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giovedì 14 dicembre 2017

Dolce Novembre 

 Per la rubrica “Dolce Missione”, questo mese vi presentiamo un’agenda missionaria farcita di amici, visite, impegni, sorrisi. Il procedimento è lungo (ben 30 giorni), ma semplice.

Ingredienti:
- 7 villaggi del nord Albania
- 2 Missionarie (meglio se frizzanti amabili, di annata compresa tra il 1992 e il 1994)
- 1 collaboratrice albanese di marca “Vilma”
- 2 visitatori italiani presi dalla serra “Seminario Diocesano di Reggio Emilia”
- 1 Casa di Carità effervescente
- q.b. di Paola Tagliavini

Procedimento:
Il dolce in questione si prepara in 4 strati.

venerdì 15 settembre 2017

Benvenuti ad una nuova puntata di MissioAlbania!

In quella precedente eravamo rimasti in attesa del ritorno di Don Stefano.
Il mese di Agosto si è aperto con il saluto di Don Alessandro Dodo Ravazzini, Sebastian e Marco, partiti il 5 e che sono stati con noi per gran parte del mese di Luglio. Tra avventure dal meccanico, risate, attività nei villaggi e incontri formativi, lo scambio Seminario-Missione ha portato frutti da entrambe le parti!


Con il ritorno del Generale, i nostri intrepidi protagonisti (Don Stefano, Fede, Virgi e Franci) sono stati alle prese con le più grandi ed impegnative avventure dell’anno: i CAMPI ESTIVI!
Come nell’anno precedente, i campi sono stati tre: uno a Korthpulë (insieme anche ai ragazzi di Gomsiqe Eperme e di Kaftall), uno a Vrrith e uno a Gomsiqe-Karma!



lunedì 12 dicembre 2016

Recuperando il "nostro luogo perduto"

Questa  è la nostra storia:
Tocopilla, città del nord del Cile, con 23.000 abitanti, il 14 novembre 2007 è stata colpita da un terremoto di magnitudo 8 (scala Richter), ed è stata distrutta al 50%, persino il cimitero è stato danneggiato. La nostra parrocchia, Sacro Cuore di Gesù, di 15.000 abitanti, situata nel settore nord, è nella zona più popolare e più provata della città; ha perso completamente tutti gli edifici, inclusa la Casa parrocchiale; grazie a Dio è rimasto in piedi il tempio. Abbiamo preso la nostra casa, luogo d’incontro, di formazione, di servizio, luogo dove vegliare i nostri defunti.

La nostra Comunità è stata così molto limitata nel poter svolgere i suoi servizi di formazione, di accoglienza, di promozione sociale, di attenzione alle persone, di servizio a tutta la zona nord della città.

A questo c’è da aggiungere un dato rilevante nella vita di questa comunità parrocchiale:
Dal 7 agosto 2011 la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, eretta il 14 aprile 1948, dal 1968 dipendeva amministrativamente dalla Parrocchia Nostra Signora del Carmelo; con la nomina del proprio parroco, P. Antonio Romeo, e con una propria autonomia, è diventato ancora più urgente per la nostra comunità parrocchiale il recuperare gli spazi perduti.

Come Comunità abbiamo riparato i danni alla chiesa parrocchiale e preparato il progetto di ricostruzione che riguarda un edificio a 2 piani. Al primo piano è prevista la sala per veglie funebri e due sale per attività varie, convertibile in salone formazione, incontri …, uffici parrocchiali, al secondo piano la Casa del sacerdote.
 Gli edifici parrocchiali distrutti

Quest’opera comportava un alto costo economico, che la nostra parrocchia non era capace di coprire da sola;  anche facendo grandi sforzi con lotterie, bingo, aiuti personali, non si riusciva ad arrivare alla cifra sufficiente.

Il nostro sguardo si è rivolto pieno di fiducia ad Adveniat, Organizzazione di Cattolici tedeschi, alla Conferenza Episcopale Spagnola, agli amici d’Italia, al Centro Missionario Diocesano e Case della Carità di Reggio Emilia.



Sono arrivati i primi aiuti economici, le promesse di un aiuto e così, confidando nella Divina Provvidenza e in S. Giuseppe, custode fedele, abbiamo dato inizio all'opera di ricostruzione.

La prima pietra è stata benedetta e posta il 12 aprile 2014 dal nostro Arcivescovo Mons. Paolo Lizama, con la presenza delle massime autorità. I lavori son cominciati il 19 maggio e, alla fine di settembre si è conclusa la prima parte, l’opera strutturale fino al tetto. Fin qui era bastato il denaro. Poi, per mancanza di mezzi economici, si son fatti solo piccoli interventi, un muro di contenzione per il dislivello tra la collina e il mare, una recinzione con ingresso. 
Abbiamo sperato di continuare, confidando nella Provvidenza di Dio che si sarebbe fatta presente …
E Dio si è fatto come sempre presente … l’aiuto della Conferenza Episcopale Italiana nel novembre 2015 sbloccò tutto e ha permesso di terminare il primo piano e con altri aiuti e apporti della Comunità parrocchiale è stato possibile realizzare al secondo piano la Casa parrocchiale, per una maggior vicinanza del sacerdote.

In verde la casa ricostruita, in primo piano la chiesa
È stato così possibile realizzare il nostro sogno di “recuperare la nostra casa” e nel mese di luglio 2016 è stata completamente conclusa la struttura dell’edificio con la pittura, l’acqua, la luce e l’elettricità. Restano ancora da sistemare tanti dettagli, anche alcuni interventi esterni perché la municipalità di Tocopilla ci conceda la “licenza di opere”.
Sabato 26 novembre, in questa Comunità parrocchiale, il nostro Pastore Mons. Paolo Lizama ha benedetto il nostro Centro e la Casa Parrocchiale.
Termino questa piccola storia elevando a Dio Padre la mia preghiera di ringraziamento, questa è stata la Sua opera, e a tutti voi che con il vostro aiuto generoso avete reso visibile il Suo volto misericordioso. Di tutto cuore GRAZIE! Avrete sempre un posto nel nostro cuore e nelle nostre preghiere.
P. Antonio Romeo, parroco del Sacro Cuore di Gesù
Tocopilla, 21/11/2016

lunedì 29 agosto 2016

Il viaggio di Marzia in Albania


Ringrazio il Centro Missionario per avermi dato l'occasione di incontrare e conoscere la chiesa della diocesi di Sapa.


Prima di partire ho letto gli scritti di don Luigi Gugliemi dove racconta l'inizio della nostra presenza e anche qualche libro/testimonianza sulla chiesa durante il comunismo di E. Hoxha; ciò che mi ha colpito è stata il legame con la chiesa sorella in Rwanda e il progetto Amahoro.
Albania prima e Rwanda poi uscivano da violenze inumane e la scelta fu di ripartire dai più piccoli, e come richiesto dai locali di portare e far conoscere il Vangelo: "veniteci a parlare di Dio!"; è stata la richiesta che colpì la nostra chiesa concentrata sulle opere e sul fare.
La nostra presenza nella diocesi di Sapa accompagna una chiesa sorella a proseguire un cammino che ha bisogno di tanta speranza (lettera di don Luigi, 20.2.1993)






Le difficoltà non mancano perchè la zona dove siamo continua a spopolarsi; i giovani ambiscono ad andarsene per cercare fortuna altrove; la diocesi è in attesa del nuovo Vescovo e sono ancora poche le vocazioni albanesi; la Casa di Carità è segno e con piccoli passi tenta di far riscoprire il senso vero del volontariato.
Il mese di luglio le attività parrocchiali sono sospese e l'attenzione di Don Stefano e Laura è per i bambini e ragazzi che non hanno scuola e per i quali si organizzano orsi di italiano e chitarra per continuare a stare vicini.
Gocce di speranza:
- la Casa di Carità, con suor Rita e Suor Grazia, ha volontariato tra le signore, tra i ragazzi e le ragazze ed è meta di visite da parte di gruppi che vogliono conoscere questa famiglia così particolare;
- prima della S. Messa in chiesa si recita o canta il rosario, arma usata negli anni del comunismo che ha tenuta viva la fede di tante persone;
- la canonica di Gomisqe che da luogo di detenzione è diventato luogo di evangelizzazione;
- gite al mare per i disabili accompagnati dai familiari organizzati dalla Caritas;
- tutto parla della presenza di Dio, di Dio che ha vegliato e veglia su questo popolo.

Lo scambio tra chiese sorelle, dono inestimabile per la nostra diocesi, forse non ci aiuterà a cambiare la pastorale, ma potrà sostenerci nel cammino di conversione che anche noi stiamo compiendo; anche noi oggi siamo una chiesa che ha bisogno di riprendere forza e speranza, ha bisogno di coraggio per fronteggiare le sfide culturali che vogliono annientare l'umanità delle persone; che deve partire sempre dai più poveri e migranti; una chiesa che con umiltà può imparare che cosa è la FEDE e chiedere "venite a parlarci di DIO!".

Con gratitudine.

Marzia

lunedì 4 luglio 2016

In comunità per prepararsi alla missione

Cristina, Anna e Virginia con le maglie che la Casa della Carità ha regalato loro
Sabato 2 luglio è terminato il mese comunitario che hanno vissuto Cristina, Anna e Virginia, tre aspiranti volontarie che si preparano a partire in autunno per la missione.
Il mese comunitario si è svolto a Fosdondo di Correggio, vicino alla Casa della Carità e ha dato modo alle ragazze di sperimentare la vita comunitaria tra loro continuando a riflettere sulla disponibilità a partire per uno o due anni per la missione.
Per loro è stato un periodo importante anche per conoscere meglio se stesse e le altre.

Un momento della festa
Riportiamo qui alcune foto della festa di saluto che hanno organizzato per ringraziare della bella opportunità che è stata loro offerta.

Ringraziamo il Signore perché mette sempre sulla strada della missione e del servizio persone che hanno voglia di donarsi agli altri facendo un percorso di crescita! 

La frase che ha accompagnato il mese comunitario
To be continued...