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giovedì 22 dicembre 2016

Gli auguri dall'Albania

Laç Vau Dejes - 17/12/2016
Ciao a tutti!
Per noi di Gomsiqe questo Natale è un nuovo inizio… Partiamo per quest’avventura con tanta gioia e voglia di fare e metterci in gioco! Abbiamo salutato da pochi giorni Laura che ha condiviso con don Stefano un anno molto ricco di attività! Essere in due a volte può essere difficile (anche se Laura faceva per tre!), ma stando qui si sente forte il sostegno dall’Italia.

Le attività principali che sono state portate avanti sono:

- Vestine da battesimo.

Prosegue l’incontro settimanale delle ragazze che confezionano le vestine che molte parrocchie a Reggio stanno acquistando. Abbiamo cercato di fare diventare questo incontro sempre di più un momento di lavoro e formazione umana, infatti da alcuni mesi questo in questo appuntamento le ragazze vengono aiutate a trattare temi legati a problematiche quotidiane come ad esempio l’educazione dei figli.

- La Biblioteca


E’ stata arricchita con libri e materiali nuovi che, come già da qualche anno, a rotazione portiamo nei vari villaggi. Questa è un’iniziativa che permette a chi lo desiderano  (Bambini ma anche adolescenti e adulti) di leggere e di formarsi! Chissà che questa “Biblioteca di strada” non possa mettersi in cammino verso altre mete e villaggi! Vi abbiamo mandato anche una foto per mostrarvi come ogni domenica dopo le celebrazioni portiamo in viaggio la biblioteca (riempiamo i nostri zaini di libri) e la trasferiamo nelle chiese dove i bimbi e i ragazzi vengono per riportare e prendere i libri.

Fondamentale è stata la presenza di due ragazzi albanesi, stipendiati da noi, che ci hanno aiutato a portare avanti il progetto della biblioteca e del catechismo, entrando in sintonia coi ragazzi e la gente del posto.

- Attività coi Gabel.
Grazie alle vostre offerte, siamo riusciti a lavorare insieme a Suor Riccarda con i ragazzi Gabel (i sinti albanesi), con i quali abbiamo fatto catechismo!

- Famiglie Bisognose.
Ogni mese la Caritas Sapa sostiene con pacchi alimentari le famiglie in estrema povertà. Il nostro compito è quello di individuare nelle nostre parrocchie le realtà con maggiori difficoltà e segnalarle. La situazione generale dell’Albania non sta migliorando, per cui si rende necessario proseguire in questo impegno.

Vi ringraziamo ancora e come si dice qui… “Gëzuar për shumë vjet!” e “Zoti ju ndimoftë dhe bekoftë!” (“Auguri per molti anni” e “Il Signore vi aiuti e vi benedica”).
Vi auguriamo un sereno Natale! Gëzuar Krishtëlindje!

Don Stefano, Federica, Francesca e Virginia.

mercoledì 7 dicembre 2016

Pe Luigi Ferrari - lettera di Dicembre

Dopo un mese di Brasile vi scrivo alcune impressioni. Siamo anche nel tempo di Avvento e questo ci aiuta a cogliere questo come un tempo di ascolto, per guardare la realtà con gli occhi di chi cerca di cogliere la presenza di Gesù nelle persone che incontra e nella sua storia.

Ri-immergersi nella storia di questo popolo é bello, il popolo bahiano che vive sempre molte contraddizioni; quello che sempre stupisce è la vita, tanta criança, tanti bambini, che poi non si sà come siano seguiti, accompagnati nella loro crescita. La vita anche nelle comunità di campagna è più o meno la stessa, con la loro dignità ma con la sfida della secca, non piove bene da tanto tempo, è difficile piantare e raccogliere qualcosa ma ho visto coltivazioni nuove che crescono anche con poca acqua “palma”. Quando i comuni funzionano bene, soccorrono le comunità rurali con camion che portano acqua per la vita delle famiglie.

Le comunità e la Chiesa di Ruy Barbosa vivono una stagione nuova, anche domenica prossima sarà ordinato Roque (Rocco) figlio di questa Chiesa e di questa terra. Questo direi il cambiamento più grande: da una diocesi sponsorizzata e con forte accento missionario gradualmente a una più bahiana, anche nel suo modo di celebrare e organizzare la parrocchia. Si sente anche nell’animazione liturgica un sottofondo carismatico, canti sempre accompagnati da chitarre e tamburi, alle volte anche batteria, anche i sacerdoti alle volte cantori e suonatori.

La Casa della Carità di Ruy Barbosa ha sempre ospiti molto belli; ho ritrovato Roger che era stato accolto in Andaraì, sta bene, sorride e vive sempre mirando il cielo e battendo con la mano. Mi ha sorpreso Gheo, ha paralizzato tutta la parte destra ma braccio e gamba sinistra funzionano bene, è diventato più peso e si muove con una carrozzina. Gli piace la luce, specie del sole, sembra quell’uomo che vede la realtà da una caverna. Forse vorrebbe comunicare ma ci sono poche  possibilità di incontrarsi con le persone che lo avvicinano.

Sono stato a Nova Redenção, dove il progetto Mãe da Esperança si è fermato, ma ho riconosciuto molte persone con cui ho condiviso la missione; bello l’incontro con Roxo e Laura in una comunità della campagna Tabocas, li mi sono fermato in una cappella e poi a pranzo da loro.


Ho visitato in questa settimana anche Andaraì, è stato bello rivedere molta gente, in particolare Leo e Mateus due bimbi che sono cresciuti nella nostra casa parrocchiale, ora hanno 18 e 16 anni, stanno bene, si sono reinseriti nelle loro famiglie di origine anche se sono sempre appoggiati alla famiglia di Ana Paula che li ha accompagnati quando noi siamo venuti via.

La città è cambiata molto, ho conosciuto anche il nuovo parroco Islan, e con la comunità ho detto una Messa nella chiesa del Rosario. Per quello che riguarda la preparazione del Natale c’è una novena preparata dalle diocesi vicine; il titolo è: “La nascita di Gesù ci fa rinascere”.
Le piccole comunità iniziano già in avvento a fare questi nove incontri, affrontano questi temi:
1) Gesù rinasce nei bebè senza il diritto di nascere (aborto)
2) Gesù rinasce nei bimbi handicappati
3) Gesù rinasce nei bimbi abbandonati che non hanno nessuno che li accoglie
4) Gesù rinasce nelle vittime della prostituzione infantile
5) Gesù rinasce nella vita degli orfani
6) Gesù rinasce nelle vita dei figli con genitori separati
7) Gesù rinasce nella vita delle famiglie di seconda unione
8) Gesù rinasce nelle famiglie con dipendenti chimici (alcool o droghe)
9) Gesù rinasce nella vita delle persone che sono senza pane e senza pace.
Sempre con canti e un brano biblico di riferimento, vedete che è ben concreta la realtà a cui la novena fa riferimento, quella dei problemi che vivono le famiglie di oggi in questa realtà.
Questo legame fede-vita è sempre un marchio di questa Chiesa.
Bene non mi resta che augurarvi un BUON AVVENTO
Um abraço
PE. LUIGI

mercoledì 16 dicembre 2015

Saluti e ringraziamenti senza fraintendimenti

Gomsiqe Jakaj, 8 dicembre 2015

Potremmo parlarvi dell’Albania, (E ce ne sarebbe da dire! Specialmente ci sarebbe da "gridare" un grazie speciale a chi continua a sostenerci e a pregare per noi) ma diamine… un po’ di poesia!

In questo santo tempo di Avvento,
con tanta gioia e sentimento,
Scriviamo tutti insieme un ringraziamento!

Con stupore e riconoscenza
Vogliamo or ora chiedere licenza
Di poter scrivere così; oh! in escandescenza!

Sale sale il canto di Natale
Scende scende fino a Betlemme
Il bene sommo che ci prende.

Con potenza vogliamo dire Grazie a non finire
A tutti coloro da allora fino ad ora
Rendono possibile il “ti Adora”

Al bambino che nasce e giace nelle fasce
Ricordiamo tutti voi amici e benefattori
Che Lui vi benedica e vi ristori!

Grazie e ossequi!

Don Stefano, Laura e Samuele                                


Don Stefano al catechismo a Gomsiqe Eperme
Il materiale per la produzione
del presepe che ogni bambino
poi porterà a casa
I bambini colorano e costruiscono il presepe

mercoledì 2 dicembre 2015

E poi finalmente il Signore nascerà


E’ arrivato l’Avvento! Con il tempo che corre veloce ci ritroviamo già prossimi a questo periodo di Grazia che accompagna verso il Natale!
Anche qui sull'Isola rossa ci stiamo preparando al Natale in un modo molto diverso da quello a cui ero abituata prima! Innanzitutto il clima non promette fiocchi di neve e laghetti di ghiaccio…qui siamo in piena estate, con temperature alte e tassi di umidità interessanti!! 
Il cielo è sempre azzurrissimo e il sole è davvero cocente!
Niente corsa ai regali. Non compaiono luminarie sulle strade, alberi di Natale giganteschi e pieni di addobbi nelle piazze, presepi a misura d’uomo in ogni angolo. Tutto è molto più semplice. 
Gli addobbi si concentrano nelle chiese, dove si prepara la capanna con i personaggi del presepe. 
I bambini e i giovani, poi, provano per realizzare una drammatizzazione sulla storia della nascita di Gesù che andrà messa in scena la sera della vigilia prima della consueta Messa (un po’ come i nostri presepi viventi).
Ci si prepara con la preghiera. Ci si prepara con il canto (che qui riveste una grande importanza all’interno di ogni celebrazione), utilizzando canti d’attesa e iniziando a provare i canti della liturgia natalizia.
Il periodo di Natale, poi, anche qui rappresenta un momento particolare durante il quale dare attenzione ai fratelli in difficoltà. In genere in queste settimane vengono fatte delle raccolte di denaro che permettano di acquistare del riso (elemento base nell'alimentazione malgascia) da donare alle famiglie più povere dei quartieri della parrocchia.
E’ anche il momento per ritrovarsi. 
Tante sono le associazioni e i gruppi che gravitano attorno alle parrocchie e ciascuno trova nell'arrivo del Natale l’occasione per organizzare un ritiro per pregare insieme, per condividere, per scambiarsi gli auguri.
E poi, finalmente, il Signore nascerà! 



La sera della vigilia inizieranno le messe solenni…non a mezzanotte, però! Qui gli spostamenti si fanno a piedi e così, il buio e le distanze, richiedono un anticipo dell’orario della messa che inizierà quindi nel tardo pomeriggio. Il giorno di Natale ci sarà un’altra messa, una sola, come ogni domenica, non a più orari consecutivi come nel nostro mondo! E alla fine dell’unica messa mattutina il sacerdote raggiungerà una delle varie comunità di campagna che rientrano nella sua parrocchia per celebrare una messa anche lì. 
E le comunità che non riusciranno a vedere il sacerdote nel giorno di Natale non si scoraggeranno di certo! Grazie all'aiuto del catechista potranno vivere la liturgia della Parola e festeggiare comunque in modo sentito l’arrivo del Messia.
Il Vangelo della prima domenica di Avvento (Lc 21, 25-28, 34-36) ci preannuncia momenti di timore e di sconvolgimento della natura, ci preannuncia così l’arrivo del Figlio di Dio. Se guardiamo a quello che sta avvenendo nel mondo, quello che fa un gran fragore e quello che, pur altrettanto grave, si consuma in silenzio, non siamo lontani dal chiederci se “la fine del mondo” è vicina. Quando vedremo accadere queste cose, ci dice Luca, e quando ci ritroveremo imbrigliati tra le cose che appesantiscono i nostri cuori, alziamo lo sguardo verso il cielo perché sarà allora che vedremo arrivare il Signore…il momento della paura, in realtà sarà quello che lo vedrà arrivare per realizzare il Suo Regno. 
Non perdiamo speranza, quindi, e diamoci da fare nel nostro piccolo per evitare qualche piccola distruzione.
Mi è sempre piaciuto molto il salmo 84 del quale mi colpiscono sempre gli stessi versetti: “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.” Credo sia proprio questo il mondo al quale tendere, alzando lo sguardo verso il cielo. E per me è molto bello pensare che questo mondo possa passare attraverso il “sì” di una giovane donna, la capacità di accoglienza di Giuseppe che di fatto accoglie Gesù attraverso l’altro (o l’altra: Maria), e la nascita di un bambino piccolo e indifeso…tre aspetti molto umani, che però hanno saputo cambiare la storia. 
Ed è con tanta meraviglia nel cuore che auguro a tutti voi un buon cammino di avvento e un sereno Natale. Sentiamoci interpellati dal volto di quel bambino, che in fondo chiede a ciascuno di noi di aiutarlo, con le nostre caratteristiche “umane” a creare quel mondo di misericordia e verità, di giustizia e pace.

Diana Guidorizzi (missionaria laica fidei donum in Madagascar)