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giovedì 5 ottobre 2017

Le attività pastorali di Pe Luis

Pe Luigi Ferrari è appena rientrato in Italia ma qualche giorno prima di partire ci ha inviato una lettera in cui racconta delle attività pastorali nella diocesi di Ruy Barbosa. 

Scrivo due righe per fare memoria di quanto visto e ascoltato. 

   Agosto qui in Brasile è il mese delle vocazioni. 
Abbiamo fatto un ritiro con tutti i sacerdoti della diocesi, io sono uno dei più anziani. La diocesi di Ruy Barbosa, ha un vescovo belga Dom Andrè, e ha un clero giovane: sono 7 i sacerdoti ordinati negli ultimi 8 anni; di brasiliani che vengono da altre diocesi sono 4, di missionari ci siamo 2 spagnoli, 4 italiani e un belga. La vita consacrata è rappresentata da tre Francescani, più un monastero di Cistercensi. 
I giovani sono con entusiasmo nei primi anni di sacerdozio, anche se devono affrontare problemi di come attuare il ministero in situazioni alle volte di difficoltà e anche il modello di Chiesa che si cerca di impostare non sempre è chiaro. C’è un modello classico delle CEB’S comunità di base ma anche quello più legato ai movimenti carismatici e devozionali; questo tipo di Chiesa è molto alimentato dalle televisioni cattoliche. Il seminario ha 8 giovani che si stanno preparando a diventare sacerdoti e nel propedeutico ci sono tre ragazzi in cammino. 

lunedì 12 giugno 2017

La mente che si apre ad una nuova idea...

Quante volte mi sono sentita dire: “Non fasciarti la testa prima di cadere”, “E’ inutile pensare così tanto”, “Ti interroghi troppo sulle cose che fai”.
Credo però che siano proprio queste frasi ad essere la risposta a chi mi dice anche che sono troppo impulsiva.

Manca ancora qualche mese al mio rientro, ma è inevitabile pensare a quello che c’è stato finora, a quello che ci sarà qui e poi in Italia.

Ovvio che è impossibile tirare le somme oggi e per questo credo che i miei pensieri vi sembreranno confusi, ma che in realtà compongono il grande puzzle di questa mia grande e importante esperienza.
Domenica 21 maggio in diocesi c’è stata la “IX Romaria da terra e das aguas” in ricordo dei 25 anni dalla morte di Don Matthias, vescovo statunitense che ha segnato la vita di molte persone in questa diocesi; e padre Eugenio, italiano che per molti anni è stato missionario nella città in cui vivo, ci ha raggiunto per questo grande evento.

Poter vivere insieme al popolo la gioia di ricordare don Matthias e poi parlare con padre Eugenio (abbiamo pranzato insieme il 22) mi porta a pensare a cosa significa essere missionari, al perché si decide di partire, di vivere accanto al popolo che lotta, che rivendica i propri diritti.


Non gliene importa a nessuno se veniamo qua a fare grande discorsi o a dire che da qualche altra parte del mondo c’è qualcuno che sa fare meglio; ciò che importa è essere vicini perché è solo stando insieme che si ha la forza di andare avanti, lottare e non mollare!!

IX Romaria diocesana a Ruy Barbosa
Penso poi alle mie giornate qui in paese e alla mia missione:

domenica 11 giugno 2017

Notizie da Pe.Luis

Provo a scrivere due righe, dopo la Pasqua e anche dopo sei mesi di permanenza in Brasile.
La full-immersion in questo mondo è stata senz’altro positiva. Il poter riparlare una lingua e conoscere anche i cambiamenti che ci sono stati in questi anni, in particolare quelli ecclesiali; il partecipare alla vita di un popolo che cerca di vivere una vita piena, ma senza dubbio soffre e chiede una aggiunta di speranza.

Un aspetto che senz’altro è cambiato nella chiesa è l’approccio al battesimo. Un tempo si battezzavano tutti senza problemi,

mercoledì 3 maggio 2017

Anniversario della Cdc a Ruy Barbosa

Ciao a tutti!

Nel fine settimana dell'ottava di Pasqua abbiamo festeggiato l'anniversario della CdC di Ruy Barbosa, ringraziando il Signore per i suoi 21 anni di vita. Quest'anno è anche il terzo centenario della Madonna Aparecida, patrona del Brasile, e per questo, Maria ci ha accompagnato durante tutto il triduo, che aveva come tema: “Attraverso la sua presenza umile ai piedi della croce, Maria ci aiuta a conoscere la vita della Casa della Carità”.


Venerdì mattina con la S. Messa abbiamo iniziato le Quarant'Ore di Adorazione, che hanno visto alternarsi persone delle varie comunità della città, pregando e cantando davanti al Santissimo. Alla sera abbiamo fatto un momento di preghiera mariano guidato da d. Luigi: un Rosario con i misteri gaudiosi, andando in processione per le vie del bairro, per poi tornare in chiesa per una breve riflessione e terminare nel cortile interno di Casa,  cantando e danzando le litanie attorno alla nostra statua della Madonna Aparecida.


Sabato mattina si è riaperta l'Adorazione con la S. Messa, presieduta da p. Antonio (il parroco), e poi continuata sempre con le diverse comunità di cui è formata la parrocchia. Alla sera c'è stata una veglia eucaristica, guidata dal diacono Genival, molto ben preparata e partecipata, poi l'Adorazione è continuata tutta notte, per chiudersi con le Lodi al mattino di domenica.


Domenica, giorno della grande festa: già all'inizio della S. Messa la chiesa era piena di gente, poi, un po' in ritardo, è arrivato il gruppo della parrocchia di Pintadas, con il parroco, d. Luca Grassi: due pullman con un centinaio di persone (!). Ha presieduto il nostro parroco, concelebranti d. Riccardo e d. Luca, e il servizio era del nostro chierichetto/diacono Agdo. Le ragazzine del bairro hanno danzato.
Al termine della Messa sul canto “In montagna”( in portoghese) abbiamo fatto una piccola rappresentazione danzando tutti insieme attorno all'altare.


Dopo il pranzo c'è stato il taglio del tradizionale “bolo” (=la torta) indispensabile in queste occasioni.
Ci siamo spostati poi in giardino, dove i giovani di Pintadas hanno fatto due rappresentazioni, una sul Vangelo del giorno, e un'altra sull'impegno sociale della Chiesa: la Chiesa dorme, arrivano ragazzi drogati, ubriachi, una prostituta, la politica corrotta, e le chiedono aiuto, ma.... lei dorme. Solo lo Spirito Santo riesce a svegliarla e a far sì che ridoni vita e dignità a tutti.

E a questo punto... FESTA... e qui quando si dice festa è festa davvero!
Musica e danze con Maximiliano, un cantante di musica tradizionale che qui ha un grande fan: Valter! Anche le signore più anziane erano molto animate, Adgo cantava e danzava vicino al cantante, e tutti gli ospiti si sono lasciati coinvolgere da tanto movimento e allegria, terminando la giornata, un po' stanchi, ma molto felici.



Ringraziamo il Signore per queste giornate di festa, per tutte le persone passate da qui, le tante preghiere fatte davanti e con Lui e gli chiediamo che il dono della CdC si possa diffondere e moltiplicare anche qui in Brasile.
Unitevi anche voi in questa preghiera!


Tutti noi della CdC di Ruy Barbosa

martedì 14 marzo 2017

Brasile, Don Luigi e la CdC di Ruy Barbosa

Siamo qua in Utinga quasi da un mese.
C’è stato anche il ritiro spirituale diocesano a Jequitiba, tenuto da un vescovo ausiliare di Salvador dom Gilson: ci ha preparato all’anno mariano, i 300 anni di Aparecida, riletta da papa Francesco come segno di evangelizzazione di questo paese.
Pescata (apparsa) a dei poveri pescatori, l’immagine di creta inscurita, ritrovata rotta, in due momenti differenti, con cura è stata raccolta e aggiustata. Poi, ospitata nelle case dei pescatori, ha cominciato a fare grazie su grazie ad un popolo di schiavi che hanno ricorso a Lei nelle loro prove e sofferenze. Fino a diventare la Patrona del Brasile. Un evangelizzare che sembra un po’ raccogliere pezzi di un puzzle e metterli insieme dovrebbe darci l’immagine di Cristo e anche essere segno di quella riconciliazione che Lui è venuto a portare sulla terra.
Anche per noi inserirci in un una zona pastorale nuova è ascoltare e rendersi conto del cammino fatto in questi anni. Abbiamo iniziato ad incontrare le fraternità: gruppi di comunità che sono abituati a trovarsi insieme; così possiamo renderci conto del cammino fatto, dei bisogni e delle priorità che vogliono attuare. 

L’inizio della Quaresima è qui segnato dalla Campagna della Fraternità, promossa ogni anno dalla chiesa Brasiliana, in questo tempo per mettere a fuoco alcuni dei grandi problemi che il paese sta affrontando. Quest’anno è lo sguardo sui 6 biomi brasiliani: Amazonia, Catinga, Mata Atlantica, Cerrado, Pantanal e Pampa. Per bioma si intende tutta la vita umana, vegetale e animale che vive in un determinato territorio, con le sue diversità e  bellezza da custodire e coltivare. Sono questi i due verbi del comandamento dato da Dio Padre in Genesi ai nostri progenitori sulla custodia del creato. 

Qui fa specie la situazione del Rio Utinga, con la “seca” di questi tempi, non piove da un anno; il fiume è abbondantemente usato per irrigazione: in particolare piantagione di banane e altra frutta e verdura. Così si ha scarsità di acqua per il consumo umano nelle comunità che stanno più a valle. Quello che si chiama la rivitalizzazione del rio diventa un problema ambientale molto grave che bisogna affrontare con tutta la nostra gente. Anche perché di fatto, in questa gestione delle acque del Rio Utinga e dei suoi affluenti, sono implicate tutte queste 4 parrocchie: Bonito, Utinga, Wagner e Lagedinho. Già c’è stato uno scontro tra la gente assetata e le forze dell’ordine venute a sedare il conflitto; c’è chi dice che le prossime guerre saranno sul controllo dell’acqua dolce del pianeta. 

Per la Casa della Carità certamente un tempo nuovo, segnato dalla partenza di Ir. Nicoletta per l’Italia; gli ospiti in particolare hanno sentito la bella maternità con la quale “Nico”, chiamata con tanti nomi diversi, ha vissuto questi 11 anni alla Casa di Ruy Barbosa. 

Don Luigi



Ciao a tutti!
Qui abbiamo iniziato la Quaresima con il caldone estivo che supera tutti i giorni i 30°c e siamo in attesa della pioggia.
Dal 20 al 24 febbraio, come ha anticipato d. Luigi, abbiamo partecipato al ritiro diocesano. E' un momento che si vive tutti gli anni all'inizio dell'anno pastorale, a cui sono convocati tutti gli “agenti pastorali” della Diocesi: preti, consacrati, laici, col Vescovo. Mancava qualche prete e qualche suora, c'erano pochi laici, e in tutto eravamo una quarantina. Il Vescovo ausiliare di Salvador, che ha predicato i quattro giorni di ritiro, e stato molto semplice e profondo, e molto alla mano.
Bella anche l'occasione di scambio e conoscenza con le altre persone che si danno da fare in Diocesi!
Dalla Casa siamo andate in due, sr Manuela e sr Alessandra.

Al ritorno abbiamo conosciuto Priscilla, una ragazza del Minas Gerais che qualche anno fa aveva fatto la leva, tornata in questo periodo per salutare sr Nicoletta.

Abbiamo concluso il tempo ordinario (e il Carnevale, soprattutto), con una gita a Itaberaba, città qui vicina, a casa da alcuni amici frati francescani. Abbiamo lasciato a casa solo d. Riccardo con  Eniciede e Nailton. Per il pranzo a Itaberaba ci hanno raggiunti anche il Vescovo Dom André e pe Antonio, il nostro parroco. E' stata davvero una bella giornata!
Per le Sorelle italiane: abbiamo anticipato l'uscita in un luogo francescano!

I giorni seguenti sono poi stati quelli dei saluti a sr Nicoletta, dopo 11 anni di presenza qui.
Un giorno sono venute a pranzo le ragazzine del bairro, domenica scorsa le donne dell'Arco-iris, che lavorano qui in Casa, con i loro figli, poi lunedì a pranzo Dom André, pe Antonio, e d. Luca. Infine sr Nicoletta è partita da qui martedì mattina, dopo la Messa, con sr Manuela e d. Luigi.
Ringraziamo il Signore di questo suo tempo di Missione qui, e come ha detto il Vescovo, non le diamo una “partenza” (despedida) da qui, ma un “invio” in Italia, perché ora fa parte anche della famiglia brasiliana.


La CdCdi Ruy Barbosa

giovedì 23 febbraio 2017

Qualche notizia dalla Bahia da don Luigi Ferrari

Gennaio è stato un mese molto caldo, si aspettava la pioggia ma niente. Io e don Riccardo abbiamo in particolare accompagnato la parrocchia di Nova Redenção, dove si è celebrata la festa di San Sebastiano. La preparazione della festa ha coinciso anche con la visita di una immagine della Madonna Aparecida; quest’anno sono 300 anni che é stata scoperta e nel tempo è diventata la Patrona del Brasile. Così questa semplice immagine di legno di 40 cm.di colore marron scuro, ha visitato le comunità della campagna e poi nei giorni della festa i vari quartieri della cittadina.

Bella la partecipazione del popolo che sente Maria Aparecida come una madre affettuosa che si cura della gente, e si affida a lei nei momenti di sofferenza e anche nelle scelte della vita. Non per niente lei, negra, ha avuto nei pescatori poveri e negli schiavi i primi devoti che ha soccorso liberandoli e dando loro dignità e forza. La festa di San Sebastiano: ben partecipata con la presenza del Vescovo dom Andrè, che ha anche salutato e ringraziato i Fratelli della Carità che qui si sono avvicendati per circa 22 anni; bello il pranzo comunitario e anche la processione. Abbiamo anche messo a posto un po’ la canonica che adesso verrà abitata da pe. Mario nuovo parroco di Nova Redenção e Ibiquera.

Così abbiamo iniziato il trasloco verso Utinga dove ci siamo sistemati nella casa parrocchiale. Assieme a noi è arrivato anche il diacono Genival; che ha portato molte immagini di santi e molte piante. I giorni 28 e 29 di gennaio abbiamo celebrato il mandato di inizio della missione pastorale per le parrocchie di Bonito e Utinga. Dom Andrè ci ha affidato queste parrocchie e stiamo cominciando a conoscere queste comunità. L’impressione è stata buona, nella liturgia sono molto disciplinati e hanno una bella animazione nei canti; tanti i ministranti: della Parola, del canto, della Eucarestia, dell’accoglienza. In Utinga sono presenti tre Suore del Congo collaborano alla pastorale e abitano in una Casa Familia dove vengono ospitate alcune donne anziane. In questi giorni il diacono Genival é stato ricoverato all’ospedale di Feira de Santana: ha avuto una piccola paresi facciale; bella la preghiera della gente per la sua salute, si sta riprendendo bene.

Il 29 gennaio, io don Luigi ho compiuto 60 anni, abbiamo fatto un po’ di festa alla CdC di Ruy Barbosa, con un incontro degli italiani missionari qui in Diocesi. C’era un bolo (dolce) fatto della moglie di Firmino e io ho fatto la pizza. A seguire l’incontro dove abbiamo accolto Sr. Alessandra, l’ultima arrivata con sr. Manuela e poi ci siamo fermati a vedere i programmi dei prossimi mesi. Avremo la visita del nuovo direttore del CMD don Pietro, abbiamo fatto un programma per fargli conoscere le realtà in cui viviamo. Poi in luglio-agosto avremo la visita dei campisti accompagnati da don Marco di Sassuolo.
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Ciao a tutti!
Dopo poco più di due settimane dall'arrivo in Brasile... cosa dire, se non le prime impressioni?
Un mondo molto diverso, un paesaggio molto diverso: da Salvador (dove sr. Manuela e io siamo arrivate di sera e dove è venuto a prenderci d. Luigi), con dei gran stradoni con poche indicazioni, alla casa delle suore che ci hanno ospitato a Itapoã, alla bellezza dell'oceano, al sertão (semi-arido), che si incontra venendo verso l'interno della Bahia, con paesini molto poveri sulla strada, dove i bimbi cercano di vendere ananas, bottigliette d'acqua o altro a chi passa in macchina... E poi il sole, caldo, molto forte, le vacche magre che si vedono brucare quel poco di verde, o bere in qualche pozza d'acqua, che non si sa bene da dove viene...

Poi l'arrivo a Ruy Barbosa, l'accoglienza degli Ospiti, delle Sorelle, della gente di qua.
Gli Ospiti sono molto belli: c'è un concentrato di piccoli di condizione e giovani di età. Il più piccolo è Francisco, 12 anni, la più anziana è Gea, che di anni ne ha più di 70, ma dice di averne 5. In pochi parlano, ma la relazione va al di là delle parole. Con qualcuno invece è molto difficile relazionarsi: la vita è un grande mistero!

In Casa c'è uno stile sobrio, ma c'è tutto! Si ricicla ciò che si può: vista la siccità che qui è di casa, l'acqua dei risciacqui delle lavatrici si riusa per gli sciacquoni, o per lavare per terra. L'acqua che si usa per lavare le verdure si tiene per dar da bere alle piante...
Guardandosi attorno, il bairro dove abitiamo è povero, c'è gente semplice, anche poco istruita (comunque sia, l'istruzione scarsa è un problema del Brasile). Poi tanta gente che sta lì, seduta fuori di casa e mi chiedo: come fanno a vivere?
Ci sono delle ragazzine del bairro che vengono spesso in Casa: aiutano ad alzare le bimbe, le pettinano (sono maestre in questo), danno loro da mangiare, si fermano a giocare tra loro... Speriamo che crescendo restino legate alla Casa!

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”. Credo che la nostra presenza qui sia per questo: quanto abbiamo ricevuto nella vita, ora siamo chiamati a ridonarlo.
Ci sono tante cose diverse, ma l´importante, come tutti mi hanno detto, è mettersi in ascolto, non giudicare, entrarci pian piano (qui nessuno ha fretta).

Queste le prime impressioni. Continuate ad accompagnarci con la preghiera!

Don Luigi e sr.Alessandra a nome dell’equipe

mercoledì 7 dicembre 2016

Pe Luigi Ferrari - lettera di Dicembre

Dopo un mese di Brasile vi scrivo alcune impressioni. Siamo anche nel tempo di Avvento e questo ci aiuta a cogliere questo come un tempo di ascolto, per guardare la realtà con gli occhi di chi cerca di cogliere la presenza di Gesù nelle persone che incontra e nella sua storia.

Ri-immergersi nella storia di questo popolo é bello, il popolo bahiano che vive sempre molte contraddizioni; quello che sempre stupisce è la vita, tanta criança, tanti bambini, che poi non si sà come siano seguiti, accompagnati nella loro crescita. La vita anche nelle comunità di campagna è più o meno la stessa, con la loro dignità ma con la sfida della secca, non piove bene da tanto tempo, è difficile piantare e raccogliere qualcosa ma ho visto coltivazioni nuove che crescono anche con poca acqua “palma”. Quando i comuni funzionano bene, soccorrono le comunità rurali con camion che portano acqua per la vita delle famiglie.

Le comunità e la Chiesa di Ruy Barbosa vivono una stagione nuova, anche domenica prossima sarà ordinato Roque (Rocco) figlio di questa Chiesa e di questa terra. Questo direi il cambiamento più grande: da una diocesi sponsorizzata e con forte accento missionario gradualmente a una più bahiana, anche nel suo modo di celebrare e organizzare la parrocchia. Si sente anche nell’animazione liturgica un sottofondo carismatico, canti sempre accompagnati da chitarre e tamburi, alle volte anche batteria, anche i sacerdoti alle volte cantori e suonatori.

La Casa della Carità di Ruy Barbosa ha sempre ospiti molto belli; ho ritrovato Roger che era stato accolto in Andaraì, sta bene, sorride e vive sempre mirando il cielo e battendo con la mano. Mi ha sorpreso Gheo, ha paralizzato tutta la parte destra ma braccio e gamba sinistra funzionano bene, è diventato più peso e si muove con una carrozzina. Gli piace la luce, specie del sole, sembra quell’uomo che vede la realtà da una caverna. Forse vorrebbe comunicare ma ci sono poche  possibilità di incontrarsi con le persone che lo avvicinano.

Sono stato a Nova Redenção, dove il progetto Mãe da Esperança si è fermato, ma ho riconosciuto molte persone con cui ho condiviso la missione; bello l’incontro con Roxo e Laura in una comunità della campagna Tabocas, li mi sono fermato in una cappella e poi a pranzo da loro.


Ho visitato in questa settimana anche Andaraì, è stato bello rivedere molta gente, in particolare Leo e Mateus due bimbi che sono cresciuti nella nostra casa parrocchiale, ora hanno 18 e 16 anni, stanno bene, si sono reinseriti nelle loro famiglie di origine anche se sono sempre appoggiati alla famiglia di Ana Paula che li ha accompagnati quando noi siamo venuti via.

La città è cambiata molto, ho conosciuto anche il nuovo parroco Islan, e con la comunità ho detto una Messa nella chiesa del Rosario. Per quello che riguarda la preparazione del Natale c’è una novena preparata dalle diocesi vicine; il titolo è: “La nascita di Gesù ci fa rinascere”.
Le piccole comunità iniziano già in avvento a fare questi nove incontri, affrontano questi temi:
1) Gesù rinasce nei bebè senza il diritto di nascere (aborto)
2) Gesù rinasce nei bimbi handicappati
3) Gesù rinasce nei bimbi abbandonati che non hanno nessuno che li accoglie
4) Gesù rinasce nelle vittime della prostituzione infantile
5) Gesù rinasce nella vita degli orfani
6) Gesù rinasce nelle vita dei figli con genitori separati
7) Gesù rinasce nella vita delle famiglie di seconda unione
8) Gesù rinasce nelle famiglie con dipendenti chimici (alcool o droghe)
9) Gesù rinasce nella vita delle persone che sono senza pane e senza pace.
Sempre con canti e un brano biblico di riferimento, vedete che è ben concreta la realtà a cui la novena fa riferimento, quella dei problemi che vivono le famiglie di oggi in questa realtà.
Questo legame fede-vita è sempre un marchio di questa Chiesa.
Bene non mi resta che augurarvi un BUON AVVENTO
Um abraço
PE. LUIGI

lunedì 19 settembre 2016

Riflessioni e spunti sulla GMG 2016

S.Margarida Redi, carmelitana.

Quinta feira, 1 de setembro 2016

Ciao a tutti,

dopo quasi un mese dal mio rientro dalla GMG a Cracovia voglio scrivervi le mie impressioni e il cammino che abbiamo fatto con i giovani brasiliani che hanno fatto questo cammino e vissuto questa esperienza. I giovani erano 17: 8 della parrocchia di Utinga, 6 della parrocchia di Pintadas, 1 della parrocchia di Lajedinho, 1 della parrocchia di Nova Redenção e 1 della parrocchia di Andaraì; poi eravamo in 3 preti, io, don Luigi Gibellini, don Giorlando, parroco di Utinga e don Carlos Fontenele parroco di Tapiramutà.


Divido questo tempo in due grandi tappe, la prima la permanenza in Italia e in particolare nella diocesi di Reggio Emilia, ricordando i 50 anni della missione brasiliana, e la seconda in Polonia, prima nella diocesi di Opole e poi a Cracovia.

Siamo sbarcati in Italia il 7 luglio all’aeroporto di Bologna, dove ci aspettavano don Marco Ferrari, don Paolo Cugini e don Gionatan. Subito ci siamo divisi per le rispettive destinazioni, quelli di Utinga sono andati con don Marco, quelli di Pintadas sono andati con don Paolo e gli altri con don Gionatan. Arrivati a Reggio Emilia abbiamo pranzato nella parrocchia di Regina Pacis e poi ognuno ha continuato il suo cammino verso le destinazioni assegnate, cioè quelli che erano con don Marco sono andati a Sassuolo e Castellarano e quelli che erano con don Gionatan sono andati a Guastalla; gli altri sono rimasti a Regina Pacis; fino a domenica 10 di luglio. Ognuno si è organizzato come credeva, visitando luoghi caratteristici o località della nostra terra. Il lunedì 11 di luglio siamo partiti per una settimana turistica che ci ha portato, attraverso l’Italia a visitare Perugia, Gubbio, Assisi e Roma, per tornare poi il sabato 16 di luglio a Fontanaluccia per festeggiare insieme con le Case della Carità la festa del Carmine.


La settimana dopo abbiamo viaggiato, insieme alle parrocchie nelle quali siamo stati ospitati, per arrivare nella diocesi di Opole, circa 250 km de Cracovia. Ha impressionato tutti l’accoglienza nelle famiglie, come si sono offerte e messe a disposizione nel miglior modo possibile. In Opole abbiamo fatto la settimana missionaria in preparazione alla GMG; il nostro gruppo era alloggiato a Nysa, una città di circa 45.000 abitanti, all’interno della parrocchia dove lavoravano i Verbiti, congregazione missionaria nata nel 1800, in Germania, ma poi diffusa in tutto il mondo, tanto che abbiamo incontrato un padre, giovane, che aveva fatto alcuni anni di missione in Brasile, nella nostra diocesi di Ruy Barbosa, dove fino all’anno scorso erano presenti i missionari verbiti. Questo ci ha aiutato nella comunicazione, perché il capirci è stato una delle difficoltà più grandi. I giovani della parrocchia ci hanno accompagnato nelle varie attività che erano state programmate in quella settimana, come la visita alla città, nelle varie celebrazioni che sono state fatte, come la Via Crucis per le strade della città, e il vivere in una giornata una delle Opere di Misericordia; io con il mio gruppo siamo andati a pulire le tombe in un cimitero, ricordando che “seppellire i morti”, fa parte delle opere di misericordia.

La domenica 24 luglio è stato il giorno della famiglia e tutti siamo rimasti nelle case dove siamo stati ospitati; a mezzogiorno siamo stati alla S Messa con tutti i componenti della famiglia e nel pomeriggio ci hanno accompagnato a visitare alcuni luoghi caratteristici della città, e per finire una bella grigliata in casa.

Il lunedì 25 siamo partiti per Cracovia, dove siamo arrivati nel primo pomeriggio. Dopo l’accoglienza, anche qui molto bella e calorosa, abbiamo ricevuto il Kit del Pellegrino ed, in seguito, siamo andati nelle famiglie che ci avrebbero ospitati in quella settimana; io insieme a pe.Carlos e don Gionatan (con un gruppo di 10 persone), siamo stati accolti in un chalet di legno, praticamente nel cortile della parrocchia, una bella sistemazione, in una famiglia che aveva ristrutturato la casa proprio in occasione della GMG. Il giorno seguente, giorno della Memoria, siamo stati a visitare il campo di concentramento di Auschwitz e Birkenaum; prima di entrare nel campo abbiamo fatto una celebrazione, ricordando persone che hanno vissuto il dramma della deportazione e che si sono rese segnali di misericordia dentro a queste realtà di sofferenza e di morte. Camminare in silenzio dentro i due campi è stato un momento molto forte, immaginando le tante persone che erano passate di lì e che non erano tornate alle loro case ma dopo tanta sofferenza avevano trovato la morte. Non ci sono parole per descrivere quanto è grande la malvagità umana e quanto è capace l’uomo di pensare e attuare cose di questo genere; è proprio vero che di fronte a tutto questo la risposta più vera é stare in silenzio, quello che ha fatto anche il Papa entrando e visitando i campi.


Da mercoledì a venerdì abbiamo, nella mattinata, partecipato delle catechesi; tutti i giorni bisognava fare 3 o 4 chilometri a piedi per arrivare al luogo dove ci sarebbe stata la catechesi, in italiano; la prima è stata fatta da don Massimo, la seconda da don Francesco Beschi, vescovo di Bergamo e la terza da don Matteo Zuppi, vescovo di Bologna. Molto belle e molto comprensibili; anche il modo con cui erano strutturate ha aiutato, visto che c’era anche uno spazio dove i giovani potevano fare domande e chiedere spiegazioni sul tema della misericordia. Nei pomeriggi ci si spostava per andare a Cracovia, dove un giorno abbiamo visitato e celebrato nei santuari di S.Faustina e di S.Giovanni Paolo II, in un altro abbiamo visitato la città e nel giovedì abbiamo ricevuto papa Francesco in Blonie, spazio costruito per gli eventi di quei giorni.

Sabato ci siamo messi in cammino presto, a piedi, per raggiungere la stazione del treno, che ci avrebbe avvicinato al Campus Misericordiae, luogo della veglia e della messa finale il giorno 31 di luglio. Scesi dal treno abbiamo cominciato a camminare di nuovo, insieme a una marea di giovani che stavano dirigendosi al Campus; dopo diverse ore siamo arrivati, stanchi ma allegri di essere in mezzo a quella moltitudine di giovani, una vera marea….all’imbrunire abbiamo cominciato a prepararci per accoglie il Papa che è arrivato in elicottero e poi, con la papa-mobile, è passato in mezzo ai settori dove erano accampati i giovani, e lì fu un vero tripudio…Il “sofà” e i “ponti” sono state le parole che hanno marcato di più, perché hanno richiamato a due realtà molto concrete della vita dei giovani e delle realtà dove vivono. Il sofà non rende felici, ha detto il papa, bisogna alzarsi dal sofà per calzare i sandali per andare ad annunciare il Vangelo; e bisogna costruire ponti, perché i muri creano solo divisioni e conflitti.


Il giorno finale ci siamo portati, noi preti, nel luogo della celebrazione, vicino sulla carta, ma ben distante nella realtà dal palco dove ha celebrato il Papa; ma è stato emozionante essere lì, in mezzo a tanti altri padri di tante nazione e lingue, ma con la stessa fede e, credo, nella stessa speranza che i giovani sono e devono essere sempre di più protagonisti della loro vita e della vita delle loro comunità; non è una utopia, ma una speranza piena di fiducia.

I giovani brasiliani sono tornati a casa ben entusiasmati, stanchi, ma contenti della possibilità che hanno avuto, e nella speranza di potere partecipare alla prossima GMG che sarà un poco più vicina, cioè in Panamà.




Um abraço a todos e a gente se vè daqui a pouco…      pe.Luis

lunedì 29 agosto 2016

GMG - Viaggio di una pellegrina

Pubblichiamo senza correzioni, in originale, lo scritto di una ragazza brasiliana della diocesi di Ruy Barbosa che, insieme agli altri ed agli italiani, ha vissuto la Giornata Mondiale della Gioventù in Polonia.

Sono Mirele Maiane, ho 17 anni e abito in Brasile, nel comune di Lajedinho, parrocchia della diocese di Ruy Barbosa, e vivere questa esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù è stato come rinnovarmi novamente, per i semplici gesti, per le parole símplice e per la simplicità...dell’avere vissuto tutto questo. Quando sono stata chiamata per participare della GMG, mai avrei pensato che potessi apprendere in quella esperienza, il bello della vita. Per prima cosa, quando sono arrivata in Italia, sono stata accolta come se già mi conoscessero, così anche in Polonia, e questo cambiò la mia idea di pensare, perchè lasciando il Brasile non mi aspettavo questo tipo di accoglienza, e dovetti cambiare totalmente questo mio modo di pensare. Visitammo molti luoghi, ma quello che più mi chiamò attenzione, visitando il campo di concentramento di Auschwitz, non furono le cose che ho visto, ma quello che mi hanno raccontato di ciò che è sucesso là dentro, la tristezza del vedere come qualcuno avesse potuto fare tutto quel male, ma nello stesso tempo sono riuscita a uscire dal campo con uno sguardo misericordioso, perchè ho saputo delle azioni che varie persone che si donarono per rendere più umano quel luogo; in modo perticolare mi ha impressionato la storia di Massimiliano Kolbe, frate franciscano che ha donato la vita per salvare un’altra persona.
Questo mi ha fato riflettere sul come anche noi dobbiamo essere misericordiosi, dobbiamo guardare tutta la nostra realtà con lo sgurdo di Dio.
(Bem aventurados os misericordiosos, porque eles alcançarão misericórdia......Beati i misericordiosi, perchè raggiungeranno la misericórdia. E’ il ritornello dell’inno della GMG in portoghese)

I giorni passavano e ogni luogo in cui passavo, rimanevo impressionata davanti alle tante culture, costume...e arrivando il giorno in cui giovani di tutto il mondo si incontrarono per riflettere insieme, mi diede una grande gioia. Mi ha fatto molto pensare la frase che Papa Francesco ha detto, ricordando Giovanni Paolo II, cioé che “nel mondo dobbiamo costruire ponti e non barriere”. Ponti perchè io possa incontrare il mio fratello non muri che mi impediscono di camminare insieme con il mio fratello.

Un’altra frase che ha detto papa Francesco e che mi ha molto colpito, e che tocca  molto spesso quello che viviamo, noi Giovani, nelle nostre giornate, é stata questa:“alzatevi dal sofá, mettete i sandali ai piedi e uscite ad annunciare il vangelo”. Non possiamo come Giovani essere accomodati, pantofolai, ma dobbiamo vivere la realtà con gli occhi di Cristo, come ancora papa Francesco ci disse:“non dobbiamo confondere la felicita con il sofá”

Questa è stata la maggiore esperienza che ho vissuto nella mia vita, c’è stato un inizio , ma tutto quello che ho vissuto in questo tempo  lo porterò sempre con me, non può esserci una fine, perché le cose visto e esperimentato non le dimenticherò mai. E’ stata la mia prima GMG di molte che spero vivere, per potere apprendere e potere trasmettere agli altri Giovani miei amici, tutto quello che ho vissuto e que vivrò.

domenica 28 febbraio 2016

GMG 2016 in viaggio verso Cracovia

Dalla Diocesi di Ruy Barbosa: i giovani in visita per la GMG
Verso Cracovia, Polonia, dal 5 luglio al 7 agosto 2016

Un gruppo di giovani brasiliani, accompagnati da don Luigi Gibellini (Fratello della Carità e Fidei Donum) e da due sacerdoti della diocesi di Ruy Barbosa, pe. Giorlando Laranjeira Barbosa e pe. Antonio Carlos de Jesus Fontenele, faranno visita alla diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e parteciperanno alla GMG 2016 che si realizzerà in Polonia, nella città di Cracovia, luogo di nascita di Papa Giovanni Paolo II.

L’idea è nata dalla GMG 2013, a Rio di Janeiro, che animò molto i giovani che vi parteciparono, tanto che si cominciò a pensare alla possibilità di inviare un gruppo in Europa e poter fare visita alla diocesi Reggiana, che da 50 anni mantiene un legame forte con questa diocesi brasiliana, tanto forte che continua ancora e continuerà fino a quando Dio vorrà.

 Legato all’idea, si è costruito un progetto che ha portato a riunire un gruppo di 20 persone.
Il progetto elaborato da alcuni sacerdoti, è stato lanciato nella diocesi di Ruy Barbosa in un incontro del presbiterio.

 All’inizio del 2014 si sono definite le condizioni per potere partecipare alla GMG 2016 perchè ogni parrocchia, in modo particolare i gruppi giovanili, potessero lavorare perché almeno 2 giovani, impegnati nelle comunità, potessero rappresentare i giovani della Comunità alla GMG 2016.
Questo comportò un impegno di tutti, sia giovani che adulti, facendo lotterie, vendendo torte, organizzando tombole…  per potere raggruppare il valore di 3000 R$ per persona (adesso circa 750 €). Il 31 di dicembre 2015 furono sorteggiati i giovani che avrebbero rappresentato le parrocchie in Cracovia. (NB. È bene ricordare che il salario minimo fino a dicembre 2015 era di 780,00 R$, quindi quasi 4 salari minimi per inviare una persona).
L’idea del sorteggio è biblica, per non dare adito a favoritismi e aiutare i giovani a lavorare per un obbiettivo comune, senza avere la certezza di vincere, ma contribuendo perché qualcuno potesse vivere l’esperienza. In alcune parrocchie non si è riusciti a fare entrare questa logica, e nessuno si è impegnato per lavorare su questo progetto.
Oltre a questa proposta, si è aperta la possibilità ai giovani che, lavorando nella comunità e avendo la possibilità  di risparmiare i soldi per questo viaggio, potessero entrare nel gruppo. Diversi giovani sono riusciti a collocare nel salvadanaio i soldi necessari per fare questa esperienza.
Per quelli che rimarranno a casa, si vedrà come poter animare ed entrare in contatto con questo evento, così lontano, ma anche così vicino, attraverso i mezzi di comunicazione che la tecnologia e l’informatica offrono.

   Adesso siamo nella fase di preparazione alla partenza, abbiamo dovuto fare i passaporti, concordare le date di partenza e di rientro e ci prepariamo a fare alcuni momenti per prepararci alla GMG 2016 e anche all’incontro con la nostra chiesa sorella di Reggio Emilia-Guastalla. In programma ci sono alcuni incontri per apprendere alcune cose sulla lingua e la cultura italiana, sulla storia della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e sulla storia italiana in generale. Non mancherà una spolverata sulle bellezze turistiche e naturalistiche dell’Italia, e anche la visita ad alcune città italiane; approfitteremo  per visitare Roma e la Porta Santa della Misericordia.


   La permanenza in Italia sarà nelle parrocchie dove, insieme con il CMD e la Pastorale Giovanile, si vedrà concretamente come suddividere i giovani per potere dare loro la possibilità di sperimentare l’accoglienza italiana e gustare la cucina emiliana. 

                                                                                          Don Luigi Gibellini

lunedì 11 gennaio 2016

Don Romano Zanni in diretta dal Brasile

Carissimi tutti,  
avvicinandosi il termine della visita in Brasile vi racconto alcuni momenti di questo viaggio.
Abbiamo vissuto giornate veramente calde, di un calore persistente giorno e notte che, accompagnato dalla secca, ci ha un po’ provato. Viaggiare da una Parrocchia all’altra e non vedere un filo d’erba ma una terra bruciata, dove in certi posti sopravvive solo un tipo di cactus chiamato mandacarù, che è diventato il simbolo del semiarido, dà un profondo senso di desolazione. Ci si chiede come possa la gente sopravvivere in queste condizioni. Eppure continuano a sperare ed a scrutare il cielo, che spesso è carico di nubi scure ma sembra impedito a lasciare cadere l’agognata acqua.
Celebrazione con il Vescovo Massimo
La visita ha toccato le comunità di Ipirà e di Pintadas, dove sono parroci don Gabriele e don Luca. Tra i vari incontri siamo stati nella Parrocchia di Lajedinho dove abbiamo vissuto momenti molto semplici di accoglienza  sulla piazza del paese, con un gruppo di giovani che, in costume militare di un tempo, hanno eseguito una danza dove si esprimeva la vita quotidiana del popolo e la guerra a difesa della patria. 
In chiesa c’è stata una breve presentazione della Parrocchia, il ricordo della terribile alluvione di due anni fa, che ha distrutto parte del paese causando 17 vittime; siamo stati aiutati anche dalla proiezione di foto scattate in quei giorni; poi ha preso la parola il Sindaco che, oltre ai convenevoli ed agli scambi di doni, ha spiegato la situazione presente e le poche attese per il futuro.
Il Sindaco ha donato al Vescovo una targa a ricordo della sua visita e simbolo di riconoscenza per l’aiuto e il servizio che la Diocesi di Reggio ha prestato alla popolazione. Il Vescovo ha donato un Crocifisso, mentre la Parrocchia gli ha regalato un cappello da “vachero” di cuoio e la mappa della Parrocchia su una pelle di mucca.
Poi siamo andati ad Andarai per l’incontro con i Sacerdoti della Diocesi e il Vescovo dom André. Dopo il pasto condiviso ci siamo riuniti ed i sacerdoti hanno ricordato i tanti sacerdoti reggiani che sono passati dalla Diocesi.
Nei giorni seguenti ci siamo spostati nelle Parrocchie di Wagner e Nova Redençaon, dove il Vescovo ha presieduto alcune Eucaristie e fatto un incontro con la Comunità.
Qui una signora ha chiesto al Vescovo cosa intende fare la nostra Chiesa dopo 50 anni di presenza, augurandosi che non venga meno l’aiuto fino ad ora prestato.
Ritiro a Ruy Barbosa
Rientrati a Rui Barbosa il 1 di gennaio, abbiamo vissuto 2 giorni di ritiro tenuti dal Vescovo Massimo, molto ricchi di riflessioni, sulla “Misericordiae Vultus”, insieme a tutti gli italiani.
Ora ha iniziato a piovere, in queste due notti è caduta acqua in abbondanza. Grazie al Signore! E’ stato un vero sollievo e una grande benedizione!
Un caro saluto a tutti da parte della missione brasiliana.
                                         Don Romano fdc




mercoledì 30 dicembre 2015

Agli amici della EFA - escola familia agricola - di Ruy Barbosa


Stimati amici, 
scrivo questa breve relazione alla fine dell’anno 2015 in un pomeriggio molto caldo.  Fuori ci sono 37° e qui in casa con il ventilatore ce ne sono 32°.

L’estate é arrivata con tutta la sua forza, e la penuria di acqua si fa già sentire nel nostro distretto e nelle zone circostanti. Il governo ha già fatto impiego di autocisterne di acqua per riempire le cisterne già realizzate nei paesi. In questo modo almeno non manca acqua potabile e acqua per i piccoli animali. Qui a Rui Barbosa c’è ancora acqua, ma solo una volta alla settimana per alcune ore. Ogni giorno guardiamo verso il cielo, se magari si preannuncia un temporale, ma finora siamo invitati a sperare e a perseverare. Nella scuola EFA abbiamo ancora l’acqua di sorgente della “montagna di casa“, che rifornisce due grandi cisterne da 100.000 litri l’una. Dio sia lodato, altrimenti avremmo dovuto chiudere la scuola. 154 alunni consumano acqua per la casa, per l’orto e per l’igiene. Sono in atto rigide misure di risparmio di acqua.

Nonostante quest’anno il raccolto di fagioli e mais sia andato bene, non sono mancate le difficoltà. Il governo ha cancellato 20 ore di lezione settimanali alla EFA al nostro direttore Bruno e così manca tempo per l’attività amministrativa, che intanto ha preso adesso in carico il prof. Ernesto. Bruno presterà le 20 ore di lezione nella scuola secondaria superiore del liceo della città. Cosi rimane a Rui Barbosa, ma le trattative vanno avanti, per ottenere che lo riabbiamo indietro a tempo pieno per la EFA. Penso che la crisi di governo abbia determinato questo trasferimento. Mancano i mezzi finanziari per pagare gli insegnanti nelle scuole pubbliche . La nostra EFA è classificata come scuola „particular-comunitaria“ (privata-comunitaria). Sebbene il governo si assume una parte degli stipendi degli insegnanti, viene tagliato sempre prima qui. Ma i progetti in corso con il governo sulla protezione ambientale, nuovi metodi di rimboschimento, ecc. vanno avanti come finora. Le misure di risparmio del governo sono più visibili anche in altre istituzioni, come p. es. nella ex Ematerba (empresa assistencia tecnica extenção rural da Bahia – impresa di assistenza tecnica nelle regioni rurali di Bahia), che ha dovuto cessare il suo lavoro. Purtroppo i molti scandali di corruzione hanno portato a queste misure di risparmio, che ora la popolazione deve sopportare. 


Tutti i 25 alunni della quarta classe (classe conclusiva della maturità) riuscirono ad ottenere il loro diploma e a partecipare alla S. Messa con i loro genitori. Questa classe per ragioni economiche quest’anno non ha organizzato alcuna festa conclusiva di maturità, ma solo una S. Messa insieme ai loro amici e alle famiglie e un pranzo tutti insieme nella EFA. 
Il 4.12.2015 è già iniziata la fase di selezione dei nuovi alunni, con la settimana di prova per 94 candidati, noi però abbiamo solo 60 posti. C’è stata una grande domanda.
Per il 2016 dobbiamo portare avanti innanzitutto le attività svolte finora e sarà anche necessario ingrandire la superficie dei piantoni degli alberi e montare una protezione contro l’irradiazione solare. Gli alunni hanno anche chiesto di poter avere un campo di pallavolo, che è già stato iniziato, ma per mancanza di mezzi finanziari purtroppo non è stato completato; di ciò si sono rammaricate soprattutto le ragazze della EFA, perché erano state loro a fare la richiesta.

Il nostro ringraziamento va ora a tutti coloro che, nonostante la difficile situazione in Europa, ci hanno sostenuto qui nel Nordest del Brasile e forse possono continuare a farlo. 
Fermino e io, Friederike, abbiamo redatto ancora per quest’anno questa relazione di fine anno. Pensiamo però in futuro che pregheremo la direzione della EFA di scrivere da sé la relazione.
Ringraziamo per la collaborazione e per l’opportunità di poter fare ancora qualcosa per il prossimo. Purtroppo sentiamo il peso dell’età ed è anche ora che la gioventù si assuma la propria parte. 

Auguriamo a tutti un Natale benedetto dal Signore, salute e gioia per l’anno prossimo!
In unità, Friederike u. Fermino