnerà nei prossimi mesi!! Staremo a vedere!!

Nel periodo di Natale siamo stati abbastanza impegnati: oltre alle Messe consuete, siamo riusciti anche a mettere in scena il Drama Natalizio (la visita dei Re Magi), preparato in quasi tutti i villaggi durante il catechismo!! Con l’aiuto delle Suore Ravasco e dei Padri Carmelitani siamo riusciti a celebrare in tutti i villaggi..
Il 25 abbiamo poi salutato Don Stefano che è partito per il Madagascar per il capitolo dei Servi della Chiesa 
*Don Stefano ci informa che in Madagascar si sta bene e c’è caldo...*

Sicuramente molto più che qui! #SoloStufette

Insieme a Don Stefano è partita anche Suor Rita, che è dovuta ritornare in Italia per qualche giorno e che abbiamo brillantemente sostituito in questo periodo.

Dopo due giorni allo "sbaraglio", senza guida, mortificate nell’anima a causa della partenza per il Mada del Gallo-Capo, le tre Gallette il 27 dicembre hanno accolto ad ali, o meglio braccia aperte Don Carlo, che rimarrà con noi fino al 9 Gennaio.  Grazie ai suoi aneddoti quotidiani e alle sue conoscenze, stiamo scoprendo altre realtà vicine, tra cui la comunità Papa Giovanni, il convitto delle Suore Ravasco e tante altre!

Novità importante di questo mese che riguarda l’intera Albania è l’ingresso del nuovo Vescovo di Tirana, Monsignor Giorgio Frendo.

Per questo momento è tutto!!!
Buone feste, Buon anno!!!!!

Don Stefano, Don Carlo, Fede, Franci, Virgi.

Un augurio anche da parte di:
Terezina, nostra fedele visitatrice; gli Ospiti della Casa della Carità; Gjon; Pjerin e la sua mucca.

giovedì 22 dicembre 2016

Gli auguri dall'Albania

Laç Vau Dejes - 17/12/2016
Ciao a tutti!
Per noi di Gomsiqe questo Natale è un nuovo inizio… Partiamo per quest’avventura con tanta gioia e voglia di fare e metterci in gioco! Abbiamo salutato da pochi giorni Laura che ha condiviso con don Stefano un anno molto ricco di attività! Essere in due a volte può essere difficile (anche se Laura faceva per tre!), ma stando qui si sente forte il sostegno dall’Italia.

Le attività principali che sono state portate avanti sono:

- Vestine da battesimo.

Prosegue l’incontro settimanale delle ragazze che confezionano le vestine che molte parrocchie a Reggio stanno acquistando. Abbiamo cercato di fare diventare questo incontro sempre di più un momento di lavoro e formazione umana, infatti da alcuni mesi questo in questo appuntamento le ragazze vengono aiutate a trattare temi legati a problematiche quotidiane come ad esempio l’educazione dei figli.

- La Biblioteca


E’ stata arricchita con libri e materiali nuovi che, come già da qualche anno, a rotazione portiamo nei vari villaggi. Questa è un’iniziativa che permette a chi lo desiderano  (Bambini ma anche adolescenti e adulti) di leggere e di formarsi! Chissà che questa “Biblioteca di strada” non possa mettersi in cammino verso altre mete e villaggi! Vi abbiamo mandato anche una foto per mostrarvi come ogni domenica dopo le celebrazioni portiamo in viaggio la biblioteca (riempiamo i nostri zaini di libri) e la trasferiamo nelle chiese dove i bimbi e i ragazzi vengono per riportare e prendere i libri.

Fondamentale è stata la presenza di due ragazzi albanesi, stipendiati da noi, che ci hanno aiutato a portare avanti il progetto della biblioteca e del catechismo, entrando in sintonia coi ragazzi e la gente del posto.

- Attività coi Gabel.
Grazie alle vostre offerte, siamo riusciti a lavorare insieme a Suor Riccarda con i ragazzi Gabel (i sinti albanesi), con i quali abbiamo fatto catechismo!

- Famiglie Bisognose.
Ogni mese la Caritas Sapa sostiene con pacchi alimentari le famiglie in estrema povertà. Il nostro compito è quello di individuare nelle nostre parrocchie le realtà con maggiori difficoltà e segnalarle. La situazione generale dell’Albania non sta migliorando, per cui si rende necessario proseguire in questo impegno.

Vi ringraziamo ancora e come si dice qui… “Gëzuar për shumë vjet!” e “Zoti ju ndimoftë dhe bekoftë!” (“Auguri per molti anni” e “Il Signore vi aiuti e vi benedica”).
Vi auguriamo un sereno Natale! Gëzuar Krishtëlindje!

Don Stefano, Federica, Francesca e Virginia.

lunedì 29 agosto 2016

Il viaggio di Marzia in Albania


Ringrazio il Centro Missionario per avermi dato l'occasione di incontrare e conoscere la chiesa della diocesi di Sapa.


Prima di partire ho letto gli scritti di don Luigi Gugliemi dove racconta l'inizio della nostra presenza e anche qualche libro/testimonianza sulla chiesa durante il comunismo di E. Hoxha; ciò che mi ha colpito è stata il legame con la chiesa sorella in Rwanda e il progetto Amahoro.
Albania prima e Rwanda poi uscivano da violenze inumane e la scelta fu di ripartire dai più piccoli, e come richiesto dai locali di portare e far conoscere il Vangelo: "veniteci a parlare di Dio!"; è stata la richiesta che colpì la nostra chiesa concentrata sulle opere e sul fare.
La nostra presenza nella diocesi di Sapa accompagna una chiesa sorella a proseguire un cammino che ha bisogno di tanta speranza (lettera di don Luigi, 20.2.1993)






Le difficoltà non mancano perchè la zona dove siamo continua a spopolarsi; i giovani ambiscono ad andarsene per cercare fortuna altrove; la diocesi è in attesa del nuovo Vescovo e sono ancora poche le vocazioni albanesi; la Casa di Carità è segno e con piccoli passi tenta di far riscoprire il senso vero del volontariato.
Il mese di luglio le attività parrocchiali sono sospese e l'attenzione di Don Stefano e Laura è per i bambini e ragazzi che non hanno scuola e per i quali si organizzano orsi di italiano e chitarra per continuare a stare vicini.
Gocce di speranza:
- la Casa di Carità, con suor Rita e Suor Grazia, ha volontariato tra le signore, tra i ragazzi e le ragazze ed è meta di visite da parte di gruppi che vogliono conoscere questa famiglia così particolare;
- prima della S. Messa in chiesa si recita o canta il rosario, arma usata negli anni del comunismo che ha tenuta viva la fede di tante persone;
- la canonica di Gomisqe che da luogo di detenzione è diventato luogo di evangelizzazione;
- gite al mare per i disabili accompagnati dai familiari organizzati dalla Caritas;
- tutto parla della presenza di Dio, di Dio che ha vegliato e veglia su questo popolo.

Lo scambio tra chiese sorelle, dono inestimabile per la nostra diocesi, forse non ci aiuterà a cambiare la pastorale, ma potrà sostenerci nel cammino di conversione che anche noi stiamo compiendo; anche noi oggi siamo una chiesa che ha bisogno di riprendere forza e speranza, ha bisogno di coraggio per fronteggiare le sfide culturali che vogliono annientare l'umanità delle persone; che deve partire sempre dai più poveri e migranti; una chiesa che con umiltà può imparare che cosa è la FEDE e chiedere "venite a parlarci di DIO!".

Con gratitudine.

Marzia

giovedì 25 agosto 2016

Chiese Sorelle

Ringrazio il Centro Missionario per avermi dato l'occasione di incontrare e conoscere la chiesa della diocesi di Sapa.

Prima di partire ho letto gli scritti di don Luigi Gugliemi dove racconta l'inizio della nostra presenza e anche qualche libro/testimonianza sulla chiesa durante il comunismo di E. Hoxha; ciò che mi ha colpito è stata il legame con la chiesa sorella in Rwanda e il progetto Amahoro.

Albania prima e Rwanda poi uscivano da violenze inumane e la scelta fu di ripartire dai più piccoli, e come richiesto dai locali di portare e far conoscere il Vangelo: "veniteci a parlare di Dio!" è stata la richiesta che colpì la nostra chiesa concentrata sulle opere e sul fare.

La nostra presenza nella diocesi di Sapa accompagna una chiesa sorella a proseguire un cammino che ha bisogno di tanta speranza (lettera di don Luigi, 20.2.1993)

Le difficoltà non mancano perchè la zona dove siamo continua a spopolarsi; i giovani ambiscono ad andarsene per cercare fortuna altrove; la diocesi è in attesa del nuovo Vescovo e sono ancora poche le vocazioni albanesi; la Casa di Carità è segno e con piccoli passi tenta di far riscoprire il senso vero del volontariato.
Selfie con Laura, Don Stefano, Marzia e (sotto) Vilma

Il mese di luglio le attività parrocchiali sono sospese e l'attenzione di don Stefano e Laura è per i bambini e ragazzi che non hanno scuola e per i quali si organizzano corsi di italiano e chitarra per continuare a star loro vicini. Li aiutano Vilma e Benito, due ragazzi locali che si danno molto da fare.

Gocce di speranza:
- la Casa di Carità, con suor Rita e Suor Grazia, ha volontariato tra le signore, tra i ragazzi e le ragazze ed è meta di visite da parte di gruppi che vogliono conoscere questa famiglia così particolare;

il simbolo dei tre pani impresso nei muri della Casa della Carità
- prima della S. Messa in chiesa si recita o canta il rosario, arma usata negli anni del comunismo che ha tenuta viva la fede di tante persone;

- la canonica di Gomisqe che da luogo di detenzione è diventato luogo di evangelizzazione;

La casa della missione, durante il regime luogo di detenzione
- gite al mare per i disabili accompagnati dai familiari organizzati dalla Caritas;

- tutto parla della presenza di Dio, di Dio che ha vegliato e veglia su questo popolo. Lo scambio tra chiese sorelle, dono inestimabile per la nostra diocesi, forse non ci aiuterà a cambiare la pastorale, ma potrà sostenerci nel cammino di conversione che anche noi stiamo compiendo; anche noi oggi siamo una chiesa che ha bisogno di riprendere forza e speranza, ha bisogno di coraggio per fronteggiare le sfide culturali che vogliono annientare l'umanità delle persone; che deve partire sempre dai più poveri e migranti; una chiesa che con umiltà può imparare che cosa è la FEDE e chiedere "venite a parlarci di DIO!".

Con gratitudine.

   Marzia

giovedì 7 luglio 2016

Laura e la sua Albania

Laura è in Albania insieme a don Stefano, nella piccola Comunità di Gomsiqe.

Insieme ci scrivono mensilmente le notizie della parrocchia. Ci raccontano che maggio è stato un mese di speranza in cui tutta la diocesi e non solo, si è riunita a pregare il rosario, tutte le sere, davanti alla statua di Maria, sotto la finestra del Vescovo, chiedendo il miracolo della guarigione. Il miracolo a noi non sembra esserci stato, ma c’è stato…per lui che è salito al Padre, che è arrivato a Casa.
Laura con un ospite della Casa della Carita' di Laç

Ci raccontano di don Carlo Fantini e Antonio Ferretti, di Mons. Adriano Caprioli, don Filippo, sr. Ines, Paola e Titti che sono arrivati in Albania per condividere con la diocesi di Laç il dolore per la perdita del Vescovo Augustin.

Ma Laura, di ritorno per una brevissima visita in Italia, ci racconta di sé, dell’Albania che sta conoscendo; Di una famiglia che va a visitare per la catechesi battesimale, che abita in un posto bellissimo, che farà battezzare la bimba di due anni. Della loro povertà, dei piedi scalzi e neri, e della loro dignità, della sala degli ospiti dove sono accolti.

In Albania di solito si riserva una stanza, la sala degli ospiti, all’accoglienza degli amici. Una sala curata, a volte staccata dall’abitazione, con un tappeto, il tavolino ed i divani. E’ solitamente vietata ai bambini, deve rimanere linda e ordinata…
Solo se veramente indispensabile si ha accesso al resto della casa. In Albania ci si scopre fratelli piano piano…

Racconta di una ragazza che attende di sposarsi, finiti gli studi. Molte volte padri sono venuti a presentare il loro figlio a suo padre per il matrimonio, ma il suo è un padre “speciale”, che non segue la tradizione, che l’ha aiutata a laurearsi e che ora le permette di cercare lavoro in città prima di sposarsi.

Piccole cose da una terra vicina, piccole scoperte di una cultura vicina ma lontana, piccoli segni di fratellanza che crescono.

martedì 7 giugno 2016

Ultimo saluto al Vescovo Luciano

26 maggio 2016
Qoftë levduar Jesu Krishti!

Siamo arrivati con il Vescovo Adriano martedì mattina in terra albanese per portare come Diocesi di Reggio Emilia il nostro saluto e la nostra vicinanza alla chiesa sorella di Sapa e al suo Vescovo. Ci avevano preceduto don Carlo Fantini e il diacono Antonio Ferretti.
Dopo un saluto alla comunità della Casa della Carità e ad alcuni parenti del Vescovo Luciano siamo andati in Cattedrale dove da domenica sera (festa della SS. Trinità)  è stata posta la salma del Vescovo Luciano. La Cattedrale in questi giorni è diventata davvero il centro di tutta la Diocesi: è continua la processione di fedeli laici, sacerdoti, consacrate, donne, uomini, ragazze e giovani provenienti non solo dai villaggi intorno a Vau-Dejes ma anche da tante parti dell’Albania, del Kosovo e del Montenegro.
Il Vescovo Adriano ha guidato un breve momento di preghiera per e con il Vescovo Luciano, concludendo con la benedizione della salma. Anche Pjetri ha voluto salutare per l’ennesima volta il suo amico Monsignore e, aiutato da alcuni ragazzi che lo hanno sollevato, è riuscito a toccare il vetro della bara.

Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla S. Messa celebrata dal Vescovo del Montenegro e concelebrata da diversi Vescovi e numerosi sacerdoti. A seguire abbiamo cantato il vespro in una cattedrale colma di gente.
Ci ha sorpreso il silenzio e il clima di preghiera che si sentiva, che si respirava in Cattedrale nonostante le tante persone presenti.
Abbiamo cenato alla Casa e dopo cena ci siamo ritrovati insieme al Vescovo Adriano per ricordare un po’ la figura del Vescovo Luciano e condividere il cammino fatto, da tanti anni, insieme alla chiesa albanese.
Alcuni di noi, insieme al Vescovo Adriano, sono poi saliti a Gomsiqe per la notte.
Mercoledì è stato il giorno del funerale. Si è cominciato con le lodi cantate tutti insieme in Cattedrale.
Poi sono iniziati i preparativi per la celebrazione della Messa. Gli Ospiti della Casa con sr Rita e sr Grazia hanno trovato posto in Cattedrale insieme alle altre autorità.








Nel cortile della Cattedrale era stato installato un maxi schermo per permettere anche a chi non è potuto entrare di seguire la Messa. Il cortile si è cominciato a riempiere già dalla mattina presto e continuavano ad arrivare persone: suore, donne, uomini e ragazzi, tutti per ringraziare insieme il Signore per il dono del Vescovo Luciano.
In Albania la bara viene chiusa solamente nel momento della sepoltura, quindi abbiamo potuto celebrare la Messa anche “alla presenza” del Vescovo Luciano.
La Messa è stata presieduta dal Vescovo di Scutari, mons. Massafra, concelebrata da 11 Vescovi e tanti sacerdoti. Erano presenti religiosi e religiose, rappresentanti del mondo Ortodosso e Musulmano, rappresentanti delle istituzioni guidate dal presidente della Repubblica Albanese.
L’omelia è stata fatta dal Vescovo del Kosovo, Mons. Doda, amico di sempre del Vescovo Luciano con il quale è stato ordinato sacerdote.
Il vangelo scelto era quello dell’incontro tra Marta e Gesù, “Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà».
Gesù le risponde “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”.
Al termine della celebrazione il Vescovo è stato sepolto in Cattedrale.
Il nostro gruppetto, al quale si è aggiunto don Stefano, è ripartito per tornare a casa nel pomeriggio.

Dobbiamo ringraziare il Signore per il dono grande che è stato questo Vescovo per questa chiesa e anche per la nostra chiesa di Reggio. Dalle tante persone che sono passate per salutarlo viene da pensare che abbia voluto bene a tanti e che fosse un punto di riferimento per tanti, dai politici alle persone più semplici dei villaggi della montagna. E’ stato pastore buono in mezzo alla sua gente, avendo a cuore i sacerdoti, la famiglia, l’ecumenismo, i giovani, gli ammalati.




Ora comincia un tempo nuovo per la Chiesa di Sapa, un tempo in cui si dovrà continuare a camminare e a seminare nei solchi preparati dal Vescovo Luciano: la Casa della Carità, la Casa di spiritualità dei Balcani animata dai padri Carmelitani, la Caritas e tutte quelle piccole e grandi attenzioni che aveva per la  sua gente.



Don Filippo, sr Ines, Paola e Caterina

martedì 12 aprile 2016

Il viaggio di Suor Ines in Albania

Laç Vau Dejës 31/3-6/4/2016


“Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra”

Nell’Ottava di Pasqua questa Parola detta da Dio ad Abramo mi ha accompagnato nel mio arrivo con Miriam in Albania.
Benedetto popolo dell’Albania così vicino a noi e cosi diverso,
 così provato ma pieno di speranza, così oppresso ma proteso alla libertà.
Benedetta Chiesa dell’Albania, così giovane e così antica, resa bella e feconda dal sangue di  tanti martiri, così forte da aver saputo custodire la fede nel lungo tempo dell’oppressione.
Benedetti uomini, donne e bambini albanesi e benedetti i giorni trascorsi in mezzo a voi!

Condivido un breve diario di questo tempo di grazia.
Giovedì 31/3       si parte presto con Miriam da S. Girolamo. Volo Bologna-Tirana, arrivo all’aereoporto dedicato a Madre Teresa,  incontro con sr Rita. Arriviamo a Laç, incontro con sr Grazia e gli Ospiti, tutti belli. Le tre nonne, Dila, Mrika  e Lena in abiti albanesi, la prima Regina della Casa, il direttore d’orchestra Fabjan, il calciatore Pjetri, il piccolo conquistatore Pashk.
                               Nel pomeriggio S. Messa in Cattedrale celebrata dal parroco, don Simon. Non incontro il Vescovo Mons. Lucjan che sta facendo in questi giorni controlli sanitari ma è reso presente dalla preghiera e affetto di tutti
Venerdì 1/4         Compleanno di sr Grazia, conosco la Caritas Diocesana e il resto della Casa.  Alla sera incontro con l’equipe reggiana, don Stefano Torelli e Laura (PR) per Gomsique, Giuseppe, Daniele e Caterina  di RTM, le Sorelle di Casa
Sabato 2/4            Visita al Carmelo di Nenshat, 10 monache, 4 croate e 6 albanesi, vicino al Monastero i Padri Carmelitani dell’Italia Centrale  stanno costruendo un centro di spiritualità per tutti i Balcani. Messa con le famiglie della Diocesi nell’unica parrocchia dedicata alla Divina Misericordia, l’Eucaristia è preceduta dalla  riconciliazione tra due famiglie in vendetta.
Domenica 3/4     Domenica in Albis, Domenica della Divina Misericordia. Messa in Cattedrale, con tanto popolo di Dio molti giovani. Incontro in C.d.C. con don Simon e con due gruppi di giovani sullo spirito della Casa. La Casa è un luogo dove  si cerca di  parlare di Dio il cui nome è Misericordia
Lunedì 4/4          Annunciazione del Signore.
                               A Scutari visita alla comunità delle Missionarie della Carità e ai loro 57 Ospiti, visita alle Clarisse e quasi un pellegrinaggio al vicino luogo della memoria dei crimini del regime comunista. Visita alla Cattedrale.
                               Nel pomeriggio a Laç S. Cresima a 7 adulti, poi visita con don Simon a sr Maria delle Stimmatine che ha battezzato lui  e tante altre persone durante il regime.
Martedì 5/4         Con don Stefano, Laura e gli albanesi Benito e Vilma partiamo per Messa al lago, poi a Gomsique.
                               Nel pomeriggio a Laç preghiera e incontro con le donne della Legio Mariae. Incontro alla sera con le Sorelle e il Parroco e ringraziamenti.
Mercoledì 6/4      Partenza per l’Italia

                                                 
                             

                                 
                               




Condivido alcuni primi pensieri.
Ho intravisto il filo provvidenziale che sempre ci accompagna nel nostro cammino di  Diocesi. Dal Sud al Nord dell’Albania don Gigi Guglielmi fin dagli inizi aveva aperto la strada di una vicinanza ai più piccoli, sia i bambini soli nell’orfanotrofio di Valona sia i piccoli cerebrolesi dell’Ospedle psichiatrico di Scutari. Poi sono arrivati i sacerdoti e i laici che al servizio della comunità a Gomsique hanno continuato nello stesso annuncio. La Casa della Carità è l’ultima arrivata nella missione reggiana in Albania ma il fondamento è sempre quello di provare a vivere comunitariamente il Vangelo servendo i più deboli.  La Casa è sorta nella Diocesi di Laç dove si vive in varie forme la carità verso i più poveri e ammalati. Custodire questa continuità dovrebbe aiutarci a condividere di più, ad aiutarci reciprocamente, a pensare insieme i passi del cammino futuro.  
Anche oggi l’equipe reggiana (Gomsique – CdC – Rtm) mi sembra che abbia potenzialità enormi di collaborazione e confronto non sempre sfruttate.
C’ è  da crescere nella logica che la missione è sempre comunque scambio tra Chiese Sorelle, non c’è qualcuno che dà e basta o qualcuno che riceve e basta. Non si può calcolare tutto quello che in questi oltre venti anni ci è stato donato. Anche la Casa vive di questo movimento, riceve e dona, continuamente.
La Casa è immagine di Chiesa che prova a camminare insieme con preti, consacrati e laici. E’ una famiglia per chi non ne ha e chiede di essere accolta e amata con responsabilità dalla comunità ecclesiale.  E’ luogo sacro che consente un incontro col Signore presente e vivo nei poveri, tenendo insieme preghiera e servizio.

La Casa è fermento di pace in una terra che  ha bisogno di riconciliazione dopo tanto sangue sparso e tante vendette. Ci sarebbero tante altre cose da raccontare e di cui ringraziare. In una parola, grazie a tutti di tutto. Faleminderit  

Sr Ines


lunedì 29 febbraio 2016

Con un plastico, in viaggio verso l'Albania

Il prossimo 10 marzo partirà per la Diocesi di Sapa un gruppo di parrocchiani, un rappresentante per parrocchia, dell'Unità Pastorale Maria Regina della famiglia. Il gruppo, composto da 7 persone, porterà a Laç Vau-Dejes un plastico di Gerusalemme e sarà accompagnato da don Luca Fornaciari. Il plastico sarà esposto nella Cattedrale e farò parte di un percorso di conversione quaresimale per la Diocesi di Sapa, per giovani ed adulti, a cui parteciperanno anche i “delegati” dell’Unità pastorale, prima di riportarlo, dopo alcuni giorni, in Italia.

Don Luca Fornaciari racconta: 
“Qualche anno fa, in pellegrinaggio in Terra Santa, fummo colpiti da un grande plastico di Gerusalemme ai tempi di Gesù, situato nel giardino in un hotel alla periferia della città santa. Ricco di particolari, l’opera ci ha permesso di ripercorrere le ultime ore di Gesù, facendoci capire tutti i passaggi,  le motivazioni, gli inganni, le accuse, che hanno condotto Gesù sulla croce. Guardando l’opera nel suo insieme immaginavamo la possibilità di avere un plastico di Gerusalemme, strumento eccezionale di catechesi per i nostri giovani e le nostre famiglie. Tante volte abbiamo ascoltato il racconto della Passione del Signore, ma facciamo fatica ad immaginarci la situazione, i luoghi… rischiamo di pensare alla passione del Signore come ad una storia, di cui non riusciamo ad inquadrare le coordinate storiche e geografiche e quindi stentiamo anche a comprenderne l’attualità e la drammaticità.

Conoscendo l’abilità di Remo Longagnani, di Gazzata, nel lavorare il legno, la sua fede e la sua passione nella realizzazione di tante opere sacre, abbiamo deciso di proporgli di realizzare un plastico di Gerusalemme ai tempi di Gesù, usando come modello quello grande e famoso ammirato in pellegrinaggio. Abbiamo fornito a Remo diverso materiale e un anno fa sono tornato in pellegrinaggio in Terra santa assieme anche a Remo e Mirca, per approfondire alcuni particolari.
Siamo profondamente grati a Remo e Mirca per la disponibilità con cui fin dal primo momento hanno accolto l’idea di creare quest’opera d’arte e di evangelizzazione, impiegando tempo, denaro e molta pazienza. Grazie da parte di tutta l’unità Pastorale per la possibilità di comprendere meglio la passione del Nostro Signore Gesù Cristo. Grazie, infine, anche da parte dell’Associazione Sacerdotale Familiaris Consortio, a cui Remo e Mirca hanno deciso di donare questo capolavoro.”

Remo e Mirca aggiungono: 
"La costruzione ha richiesto un anno e mezzo di lavoro e misura circa 2 metri per 2 metri.
La parte più laboriosa e impegnativa è stato ricavare le misure dalle foto che Don Luca e Don Pietro ci avevano portato. Ci siamo messi subito alla ricerca del legno giusto per il plastico. Durante l'estate 2013 prendendo un  caffè abbiamo avuto la piacevole sorpresa di mescolare lo zucchero con una paletta di legno. Era ciò che cercavamo per il nostro lavoro! Trovato il fornitore, abbiamo ordinato 4000 palette da 19cm. Da ognuna di loro  pazientemente scavata, rifilata e tagliata manualmente venivano fuori  25 mattoni, che sono serviti per costruire la torre Antonia, il Tempio, la città di Davide i palazzi romani e le case ebraiche. Abbiamo usato anche 7kg di colla vinilica, 5 kg di colla caldo, 300 spiedini per le varie colonne, compensati di varia forma e misura, 10 fogli di polistirene per modellare le colline, il monte degli ulivi, il Golgota e la tomba nel  giardino. Per noi è stato un lavoro appassionante perché oltre a costruire gli edifici c’era il desiderio di cercare notizie, documenti, informazioni sulla vita degli ultimi giorni di Gesù, che puntualmente i Vangeli ci confermavano.


Ciò che più ci ha colpito è l’imponenza del Tempio rispetto al resto della città; costruito secoli prima della nascita di Gesù, arricchito e allargato da Erode il grande, doveva rappresentare la grandezza di Dio. Essendo stato costruito dagli uomini, purtroppo di tutto questo rimane poco mentre ciò che a noi resta è la potenza e la grandezza dello Spirito Santo, lo Spirito di Gesù che disceso nel Cenacolo, piccola insignificante abitazione in mezzo a tanti palazzi, ha iniziato a costruire la sua chiesa, e ancora oggi continua a sostenere, illuminare e guidare tanti uomini e donne per costruire la nuova Gerusalemme, quel regno di amore e di pace per il quale Gesù ha dato la sua vita."