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lunedì 6 novembre 2017

Due cuori, due case e – forse- due macchine

Ottobre a Gomsiqe è arrivato col giorno 1 ed è finito il 31, con giorni di 24 ore ciascuno suddiviso tra ore di luce (poche) e di buio (molte!).

Fosse tutto così lineare, sarebbe cosa alquanto noiosa e sicuramente non leggereste oltre.
Ma qualcosa da raccontare ce l’abbiamo e ben sappiamo che “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla” (come ci insegna Baricco nel suo capolavoro Novecento).

15 ottobre, guardando la festa delle Case della Carità con Dila e Rregjina

Innanzitutto quei due animali superstiti dell’arca di Noè (o comunemente dette “Le missionarie”) si sono trasferiti a Vau-Dejes, lavorando sì a Gomsiqe e per Gomsiqe, ma facendo famiglia con la Fauna che popola la Casa della Carità! È stato proprio un bel mese e certamente non ci dimenticheremo i momenti passati insieme agli ospiti e alle suore Rita e Grazia, le preghiere, le condivisioni, qualcuno che si butta giù dal letto, le tisane, i film a cui mancano i finali, le disgrazie delle macchine di Gomsiqe (lasciando le ragazze 4 ore a Vrrith)…

martedì 31 ottobre 2017

Ti auguro tempo

Ampasimanjeva, 21 ottobre 2017

“Ti auguro tempo.
Ti auguro tempo per divertirti e ridere.
Ti auguro tempo non per affrettarti e correre.
Ti auguro tempo per meravigliarti,per stupirti,per avere fiducia.
Ti auguro tempo per sperare ed amare.
Ti auguro tempo per sentirti fortunato ogni giorno”.

E’ ormai passato quasi un anno da quando mi hanno regalato queste parole su un bigliettino, poco prima della mia partenza.
Un anno, tanto o poco tempo, dipende un po’ dai punti di vista (chiedetelo a mia mamma!). Ma tempo in cui davvero mi sono divertita, meravigliata, sentita viva. In cui ho riso, pianto, a volte corso un po’ troppo (non solo sul campo da calcio!), camminato scalza, cantato, accolto mani tra le mie. Tempo in cui ho amato, con le mie fragilità, le mie fatiche, aprendo il mio cuore sempre troppo piccolo.
E mi sento tanto fortunata, non lo dico perchè voglio farvi credere che sia tutto rosa, lo sento davvero. Anche nei giorni in cui qualcosa non va, fuori o dentro di me, in cui sono più stanca o triste, c’è SEMPRE un momento, una situazione, un gesto in cui il mio cuore trova pace ed è grato di essere amato, nella semplicità di quello che è. Ogni giorno.


A volte è qualcosa di inaspettato, che stupisce.
Richard, un ragazzino ricoverato per due mesi all’ospedale a causa della

lunedì 30 ottobre 2017

Con i malati, da fratelli

La testimonianza di Enrica Salsi, missionaria laica in Madagascar

Il missionario fidei donum  (“dono di fede”) compie 60 anni. Nati dall’Enciclica Fidei Donum di Pio XII del 1957, i fidei donum sono sacerdoti, diaconi e  laici diocesani  inviati a realizzare un servizio temporaneo in un territorio di missione dove già esista una diocesi, con una convenzione (in genere triennale e rinnovabile) stipulata tra il vescovo che invia e quello che riceve.
Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium ha chiarito e illuminato ulteriormente la posizione dei fidei donum dicendo che la missionarietà non è più relegabile a un particolare carisma di singoli, ma fa parte della carta di identità del cristiano, del cosiddetto “ Popolo di Dio”, cioè di tutti i battezzati, in quanto vede la sua radice nel mistero di comunione della Trinità e nel Battesimo. Tutto il Popolo di Dio, nella diversità dei ministeri, ha dunque il dovere fondamentale di uscire da se stesso verso il mondo per annunciare il Regno di Dio.

Nei decenni seguenti la missione dei fidei donum è diventata una sorta di collaborazione tra chiese sorelle, di scambio di doni. Non più soltanto la necessità/urgenza di portare il Vangelo a chi non lo conosce, ma piuttosto il voler camminare insieme, da chiese sorelle per rafforzare l’unità e la testimonianza della Chiesa universale.

venerdì 6 ottobre 2017

Brasile - due anni e non sentirli

Meno undici…e pensare che suor Marisa aveva iniziato con meno quaranta, per ricordare il periodo di quaresima; e la mia amica Sara, ormai rassegnata, mi aveva detto: “Sono pronta all'alternarsi di felicità e tristezza che ti accompagneranno fino alla fine di questa esperienza”.
Meno undici…con l’ agenda piena di cose da fare prima di partire e di cose da fare appena atterrata in Italia.


Meno undici…consapevole che saranno giorni pieni di abbracci e di lacrime;  lacrime di gioia per la grande benedizione di aver conosciuto tante persone meravigliose e lacrime di gioia perché non c’è cosa più bella di riabbracciare le persone che si amano e che da due anni sono così lontane.

Come è bello credere nei segnali di Dio, sapere che nulla accade per caso, basta circondarsi delle persone giuste e tutto sarà perfetto.

Questi ultimi mesi sono stati un alternarsi di attività differenti: la missione diocesana in Itaetè, cittadina non molto distante da Nova Redençao, che ci ha ospitato; per una settimana abbiamo

giovedì 5 ottobre 2017

Impressioni di settembre (dall'Albania)

Bentornati!
E ben torniamo a raccontarvi di questo mese che è passato. La vita di Gomsiqe non batte piano: al contrario della Premiata Forneria Marconi (da cui prendiamo il titolo di questo resoconto), la vita di questo settembre è stata forte ed intensa.

Noi con le Dile a Barbullush
Anche perché abbiamo dovuto salutare metà dell’arca di Noè: il 7 è tornata a casa la Franci e il 14 l’ha seguita Don Stefano. A tutti e due un grazie di cuore per questa vita percorsa insieme; rrugë të mbarë, jetë të mirë dhe vazhdoni

venerdì 15 settembre 2017

Benvenuti ad una nuova puntata di MissioAlbania!

In quella precedente eravamo rimasti in attesa del ritorno di Don Stefano.
Il mese di Agosto si è aperto con il saluto di Don Alessandro Dodo Ravazzini, Sebastian e Marco, partiti il 5 e che sono stati con noi per gran parte del mese di Luglio. Tra avventure dal meccanico, risate, attività nei villaggi e incontri formativi, lo scambio Seminario-Missione ha portato frutti da entrambe le parti!


Con il ritorno del Generale, i nostri intrepidi protagonisti (Don Stefano, Fede, Virgi e Franci) sono stati alle prese con le più grandi ed impegnative avventure dell’anno: i CAMPI ESTIVI!
Come nell’anno precedente, i campi sono stati tre: uno a Korthpulë (insieme anche ai ragazzi di Gomsiqe Eperme e di Kaftall), uno a Vrrith e uno a Gomsiqe-Karma!



venerdì 4 agosto 2017

Dalla Romaria ai reggiani in arrivo!

Pe Luigi con un gruppo di giovani
Vi scrivo da Utinga dopo una settimana di missioni popolari in Itaetè, una parrocchia della nostra diocesi di Ruy Barbosa. Abbiamo visitato le varie comunità; eravamo un centinaio missionari: una quindicina di sacerdoti, una ventina di suore e una settantina di laici, tra loro molti giovani hanno partecipato con grande entusiasmo a questa missione, che consisteva nel visitare le famiglie e poi incontri e celebrazioni. 

Partendo dall’ascolto dalla realtà in cui vive la gente, il semplice annuncio del Vangelo, un saluto di pace che ricorda un po’ la visita di Maria ad Elisabetta, abbiamo sperimentato anche la bella e calorosa accoglienza nelle famiglie. Risvegliare e rimotivare la fede in questi piccoli paesi è sempre bello, ci fa incontrare la loro fede semplice ma anche paziente e tenace di fronte alle difficoltà della vita. Abbiamo incontrato anche persone di altre Chiese, evangelici, con un bello scambio di dialogo e comprensione. 

Missione ad intra e missione ad gentes

Ipirá – Bahia, 16-07-2017  

Carissimi, alcune notizie dal Brasile, dalla nostra missione reggiana.

Innanzitutto un motivo di gioia per noi, la riapertura della Chiesa parrocchiale di Ipirá, dopo un anno di lavori; la prima domenica di luglio abbiamo riaperto la chiesa con una celebrazione molto commossa, presieduta dal nostro vescovo André. ( foto su Face-book).  Una vera ‘eucaristia’ ringraziando Dio per la possibilità di rientrare nell’edificio, e anche per lo scampato pericolo: la chiesa stava crollando e non ne avevamo coscienza! Poteva capitare una vera tragedia.


Il costo dei lavori é elevato, al di lá di quello che si pensava inizialmente, ma molte persone hanno collaborato per aiutare. Un grande aiuto economico dalla Diocesi di Reggio

lunedì 10 luglio 2017

Akory aby a tutti!! (ciao come state???)

Ecco la frase più pronunciata dal malgascio medio ( con una frequenza di circa 400 volte al minuto ). In realtà questo saluto è utilizzato soprattutto nella regione della Vatovavy, dove ci troviamo noi. Esiste infatti un fenomeno, non ancora spiegato scientificamente, per il quale a un certo punto, superata una sottile linea invisibile circa a livello di Fianarantsoa, il saluto principale diventa “Salama”, ma nessuno sa bene dove si trova. Bisogna salire sull’altopiano per osservare questo evento. Per non parlare di quando ci si avvicina troppo alla capitale (Antananarivo, per gli amici “Tanà”) dove si passa al difficile “manaohana”.


Ma iniziamo per gradi.

venerdì 7 luglio 2017

Albania: Giugno in-Ballata

C’era una volta una piccola comunità di missionari
un parroco e 3 fanciulle, tutti volontari.
In Albania decisero di mettersi a servizio
Per non perdersi nell’ozio, un brutto vizio.

Dopo sei mesi davvero emozionanti,
anche a giugno gli eventi sono tanti!
Ma partiamo con calma, andiamo in fila
se vogliamo arrivare alla fine della rima.

Sebbene i quattro abitino stabilmente a Gomsiqe,

lunedì 26 giugno 2017

Quattro giorni in Albania


La strada che da Laç porta a Gomsiqe è una lunga distesa di  sassi di varie grandezze: nei punti un po’ critici pietre più grandi delineano il percorso e  fungono da guard-rail; per affrontare questi sentieri è necessario affidarsi a una guida salda, ammortizzatori in buono stato, e santi protettori attenti.


Don Stefano e le ragazze (Federica, Francesca e Virginia) conoscono bene queste pietre su cui viaggiano  ogni giorno, a bordo dei due fuori-strada in dotazione alla missione, per recarsi nei villaggi. Guardiamo le nostre ragazze, ce le ricordiamo sui tricicli, e ora le vediamo guidare agevolmente questi

giovedì 15 giugno 2017

6 mesi in Madagascar...

Giugno  2017, Ampasimanjeva

Salve a tutti!
Scusate se è passato un po’ di tempo, ma fermarsi a scrivere è sempre un’impresa 😅
Sono ormai trascorsi 6 mesi dall’arrivo in Madagascar (o come mi ha detto qualcuno “a metà percorso”) e questo pensiero provoca in me tanti sentimenti… gratitudine, gioia, tristezza e anche un po’ di incertezza. Un bel miscuglio!

Sono stati mesi davvero belli, così ricchi e colorati, e ogni giorno ti offre doni che riempiono di felicità, ma anche che fanno riflettere tanto.
Penso alle parole di una bimba ieri pomeriggio, nella piccola capanna di legno dove dorme con la sorellina, mentre la mamma e il fratellino sono fuori a fare i guardiani: “Di notte i topi soffiano sui piedi prima di morsicarti. Se riesci a sentirli e ti muovi, loro scappano.” Poi è uscita, ha preso un accendino, una candelina e dei legnetti. Ha acceso il fuoco e ha messo sopra tre sassi la pentola con il riso. Erano le 17:30 e preparava la cena, sfruttando la luce del tramonto. Ci ha detto infatti “Non sempre abbiamo i soldi per il petrolio”, quindi niente luce. Ah dimenticavo, il petrolio costa 500 Ariary, meno di 25 centesimi.


lunedì 12 giugno 2017

La mente che si apre ad una nuova idea...

Quante volte mi sono sentita dire: “Non fasciarti la testa prima di cadere”, “E’ inutile pensare così tanto”, “Ti interroghi troppo sulle cose che fai”.
Credo però che siano proprio queste frasi ad essere la risposta a chi mi dice anche che sono troppo impulsiva.

Manca ancora qualche mese al mio rientro, ma è inevitabile pensare a quello che c’è stato finora, a quello che ci sarà qui e poi in Italia.

Ovvio che è impossibile tirare le somme oggi e per questo credo che i miei pensieri vi sembreranno confusi, ma che in realtà compongono il grande puzzle di questa mia grande e importante esperienza.
Domenica 21 maggio in diocesi c’è stata la “IX Romaria da terra e das aguas” in ricordo dei 25 anni dalla morte di Don Matthias, vescovo statunitense che ha segnato la vita di molte persone in questa diocesi; e padre Eugenio, italiano che per molti anni è stato missionario nella città in cui vivo, ci ha raggiunto per questo grande evento.

Poter vivere insieme al popolo la gioia di ricordare don Matthias e poi parlare con padre Eugenio (abbiamo pranzato insieme il 22) mi porta a pensare a cosa significa essere missionari, al perché si decide di partire, di vivere accanto al popolo che lotta, che rivendica i propri diritti.


Non gliene importa a nessuno se veniamo qua a fare grande discorsi o a dire che da qualche altra parte del mondo c’è qualcuno che sa fare meglio; ciò che importa è essere vicini perché è solo stando insieme che si ha la forza di andare avanti, lottare e non mollare!!

IX Romaria diocesana a Ruy Barbosa
Penso poi alle mie giornate qui in paese e alla mia missione:

Forza e coraggio... è già passato maggio!

Ogni volta che ci mettiamo davanti al pc per scrivere il resoconto, i fatti sembrano avvenuti anni addietro, tanto è ricca la vita di Gomsiqe!

Maggio è stato un mese di celebrazioni, di relazioni, di sole e di preghiera, in particolare la recita del rosario che ha accompagnato e scandito il ritmo della nostra diocesi: l’incontro della pastorale giovanile a Krajen il primo maggio, con il tema “I giovani e la Chiesa”, la festa dei malati e l’incontro diocesano. Ma centrale per la vita di Sapa è stata la Celebrazione a ricordo della morte di Monsignor Luçjani, il 22, la cui scomparsa è ancora per tutti noi una ferita aperta, ma che speriamo si possa rimarginare con l’arrivo di un nuovo Pastore che, come Monsinjore, possa credere e sognare e pregare per la nostra Diocesi!

domenica 11 giugno 2017

Notizie da Pe.Luis

Provo a scrivere due righe, dopo la Pasqua e anche dopo sei mesi di permanenza in Brasile.
La full-immersion in questo mondo è stata senz’altro positiva. Il poter riparlare una lingua e conoscere anche i cambiamenti che ci sono stati in questi anni, in particolare quelli ecclesiali; il partecipare alla vita di un popolo che cerca di vivere una vita piena, ma senza dubbio soffre e chiede una aggiunta di speranza.

Un aspetto che senz’altro è cambiato nella chiesa è l’approccio al battesimo. Un tempo si battezzavano tutti senza problemi,

giovedì 11 maggio 2017

Aprile... difficile dormire!

Oh sa mirë që jemi mirë!
E voi? Come state??

Qui la Missione procede: è stato un mese denso e pieno di uova, Celebrazioni Pasquali, visite più o meno inaspettate, uova, Messe in un albanese quasi perfetto (“Nepér Crisctìn Sotìn tonéé”), uova, una gita diocesana con 20 centimetri di neve e, se non l’abbiamo già detto, uova.

Pasqua a Karma Poshte
I ragazzi e i bambini della nostra parrocchia

mercoledì 3 maggio 2017

Anniversario della Cdc a Ruy Barbosa

Ciao a tutti!

Nel fine settimana dell'ottava di Pasqua abbiamo festeggiato l'anniversario della CdC di Ruy Barbosa, ringraziando il Signore per i suoi 21 anni di vita. Quest'anno è anche il terzo centenario della Madonna Aparecida, patrona del Brasile, e per questo, Maria ci ha accompagnato durante tutto il triduo, che aveva come tema: “Attraverso la sua presenza umile ai piedi della croce, Maria ci aiuta a conoscere la vita della Casa della Carità”.


Venerdì mattina con la S. Messa abbiamo iniziato le Quarant'Ore di Adorazione, che hanno visto alternarsi persone delle varie comunità della città, pregando e cantando davanti al Santissimo. Alla sera abbiamo fatto un momento di preghiera mariano guidato da d. Luigi: un Rosario con i misteri gaudiosi, andando in processione per le vie del bairro, per poi tornare in chiesa per una breve riflessione e terminare nel cortile interno di Casa,  cantando e danzando le litanie attorno alla nostra statua della Madonna Aparecida.


Sabato mattina si è riaperta l'Adorazione con la S. Messa, presieduta da p. Antonio (il parroco), e poi continuata sempre con le diverse comunità di cui è formata la parrocchia. Alla sera c'è stata una veglia eucaristica, guidata dal diacono Genival, molto ben preparata e partecipata, poi l'Adorazione è continuata tutta notte, per chiudersi con le Lodi al mattino di domenica.


Domenica, giorno della grande festa: già all'inizio della S. Messa la chiesa era piena di gente, poi, un po' in ritardo, è arrivato il gruppo della parrocchia di Pintadas, con il parroco, d. Luca Grassi: due pullman con un centinaio di persone (!). Ha presieduto il nostro parroco, concelebranti d. Riccardo e d. Luca, e il servizio era del nostro chierichetto/diacono Agdo. Le ragazzine del bairro hanno danzato.
Al termine della Messa sul canto “In montagna”( in portoghese) abbiamo fatto una piccola rappresentazione danzando tutti insieme attorno all'altare.


Dopo il pranzo c'è stato il taglio del tradizionale “bolo” (=la torta) indispensabile in queste occasioni.
Ci siamo spostati poi in giardino, dove i giovani di Pintadas hanno fatto due rappresentazioni, una sul Vangelo del giorno, e un'altra sull'impegno sociale della Chiesa: la Chiesa dorme, arrivano ragazzi drogati, ubriachi, una prostituta, la politica corrotta, e le chiedono aiuto, ma.... lei dorme. Solo lo Spirito Santo riesce a svegliarla e a far sì che ridoni vita e dignità a tutti.

E a questo punto... FESTA... e qui quando si dice festa è festa davvero!
Musica e danze con Maximiliano, un cantante di musica tradizionale che qui ha un grande fan: Valter! Anche le signore più anziane erano molto animate, Adgo cantava e danzava vicino al cantante, e tutti gli ospiti si sono lasciati coinvolgere da tanto movimento e allegria, terminando la giornata, un po' stanchi, ma molto felici.



Ringraziamo il Signore per queste giornate di festa, per tutte le persone passate da qui, le tante preghiere fatte davanti e con Lui e gli chiediamo che il dono della CdC si possa diffondere e moltiplicare anche qui in Brasile.
Unitevi anche voi in questa preghiera!


Tutti noi della CdC di Ruy Barbosa

Qualche notizia da Ipirà

Ipirá – Bahia  Abril 2017

Carissimi, vi auguro buon tempo Pasquale!

Qualche notizia da Ipirá, dalla nostra missione diocesana. Abbiamo vissuto il Triduo celebrando in una struttura che il Municipio ci ha prestato per le nostre celebrazioni in attesa di ritornare in Chiesa.  Come nelle parrocchie italiane, anche qui sono giorni di intensa partecipazione dei fedeli. La notte della Vigilia pasquale abbiamo anche celebrato 19 battesimi di giovani e adulti, dopo un anno di formazione. Tra questi una signora che ho conosciuto facendo un giorno un incontro con un gruppo prostitute ( anche ex) alle quali ho detto di non aver timore di venire in parrocchia, di partecipare alla messa. Due sono venute alcune volte, poi sono state sorprese a rubare in un negozio.... ho chiesto qualche spiegazione e sono venute a parlarmi ma erano ubriache, poi sono state riconosciute responsabili di un furto in un negozio di una altra cittá dove hanno fatto un periodo in prigione per questo. Malgrado queste e altre  vicende ( e problemi di salute) una ha continuato a frequentare gli incontri di catechesi e l’ho incoraggiata a non desistere anche se si vergognava; lei aveva effettivamente desiderio di ricevere il battesimo e la notte di Pasqua ha celebrato con gli altri i sacramenti della Iniziazione cristiana. Anche un altro ragazzo, con qualche problema psichico, che si sentiva escluso dai compagni di scuola, ha cominciato a venire in parrocchia e a parlare con noi preti e si é sentito accolto e ha fatto l’anno di catecumenato e il battesimo.... negli ultimi mesi é diventato un fedelissimo alle celebrazioni e passa spesso nella casa parrocchiale per salutare e fare due chiacchiere. Un altro personaggio interessante del gruppo ha passato la sua infanzia e adolescenze in una delle favelas piú pericolose di Salvador, regno di spacciatori e criminali di vario tipo,  zona proibita a chi non é della favela. É pieno di tatuaggi con  simbologie che mi ha spiegato.  Ora é sposato e con due figlie piccole, e ha chiesto il battesimo; per un periodo ho fatto la formazione solo con lui perché, per motivi di orario di lavoro, non poteva partecipare con il gruppo dei catecumeni.  Tante storie, interessanti, sorprendenti, a volte deludenti.

Condivido con voi anche le fatiche con la ristrutturazione della Chiesa – Mtariz della parrocchia. Dopo l’inizio dei lavori abbiamo scoperto una situazione molto piú problematica e pericolosa del previsto. Molte parti strutturali della chiesa con pericolo di crollo. Poi la scoperta che il grande altare centrale  di legno  di Santa Anna, era nel suo interno, nelle strutture portanti, quasi tutto marcio..... non é crollato per miracolo.  Dovremo restaurarlo, e la previsione é di altri 5 mesi per il restauro, e altri 50.000 euro di spesa.

veglia pasquale 2017 - battesimo di giovani ed adulti

Comunque a fine maggio la chiesa dovrebbe essere riaperta per le celebrazioni; per quanto riguarda l’altare centrale aspetteremo, non é un impedimento per celebrare l’eucaristia con la comunitá.  Ora una piccola cronaca con i nostri guai quotidiani:

27 marzo. Entrando in chiesa i muratori si accorgono che la porta era aperta, e sono scomparsi gli strumenti di lavoro.... sega, trapani, strumenti per la lavorazione del legno...  un danno molto grave, più di 10 mila reais.  Lavoratori bloccati e disperati perché ora non si lavora.  Vado dalla polizia, intanto facciamo diffondere dalla radio di fare attenzione a chi vende attrezzi usati perché potrebbero essere quelli rubati in chiesa.   Mentre siamo alla polizia, una telefonata dalla radio informa che un uomo ha portato alcuni trapani e un altro attrezzo alla radio. Andiamo a vedere, ci sono alcuni degli attrezzi rubati, solo tre in verità. Chiediamo informazioni sul signore che ha portato la refurtiva, lavora in una strada vicina, come falegname-meccanico, e vive con figlio e figlia adolescenti in questo spazio di lavoro, avendo ricavato un buco dove porre materassi per dormire.... passo a vedere, materassi ammassati nella sporcizia.... situazione indegna. La ragazza ha trovato gli attrezzi sotto il  materasso del fratello, lo ha detto al padre, e il padre che per caso stava ascoltando la radio, ha subito portato le cose alla radio. Un ragazzo che ha appena compiuto 16 anni, che da mesi non vuole piú andare a scuola, il padre arrabbiato e disperato perché non sa cosa fare, gli spiega le cose ma il figlio non obbedisce.... sta con gli amici che giovanissimi sono consumatori e spacciatori di droga...  a volte vanno nelle città grandi per spacciare droga...  naturalmente il ragazzo non é in casa, era nei pressi ma quando ha visto movimento è fuggito.

Andiamo con il povero padre dalla polizia, poi ci inviano  all‘ufficio che tutela i minori per fare questa accusa e far iniziare provvedimenti per aiutare la famiglia. Aspettiamo perché sul momento  i responsabili sono fuori in riunione. ( La madre del ragazzo ha lasciato il marito e non si cura dei figli.) Torniamo poi dalla polizia per concludere la denuncia quando già è notte: vogliono rimandarci al giorno dopo, ma io insisto per concludere ( stanco e deluso.... un intero giorno solo per fare una denuncia.... e le indagini? Possiamo dire addio agli oggetti rubati!). Mi pare tutto molto lento, ma così è, non possiamo cambiare questa impostazione.
Il giorno seguente il ragazzo non si fa vedere...  ma alla fine il giorno dopo la polizia lo intercetta.  Lui dice che il venerdì sera aveva visto la porta della chiesa aperta, era entrato da solo, aveva portato via qualcosa, messo in una borsa ed era andato a casa. Un ragazzino magrino, già noto per i furti... io non credo alla sua versione, penso che abbia agito con un gruppo di altri, forse adulti, che hanno portato via i macchinari pesanti. Ma non abbiamo alcuna prova.....

      Hanno prestato attrezzi e macchinari ai nostri lavoratori, cosí si va avanti, spero per un bel lavoro per la nostra Chiesa Parrocchiale, uno degli edifici significativi della cittá.

    Vi auguro un buon tempo pasquale,

don Gabriele Burani, Ipirá- Bahia 

martedì 2 maggio 2017

Incontrare il Risorto!

Mt 26-27-28

Dio soffre con l’umanità e si impasta nel dolore del mondo. La sua passione è quella del mondo. In attesa di risorgere…


Per narrare questo la comunità di Matteo presenta la passione di Gesù di Nazareth come un cammino di sofferenza e vita mai come un cammino soltanto di morte. Come in Africa dove la morte è un passaggio per raggiungere la vita per sempre degli antenati. Tre episodi lo testimoniano:

1. “L’unzione di Betania”.

Una donna versa sul capo di Gesù un profumo prezioso. Profumo di vita. Profumo dell’amore che si consuma, che non ha prezzo. Che va versato. Come il sangue versato di Gesù. Che non guarda alla quantità ma alla qualità del gesto. Come il profumo che la nostra gente spruzza la notte di Pasqua sulla testa dei nuovi battezzati. E che annuncia l’odore di un orizzonte nuovo. E di un Africa nuova come voleva Daniele Comboni. Fatta di discepoli africani di Gesù protagonisti della propria storia e destino. L’Africa che libera l’Africa.

2. “ La cena pasquale”

I momenti forti della vita devono risolversi attorno al cibo condiviso. Quasi in tutte le culture. Un addio merita una cena che ne consolidi la memoria. E una cena speciale che ricorda la liberazione dalla schiavitù. Atto fondante di un processo di liberazione degli schiavi. Per cui Daniele Comboni ha dato la vita. Ma che non è mai terminato nell’ Africa e nel Ciad della nuova colonizzazione. Bambini pastori, venduti nei mercati del sud, giovani ragazze domestiche maltrattate e sfruttate nelle strade della capitale. Piccoli muhajjirin delle scuole coraniche costretti a mendicare a tutte le ore del giorno e della notte sulle strade del Ciad. In attesa di risorgere…

3. “La presenza del Risorto”

Gesù crocifisso e risorto si presenta vivo alle donne e le invia in missione. Missione di raccontare ai fratelli e sorelle che devono tornare in Galilea, la terra degli inizi. Alle periferie del mondo, geografiche ed esistenziali. Per riprendere in mano il progetto rivoluzionario delle beatitudini. Vissute ora alla luce della passione, morte e resurrezione del maestro. Missione è allora:
incontrare il Risorto: fare esperienza profonda di Gesù di Nazaret vivo in me, nella Parola, nel pane spezzato e nei fratelli e sorelle più poveri e abbandonati. Per costruire il Regno.
partire, da noi stessi innanzitutto: per incontrare fratelli e sorelle che diventano il l’orientamento decisivo della nostra vita che si proietta verso il “tu” e lascia poco alla volta il baricentro dell’”io”.
Raccontare: con la parola e la vita che Gesù ci attende sulla montagna del suo progetto di beatitudini. Per dare una svolta al mondo e raddrizzarne la storia. Dalla parte delle vittime e degli ultimi.


Dentro la Passione di Dio c’è la passione del mondo. Non esiste rito senza la sofferenza dell’umanità. Liturgia senza il battito del cuore del mondo. Catechesi senza volti e vicende dei crocifissi della storia. Diritto canonico senza diritti dei popoli oppressi.

Annuncio della resurrezione senza denuncia delle ingiustizie globali.
Denuncia del male del mondo senza annuncio della speranza di terre nuove e cieli nuovi.

Padre Filippo Ivardi Ganapini

lunedì 10 aprile 2017

Dokotera

Ciao a tutti,
finalmente riesco a trovare il tempo di fermarmi a scrivere. Oggi è giorno di festa in Madagascar e non si lavora ( il 29 marzo si festeggia la memoria dell’indipendenza e sono morte un sacco di persone).

Ma oggi l’atmosfera ad Ampa è diversa dal solito. Ieri abbiamo ricevuto la notizia della morte di Anna Maria, della “dokotera”. Mi fa effetto pensarci e probabilmente è difficile crederci davvero.
Erano tre anni che tra una cosa e l’altra faceva avanti e indietro da Ampa per lavorare come cardiologa all'ospedale. Quest’anno siamo arrivate insieme a fine ottobre e ci siamo salutate il 6 marzo. Lei è dovuta tornare in Italia per un operazione semplice e sarebbe dovuta restare circa 3 mesi. A luglio sarebbe dovuta tornare e avrebbe ricominciato a lavorare come ha fatto fino a meno di un mese fa.

Invece, appena atterrata in Italia, si è sentita male e dopo 3 operazione al cuore e 10 giorni in rianimazione, ci ha lasciati.

Difficile crederci davvero, soprattutto per chi l’ha conosciuta e sa com'era l’Anna. Sempre pronta ad avere parole di conforto e incoraggiamento…i suoi discorsi passavano da una leggerezza a una profondità incredibile.

Tutte le serate passate con lei in camera a bere qualcosa e ad ascoltare i suoi racconti sui suoi viaggi, sulla sua vita.

L’Anna amava davvero la vita e lo si capiva dall'energia che tirava fuori anche quando sarebbe stato umano non averne più. Spesso aveva molto dolore alla gamba con la protesi d’anca, alla schiena, passava tante ore in ospedale…ma se un paziente aveva bisogno lei c’era.

Avrei voglia di scrivere tante cose, di raccontare tanti episodi. Abbiamo passato con lei qualche mese, non tantissimi a dirla tutta, ma ci ha dato così tanto. A tutti.
Ma la cosa per cui voglio ricordarla sempre è la sua dedizione al lavoro. Amava davvero quello che faceva, la passione con cui si prendeva cura dei malati era davvero grande.
Anche quando ormai non c’era più niente da fare, quando si trattava di tenere in vita una persona anche solo per pochi giorni, lei non si arrendeva mai.

In particolare mi è rimasto impresso un signore, Donné. Aveva poche speranze, il cuore messo male e ormai irrecuperabile. Ma lei ci credeva, e sperava. Per seguirlo ha rinunciato perfino a prendersi qualche giorno di riposo, non voleva che morisse da solo.
E’ stato con lui fino alla fine.
Questa è l’Anna. Se riuscirò a essere anche solo una parte di quello che era lei sarà già tanto.

Anna Picciati