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venerdì 15 settembre 2017

Benvenuti ad una nuova puntata di MissioAlbania!

In quella precedente eravamo rimasti in attesa del ritorno di Don Stefano.
Il mese di Agosto si è aperto con il saluto di Don Alessandro Dodo Ravazzini, Sebastian e Marco, partiti il 5 e che sono stati con noi per gran parte del mese di Luglio. Tra avventure dal meccanico, risate, attività nei villaggi e incontri formativi, lo scambio Seminario-Missione ha portato frutti da entrambe le parti!


Con il ritorno del Generale, i nostri intrepidi protagonisti (Don Stefano, Fede, Virgi e Franci) sono stati alle prese con le più grandi ed impegnative avventure dell’anno: i CAMPI ESTIVI!
Come nell’anno precedente, i campi sono stati tre: uno a Korthpulë (insieme anche ai ragazzi di Gomsiqe Eperme e di Kaftall), uno a Vrrith e uno a Gomsiqe-Karma!



martedì 12 aprile 2016

Il viaggio di Suor Ines in Albania

Laç Vau Dejës 31/3-6/4/2016


“Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra”

Nell’Ottava di Pasqua questa Parola detta da Dio ad Abramo mi ha accompagnato nel mio arrivo con Miriam in Albania.
Benedetto popolo dell’Albania così vicino a noi e cosi diverso,
 così provato ma pieno di speranza, così oppresso ma proteso alla libertà.
Benedetta Chiesa dell’Albania, così giovane e così antica, resa bella e feconda dal sangue di  tanti martiri, così forte da aver saputo custodire la fede nel lungo tempo dell’oppressione.
Benedetti uomini, donne e bambini albanesi e benedetti i giorni trascorsi in mezzo a voi!

Condivido un breve diario di questo tempo di grazia.
Giovedì 31/3       si parte presto con Miriam da S. Girolamo. Volo Bologna-Tirana, arrivo all’aereoporto dedicato a Madre Teresa,  incontro con sr Rita. Arriviamo a Laç, incontro con sr Grazia e gli Ospiti, tutti belli. Le tre nonne, Dila, Mrika  e Lena in abiti albanesi, la prima Regina della Casa, il direttore d’orchestra Fabjan, il calciatore Pjetri, il piccolo conquistatore Pashk.
                               Nel pomeriggio S. Messa in Cattedrale celebrata dal parroco, don Simon. Non incontro il Vescovo Mons. Lucjan che sta facendo in questi giorni controlli sanitari ma è reso presente dalla preghiera e affetto di tutti
Venerdì 1/4         Compleanno di sr Grazia, conosco la Caritas Diocesana e il resto della Casa.  Alla sera incontro con l’equipe reggiana, don Stefano Torelli e Laura (PR) per Gomsique, Giuseppe, Daniele e Caterina  di RTM, le Sorelle di Casa
Sabato 2/4            Visita al Carmelo di Nenshat, 10 monache, 4 croate e 6 albanesi, vicino al Monastero i Padri Carmelitani dell’Italia Centrale  stanno costruendo un centro di spiritualità per tutti i Balcani. Messa con le famiglie della Diocesi nell’unica parrocchia dedicata alla Divina Misericordia, l’Eucaristia è preceduta dalla  riconciliazione tra due famiglie in vendetta.
Domenica 3/4     Domenica in Albis, Domenica della Divina Misericordia. Messa in Cattedrale, con tanto popolo di Dio molti giovani. Incontro in C.d.C. con don Simon e con due gruppi di giovani sullo spirito della Casa. La Casa è un luogo dove  si cerca di  parlare di Dio il cui nome è Misericordia
Lunedì 4/4          Annunciazione del Signore.
                               A Scutari visita alla comunità delle Missionarie della Carità e ai loro 57 Ospiti, visita alle Clarisse e quasi un pellegrinaggio al vicino luogo della memoria dei crimini del regime comunista. Visita alla Cattedrale.
                               Nel pomeriggio a Laç S. Cresima a 7 adulti, poi visita con don Simon a sr Maria delle Stimmatine che ha battezzato lui  e tante altre persone durante il regime.
Martedì 5/4         Con don Stefano, Laura e gli albanesi Benito e Vilma partiamo per Messa al lago, poi a Gomsique.
                               Nel pomeriggio a Laç preghiera e incontro con le donne della Legio Mariae. Incontro alla sera con le Sorelle e il Parroco e ringraziamenti.
Mercoledì 6/4      Partenza per l’Italia

                                                 
                             

                                 
                               




Condivido alcuni primi pensieri.
Ho intravisto il filo provvidenziale che sempre ci accompagna nel nostro cammino di  Diocesi. Dal Sud al Nord dell’Albania don Gigi Guglielmi fin dagli inizi aveva aperto la strada di una vicinanza ai più piccoli, sia i bambini soli nell’orfanotrofio di Valona sia i piccoli cerebrolesi dell’Ospedle psichiatrico di Scutari. Poi sono arrivati i sacerdoti e i laici che al servizio della comunità a Gomsique hanno continuato nello stesso annuncio. La Casa della Carità è l’ultima arrivata nella missione reggiana in Albania ma il fondamento è sempre quello di provare a vivere comunitariamente il Vangelo servendo i più deboli.  La Casa è sorta nella Diocesi di Laç dove si vive in varie forme la carità verso i più poveri e ammalati. Custodire questa continuità dovrebbe aiutarci a condividere di più, ad aiutarci reciprocamente, a pensare insieme i passi del cammino futuro.  
Anche oggi l’equipe reggiana (Gomsique – CdC – Rtm) mi sembra che abbia potenzialità enormi di collaborazione e confronto non sempre sfruttate.
C’ è  da crescere nella logica che la missione è sempre comunque scambio tra Chiese Sorelle, non c’è qualcuno che dà e basta o qualcuno che riceve e basta. Non si può calcolare tutto quello che in questi oltre venti anni ci è stato donato. Anche la Casa vive di questo movimento, riceve e dona, continuamente.
La Casa è immagine di Chiesa che prova a camminare insieme con preti, consacrati e laici. E’ una famiglia per chi non ne ha e chiede di essere accolta e amata con responsabilità dalla comunità ecclesiale.  E’ luogo sacro che consente un incontro col Signore presente e vivo nei poveri, tenendo insieme preghiera e servizio.

La Casa è fermento di pace in una terra che  ha bisogno di riconciliazione dopo tanto sangue sparso e tante vendette. Ci sarebbero tante altre cose da raccontare e di cui ringraziare. In una parola, grazie a tutti di tutto. Faleminderit  

Sr Ines


lunedì 29 febbraio 2016

Con un plastico, in viaggio verso l'Albania

Il prossimo 10 marzo partirà per la Diocesi di Sapa un gruppo di parrocchiani, un rappresentante per parrocchia, dell'Unità Pastorale Maria Regina della famiglia. Il gruppo, composto da 7 persone, porterà a Laç Vau-Dejes un plastico di Gerusalemme e sarà accompagnato da don Luca Fornaciari. Il plastico sarà esposto nella Cattedrale e farò parte di un percorso di conversione quaresimale per la Diocesi di Sapa, per giovani ed adulti, a cui parteciperanno anche i “delegati” dell’Unità pastorale, prima di riportarlo, dopo alcuni giorni, in Italia.

Don Luca Fornaciari racconta: 
“Qualche anno fa, in pellegrinaggio in Terra Santa, fummo colpiti da un grande plastico di Gerusalemme ai tempi di Gesù, situato nel giardino in un hotel alla periferia della città santa. Ricco di particolari, l’opera ci ha permesso di ripercorrere le ultime ore di Gesù, facendoci capire tutti i passaggi,  le motivazioni, gli inganni, le accuse, che hanno condotto Gesù sulla croce. Guardando l’opera nel suo insieme immaginavamo la possibilità di avere un plastico di Gerusalemme, strumento eccezionale di catechesi per i nostri giovani e le nostre famiglie. Tante volte abbiamo ascoltato il racconto della Passione del Signore, ma facciamo fatica ad immaginarci la situazione, i luoghi… rischiamo di pensare alla passione del Signore come ad una storia, di cui non riusciamo ad inquadrare le coordinate storiche e geografiche e quindi stentiamo anche a comprenderne l’attualità e la drammaticità.

Conoscendo l’abilità di Remo Longagnani, di Gazzata, nel lavorare il legno, la sua fede e la sua passione nella realizzazione di tante opere sacre, abbiamo deciso di proporgli di realizzare un plastico di Gerusalemme ai tempi di Gesù, usando come modello quello grande e famoso ammirato in pellegrinaggio. Abbiamo fornito a Remo diverso materiale e un anno fa sono tornato in pellegrinaggio in Terra santa assieme anche a Remo e Mirca, per approfondire alcuni particolari.
Siamo profondamente grati a Remo e Mirca per la disponibilità con cui fin dal primo momento hanno accolto l’idea di creare quest’opera d’arte e di evangelizzazione, impiegando tempo, denaro e molta pazienza. Grazie da parte di tutta l’unità Pastorale per la possibilità di comprendere meglio la passione del Nostro Signore Gesù Cristo. Grazie, infine, anche da parte dell’Associazione Sacerdotale Familiaris Consortio, a cui Remo e Mirca hanno deciso di donare questo capolavoro.”

Remo e Mirca aggiungono: 
"La costruzione ha richiesto un anno e mezzo di lavoro e misura circa 2 metri per 2 metri.
La parte più laboriosa e impegnativa è stato ricavare le misure dalle foto che Don Luca e Don Pietro ci avevano portato. Ci siamo messi subito alla ricerca del legno giusto per il plastico. Durante l'estate 2013 prendendo un  caffè abbiamo avuto la piacevole sorpresa di mescolare lo zucchero con una paletta di legno. Era ciò che cercavamo per il nostro lavoro! Trovato il fornitore, abbiamo ordinato 4000 palette da 19cm. Da ognuna di loro  pazientemente scavata, rifilata e tagliata manualmente venivano fuori  25 mattoni, che sono serviti per costruire la torre Antonia, il Tempio, la città di Davide i palazzi romani e le case ebraiche. Abbiamo usato anche 7kg di colla vinilica, 5 kg di colla caldo, 300 spiedini per le varie colonne, compensati di varia forma e misura, 10 fogli di polistirene per modellare le colline, il monte degli ulivi, il Golgota e la tomba nel  giardino. Per noi è stato un lavoro appassionante perché oltre a costruire gli edifici c’era il desiderio di cercare notizie, documenti, informazioni sulla vita degli ultimi giorni di Gesù, che puntualmente i Vangeli ci confermavano.


Ciò che più ci ha colpito è l’imponenza del Tempio rispetto al resto della città; costruito secoli prima della nascita di Gesù, arricchito e allargato da Erode il grande, doveva rappresentare la grandezza di Dio. Essendo stato costruito dagli uomini, purtroppo di tutto questo rimane poco mentre ciò che a noi resta è la potenza e la grandezza dello Spirito Santo, lo Spirito di Gesù che disceso nel Cenacolo, piccola insignificante abitazione in mezzo a tanti palazzi, ha iniziato a costruire la sua chiesa, e ancora oggi continua a sostenere, illuminare e guidare tanti uomini e donne per costruire la nuova Gerusalemme, quel regno di amore e di pace per il quale Gesù ha dato la sua vita."

giovedì 5 novembre 2015

La festa della Casa di Carità in Albania

Laç Vau-Dejes, 15 ottobre 2015

Ciao a tutta la nostra bella Famiglia, in Italia e nelle missioni diocesane. 
Anche noi oggi abbiamo celebrato la festa di Shenjte Tereza: festa shume e madhe.
Noi siamo fortunati perché oltre alle Carmelitane della Casa della Carità, nella diocesi di Laç c’è anche un monastero di Carmelitane di clausura: a Nenshat infatti c’è un Carmelo con una decina di monache.
La comunità di Gomsiqe, formata in questo momento da don Stefano, Samuele e la Titti (in visita per 3 settimane), è scesa alla Casa della Carità mercoledì sera per potere iniziare la giornata del 15 insieme a sr Rita con la preghiera. È sempre un po’ strano pensarsi lontano (ma solo fisicamente!) da Reggio per il 15 ottobre, lontano dalle lodi e ufficio in S. Teresa, lontano dalla preparazione degli Ospiti per arrivare al palazzetto, lontano dal carica/scarica gli Ospiti dai pulmini, lontano dal canto iniziale del Veni Creator… lontano ma vicinissimo con la preghiera e il pensiero.
La nostra giornata è proseguita con la mattinata trascorsa in Casa mentre motra Rita è andata a Scutari per alcune faccende. Ovviamente nella frenesia qualcosa non ha funzionato: motra Rita sale in macchina pronta per partire e… la macchina non parte. Non si perde d’animo e si lancia subito alla caccia di un “furgon” direzione Scutari.
Durante il pranzo sr Rita rientra da Scutari e festeggiamo insieme S. Teresa con una bella porzione di “trileçe” (tipico dolce albanese che consiste in una pasta tipo pan di spagna imbevuta di 3 tipi di latte diversi e sopra cosparsa di qualcosa simile al caramello: se potete assaggiatelo!) per tutti. 
Alla fine del pranzo facciamo un piccolo sondaggio tra gli Ospiti per capire chi vuole andare a Nenshat, al Carmelo, dove ci sarà la messa solenne con il vescovo Luçiano. Le nonne preferiscono rimanere a casa temendo di tornare troppo tardi ma i nostri baldi giovani Regjna e Pjetri non hanno dubbi: loro ci saranno! Così di buon ora motra Rita, Samuele e don Stefano partono per il Carmelo per partecipare alla festa insieme a tutta la diocesi e alle Carmelitane. Prima della messa viene fatto un incontro di preghiera per i religiosi che conclude il 500enario della nascita di S. Teresa. 
A Casa la Titti, con il fedele Fabjan (che pur essendo giovane ha preferito restare a fare il “burri” (uomo) di casa) e la nonna Dila hanno provato a guardare via internet la festa del palazzetto: ogni tanto, spesso, la connessione saltava però le vostre facce le abbiamo viste e ci siamo emozionati e la Dila ha anche riconosciuto don Romano, don Filippo, don Daniele e il diacono Antonio Ferretti e ogni volta che venivano inquadrati esclamava: “Zemer!!” (modo affettuoso per rivolgersi ad una persona, letteralmente “cuore”). Abbiamo cercato di vedere motra Grazia (la nostra rappresentante al palazzetto) ma con scarsi risultati.
Noi rimasti in Casa ci siamo andati alla Messa in Cattedrale presieduta da don Simon, che ha ricordato come a Reggio Emilia sia festa grande per tutte le Case della Carità la festa di S. Teresa.
Terminata la messa Fabjan, Dila, Mrika e Titti sono tornati a Casa e hanno preparato la cena aiutati da Bardha, una ragazza che si è poi fermata per la notte. Finalmente sono tornati anche i “baldi giovani” dal Carmelo. Non abbiamo, purtroppo, potuto chiacchierare e raccontarci molto perché quelli di Gomsiqe, shpejt shpejt, (veloce veloce) sono dovuti rientrare a casa.
Ecco, questo è stato un po’ il “nostro 15”.
Grazie al Signore per averci chiamato in questa Famiglia.
Grazie per le preghiere che continuano a sostenerci.
Grazie ai più piccoli che ci mostrano la misericordia e il bene che ci vuole il Signore.

Mirupafshim!

Motra Rita e Titti