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mercoledì 7 dicembre 2016

Pe Luigi Ferrari - lettera di Dicembre

Dopo un mese di Brasile vi scrivo alcune impressioni. Siamo anche nel tempo di Avvento e questo ci aiuta a cogliere questo come un tempo di ascolto, per guardare la realtà con gli occhi di chi cerca di cogliere la presenza di Gesù nelle persone che incontra e nella sua storia.

Ri-immergersi nella storia di questo popolo é bello, il popolo bahiano che vive sempre molte contraddizioni; quello che sempre stupisce è la vita, tanta criança, tanti bambini, che poi non si sà come siano seguiti, accompagnati nella loro crescita. La vita anche nelle comunità di campagna è più o meno la stessa, con la loro dignità ma con la sfida della secca, non piove bene da tanto tempo, è difficile piantare e raccogliere qualcosa ma ho visto coltivazioni nuove che crescono anche con poca acqua “palma”. Quando i comuni funzionano bene, soccorrono le comunità rurali con camion che portano acqua per la vita delle famiglie.

Le comunità e la Chiesa di Ruy Barbosa vivono una stagione nuova, anche domenica prossima sarà ordinato Roque (Rocco) figlio di questa Chiesa e di questa terra. Questo direi il cambiamento più grande: da una diocesi sponsorizzata e con forte accento missionario gradualmente a una più bahiana, anche nel suo modo di celebrare e organizzare la parrocchia. Si sente anche nell’animazione liturgica un sottofondo carismatico, canti sempre accompagnati da chitarre e tamburi, alle volte anche batteria, anche i sacerdoti alle volte cantori e suonatori.

La Casa della Carità di Ruy Barbosa ha sempre ospiti molto belli; ho ritrovato Roger che era stato accolto in Andaraì, sta bene, sorride e vive sempre mirando il cielo e battendo con la mano. Mi ha sorpreso Gheo, ha paralizzato tutta la parte destra ma braccio e gamba sinistra funzionano bene, è diventato più peso e si muove con una carrozzina. Gli piace la luce, specie del sole, sembra quell’uomo che vede la realtà da una caverna. Forse vorrebbe comunicare ma ci sono poche  possibilità di incontrarsi con le persone che lo avvicinano.

Sono stato a Nova Redenção, dove il progetto Mãe da Esperança si è fermato, ma ho riconosciuto molte persone con cui ho condiviso la missione; bello l’incontro con Roxo e Laura in una comunità della campagna Tabocas, li mi sono fermato in una cappella e poi a pranzo da loro.


Ho visitato in questa settimana anche Andaraì, è stato bello rivedere molta gente, in particolare Leo e Mateus due bimbi che sono cresciuti nella nostra casa parrocchiale, ora hanno 18 e 16 anni, stanno bene, si sono reinseriti nelle loro famiglie di origine anche se sono sempre appoggiati alla famiglia di Ana Paula che li ha accompagnati quando noi siamo venuti via.

La città è cambiata molto, ho conosciuto anche il nuovo parroco Islan, e con la comunità ho detto una Messa nella chiesa del Rosario. Per quello che riguarda la preparazione del Natale c’è una novena preparata dalle diocesi vicine; il titolo è: “La nascita di Gesù ci fa rinascere”.
Le piccole comunità iniziano già in avvento a fare questi nove incontri, affrontano questi temi:
1) Gesù rinasce nei bebè senza il diritto di nascere (aborto)
2) Gesù rinasce nei bimbi handicappati
3) Gesù rinasce nei bimbi abbandonati che non hanno nessuno che li accoglie
4) Gesù rinasce nelle vittime della prostituzione infantile
5) Gesù rinasce nella vita degli orfani
6) Gesù rinasce nelle vita dei figli con genitori separati
7) Gesù rinasce nella vita delle famiglie di seconda unione
8) Gesù rinasce nelle famiglie con dipendenti chimici (alcool o droghe)
9) Gesù rinasce nella vita delle persone che sono senza pane e senza pace.
Sempre con canti e un brano biblico di riferimento, vedete che è ben concreta la realtà a cui la novena fa riferimento, quella dei problemi che vivono le famiglie di oggi in questa realtà.
Questo legame fede-vita è sempre un marchio di questa Chiesa.
Bene non mi resta che augurarvi un BUON AVVENTO
Um abraço
PE. LUIGI

lunedì 11 gennaio 2016

Don Romano Zanni in diretta dal Brasile

Carissimi tutti,  
avvicinandosi il termine della visita in Brasile vi racconto alcuni momenti di questo viaggio.
Abbiamo vissuto giornate veramente calde, di un calore persistente giorno e notte che, accompagnato dalla secca, ci ha un po’ provato. Viaggiare da una Parrocchia all’altra e non vedere un filo d’erba ma una terra bruciata, dove in certi posti sopravvive solo un tipo di cactus chiamato mandacarù, che è diventato il simbolo del semiarido, dà un profondo senso di desolazione. Ci si chiede come possa la gente sopravvivere in queste condizioni. Eppure continuano a sperare ed a scrutare il cielo, che spesso è carico di nubi scure ma sembra impedito a lasciare cadere l’agognata acqua.
Celebrazione con il Vescovo Massimo
La visita ha toccato le comunità di Ipirà e di Pintadas, dove sono parroci don Gabriele e don Luca. Tra i vari incontri siamo stati nella Parrocchia di Lajedinho dove abbiamo vissuto momenti molto semplici di accoglienza  sulla piazza del paese, con un gruppo di giovani che, in costume militare di un tempo, hanno eseguito una danza dove si esprimeva la vita quotidiana del popolo e la guerra a difesa della patria. 
In chiesa c’è stata una breve presentazione della Parrocchia, il ricordo della terribile alluvione di due anni fa, che ha distrutto parte del paese causando 17 vittime; siamo stati aiutati anche dalla proiezione di foto scattate in quei giorni; poi ha preso la parola il Sindaco che, oltre ai convenevoli ed agli scambi di doni, ha spiegato la situazione presente e le poche attese per il futuro.
Il Sindaco ha donato al Vescovo una targa a ricordo della sua visita e simbolo di riconoscenza per l’aiuto e il servizio che la Diocesi di Reggio ha prestato alla popolazione. Il Vescovo ha donato un Crocifisso, mentre la Parrocchia gli ha regalato un cappello da “vachero” di cuoio e la mappa della Parrocchia su una pelle di mucca.
Poi siamo andati ad Andarai per l’incontro con i Sacerdoti della Diocesi e il Vescovo dom André. Dopo il pasto condiviso ci siamo riuniti ed i sacerdoti hanno ricordato i tanti sacerdoti reggiani che sono passati dalla Diocesi.
Nei giorni seguenti ci siamo spostati nelle Parrocchie di Wagner e Nova Redençaon, dove il Vescovo ha presieduto alcune Eucaristie e fatto un incontro con la Comunità.
Qui una signora ha chiesto al Vescovo cosa intende fare la nostra Chiesa dopo 50 anni di presenza, augurandosi che non venga meno l’aiuto fino ad ora prestato.
Ritiro a Ruy Barbosa
Rientrati a Rui Barbosa il 1 di gennaio, abbiamo vissuto 2 giorni di ritiro tenuti dal Vescovo Massimo, molto ricchi di riflessioni, sulla “Misericordiae Vultus”, insieme a tutti gli italiani.
Ora ha iniziato a piovere, in queste due notti è caduta acqua in abbondanza. Grazie al Signore! E’ stato un vero sollievo e una grande benedizione!
Un caro saluto a tutti da parte della missione brasiliana.
                                         Don Romano fdc