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lunedì 4 luglio 2016

In comunità per prepararsi alla missione

Cristina, Anna e Virginia con le maglie che la Casa della Carità ha regalato loro
Sabato 2 luglio è terminato il mese comunitario che hanno vissuto Cristina, Anna e Virginia, tre aspiranti volontarie che si preparano a partire in autunno per la missione.
Il mese comunitario si è svolto a Fosdondo di Correggio, vicino alla Casa della Carità e ha dato modo alle ragazze di sperimentare la vita comunitaria tra loro continuando a riflettere sulla disponibilità a partire per uno o due anni per la missione.
Per loro è stato un periodo importante anche per conoscere meglio se stesse e le altre.

Un momento della festa
Riportiamo qui alcune foto della festa di saluto che hanno organizzato per ringraziare della bella opportunità che è stata loro offerta.

Ringraziamo il Signore perché mette sempre sulla strada della missione e del servizio persone che hanno voglia di donarsi agli altri facendo un percorso di crescita! 

La frase che ha accompagnato il mese comunitario
To be continued...

venerdì 15 aprile 2016

Missi-ON-air: storia di un viaggio....

Già in luglio avevamo raccontato di Tuttelecaseportanoinstrada: siamo un gruppo di giovani “scalmanati” che una volta tornati dalla missione, per campi estivi o per un tempo più lungo, abbiamo scelto di condividere incontri, racconti, odori, sapori ed emozioni. Avevamo pensato ed organizzato un aperitivo in piazza Fontanesi in giugno, poi una giornata con mostra fotografica per la Festa di san Martino a Vezzano, allestendo alcuni spazi che ricordassero esperienze legate alle missioni della Diocesi. 




Ritrovarci ci diverte, ci sti-mola a fare memoria del-la ricchezza vissuta e a non voler far altro che con-dividerla, perciò abbia-mo pensato che forse ad altri come noi avrebbe fatto piacere rivedersi per un confronto e tanta festa. Così è nato MissiONair!

 Ed eccoci alle 16.30 di domenica 3 aprile, quando alla parrocchia del Sacro Cuore di Reggio, una settantina di ragazzi si sono imbarcati!












Dopo l’accoglienza delle hostess, il check in e tanta voglia di volare verso mondi lontani abbiamo iniziato un percorso di musiche, sabbia, sassi, fotografie, stoffe e piccole attività domestiche che per qualche istante ci hanno immerso tra India, Albania, Brasile, Madagascar, Rwanda, Sierra Leone e Kosovo. 



Prima di rifare gli zaini per il ritorno dal “viaggio” abbiamo proposto alcune domande sullo stare in missione, quelle che più spesso sono frullate nella testa di tanti di noi (cosa è giusto? per chi lo sto facendo? perché sono qui?) e abbiamo potuto incontrare alcuni amici, accolti a Reggio dopo esser fuggiti dalle loro terre attraverso il Mediterraneo,.



Il pomeriggio è proseguito suddivisi in gruppi dove ognuno si è presentato ed ha cercato di raccontare se e come il tempo in missione ha/abbia?? cambiato le nostre scelte, il modo di avvicinarci agli altri e i nostri stili di vita. Chi ha voluto ha potuto lasciare un messaggio davanti alla telecamera del confessiONair e votare le foto in concorso, poi premiate durante l’aperitivo.


Crediamo che MissiONair sia stata un’occasione per condividere le domande e le fatiche, ma soprattutto per allargare i progetti, i desideri e le speranze di continuare a tenere vivo quel che abbiamo visto e toccato in terra di missione e, moramora (piano piano), abbiamo iniziato a camminare. 







Noi continuiamo a trovarci e accogliamo con allegria nuovi arrivati, idee, domande e proposte. Non esitate a scriverci a tuttelecaseportanoinstrada@yahoo.it e a seguire su facebook alla pagina “ Tutte Le Case Portano In Strada” i prossimi appuntamenti itineranti!

lunedì 30 novembre 2015

Albania: la famiglia di Samuele a Gomsiqe

Siamo Lorenzo ed Alessandra Ferretti di Albinea. Dal 19 al 26 ottobre, insieme ai nostri figli Pietro ed Elena e nostra nipote Teresa, siamo stati in Albania nella missione di Gomsiqe, dove nostro figlio maggiore Samuele è presente dal 27 aprile e resterà fino alla fine di marzo 2016.

E’ stato un viaggio voluto e sperato non solo per vedere nostro figlio, ma per capire e condividere la sua scelta di partire per 12 mesi staccandosi da tutte le sue sicurezze o prospettive di vita futura, per vivere in una terra e in una realtà completamente avulsa dalle esperienze che fanno i suoi coetanei oggi.

Durante la nostra permanenza, abbiamo fatto “vita di missione”, cioè abbiamo seguito Don Stefano e Samuele nelle loro varie attività pastorali ma non solo. Abbiamo passato 1 settimana di vita familiare di assoluta condivisione: ci alzavamo insieme, pregavamo, mangiavamo, ci spostavamo insieme e ogni attività non poteva che essere fatta in comunione.



Abbiamo visitato Scutari e visto i segni lasciati da una delle dittature più violente del Novecento; abbiamo incontrato uomini e donne che ci hanno mostrato la loro testimonianza e ci hanno raccontato come questo popolo abbia affrontato le sofferenze del regime senza mai abbandonare la propria fede dimostrandoci oggi come diverse religioni possano convivere in pace e tolleranza reciproca.
Abbiamo sperimentato l’accoglienza delle famiglie dei villaggi, che nella loro dignitosa ospitalità condividono quel poco che hanno con l’ospite sacro e portatore di benedizione. Abbiamo sperimentato la festa dei bambini durante l’ora del catechismo fatto di canti gioiosi, di gioco insieme, di gesti e parole semplici ma che rendono viva ed efficace la Parola di Dio. Tutto è semplice; si vive e si fa con quello che si ha.


Pietro, Elena e Teresa hanno, per una settimana, “abbandonato” le loro abitudini, le loro comodità e si sono adattati e messi a disposizione facendo quello di cui c’era bisogno. I tempi morti non esistono ( o perlomeno sono molto pochi) e il ritmo della giornata è cadenzato da tanti impegni e si arriva alla fine della giornata sfiniti; però il tempo per una partita a carte, un po’ di musica con la chitarra, due canti in allegria o semplicemente lo stare insieme per chiacchierare lo si trova sempre.

Come Chiesa siamo chiamati a guardare oltre i nostri confini perché la nostra ricchezza e le nostre comodità ci fanno perdere spesso il senso della nostra fede, il senso di che cosa vuol dire accoglienza, fratellanza, compassione e condivisione. Vediamo nell'altro solo un pericolo o una minaccia per il nostro benessere e per la nostra tranquillità.

Allora, al ritorno da questo meraviglioso viaggio nella terra albanese sentiamo più vere che mai le parole di Papa Francesco che ci richiama nell'essere oggi coerenti con la povertà del messaggio evangelico: <..come possiamo dire agli altri di essere poveri se noi non assumiamo atteggiamenti pubblici e privati di povertà…>.
Queste parole, Signore, diventino sempre più espressione vera, coerente e condivisa di tutta l’umanità.
Lorenzo, Alessandra, Teresa, Pietro ed Elena