Visualizzazione post con etichetta Natale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Natale. Mostra tutti i post

lunedì 26 dicembre 2016

Auguri per caso*

“Occupati di lei, Chiara!”. Così mi ha detto una ragazza incontrata per caso* al mercato, una ex-detenuta del carcere di Manakara. “Occupati di Beby!”.
Beby è in carcere da più di due anni ormai, insieme alla sua bimba Leticia, nata e cresciuta in prigione. “Non è mai uscita di qui, non ha mai visto una bici, gli zebù...” mi dice sempre sua mamma. Beby non è ancora stata processata, la data dell'udienza non è mai stata fissata. E se proprio proprio vogliamo dirla tutta, Beby è pure innocente! Il compagno pare abbia fatto girare dei soldi falsi, lui è scappato e lei è finita dentro. Fine dell'inchiesta.

Beby e Leticia in attesa della partenza per casa
In realtà a Beby avevo già proposto di tentare con una richiesta di libertà provvisoria, ma non aveva accettato, con la giustificazione che non voleva crearsi false speranze. Ma la richiesta dell'amica quel giorno per caso* al mercato mi ha fatto venir voglia di riprovarci. E Beby questa volta accetta.

Prepariamo le carte, le consegno a chi di dovere ma nel frattempo le cancellerie dei Tribunali dichiarano sciopero, che durerà due mesi. Finalmente riprendono a lavorare, vado a cercare la pratica in carcere... non si trova più. L'impiegato fruga tra i faldoni che giacciono abbandonati qua e là borbottando che l'aveva addirittura messa una busta (addirittura...) e mentre temo che sia invece finita piegata sotto i piedi di un tavolo traballante , busta anonima tra centinaia di buste anonime (che poi mi chiedo come non faccia a capire che dentro quella busta c'è la vita di una persona), ecco che finalmente, casualmente* la trova. Passano le settimane, nessuna risposta. Forse non hanno accettato la richiesta. Nel frattempo torno in Italia e al mio rientro a Manakara, giusto due giorni dopo, per caso* una signora, anche lei ex-detenuta, mi ferma per strada e mi dice che stanno processando Beby. Come prego? Corro in Tribunale e, guarda il caso*, la trovo al banco dei testimoni.  Il Giudice decide: assolta. Beby e Leticia sono libere! Che felicità! Raccolgono le loro poche cose e il giorno dopo ci troviamo alla stazione degli autobus. Le aspetta un  viaggio di due giorni che le riporterà a casa e verso una nuova vita tutta da costruire.

Mi chiedo come sia il mondo visto per la prima volta a due anni. Chissà com'è visto con gli occhi di un bimbo?

E quindi per quest'anno auguro che il Natale possa portare a tutti pace, gioia, serenità ma anche un bel paio di occhi nuovi da bimbo che ci aiutino a vedere come fosse la prima volta il mondo e che ci rendano capaci di stupirci, commuoverci ed appassionarci per  le piccole e grandi meraviglie di tutti i giorni.
BUON NATALE

Chiara


*Caso: pseudonimo scelto da Dio quando non vuole firmarsi di persona . (Anatole France)

Ps: Proprio in questo momento, dalla prigione, arrivano le voci dei carcerati: stanno cantando. Si preparano per la Messa di Natale. Sarà il “Caso”?


sabato 24 dicembre 2016

Un sereno 2017 nella pace della nonviolenza

Carissimi tutti, familiari e amici, 

eccomi, in questa vigilia di Natale, a cercare di condividere con voi il cammino di questo anno trascorso, un anno per tanti versi complesso e difficile, un anno in tanti momenti duro da affrontare, perché?:
-  la situazione del Madagascar che non riesce a rialzare la testa dopo le tante crisi politiche ed economiche sofferte?
-  la situazione climatica che sempre più pesa anche sulla meravigliosa Isola Rossa … siccità, degrado ambientale e i fuochi che continuano a devastare colline e radure con la sparizione di vaste aree di foresta?
-  le persone con cui vivo che sempre più faticano a dare un senso alla loro vita, soffrendo per la disoccupazione, l’insicurezza, il banditismo?
-  o non è piuttosto il sentire che la fatica e l’impegno profusi in tanti anni e tante attività, a volte non danno i risultati sperati?
-  oppure sarà la consapevolezza che pur cercando di condividere e compatire in tutto la vita di questi fratelli e sorelle resta sempre la distanza di una cultura e di un “mondo” profondamente diversi? 

Il presepe della foto è prodotto in terracotta qui in Madagascar e lo abbiamo allestito nel cortile all’ingresso della Ferme St. François d’Assise.

Potrei continuare a elencare ancora tante ragioni o ragionamenti per spiegare la fatica di questo anno ma penso che più che cercare delle spiegazioni sia importante cercare delle risposte! In questi giorni leggendo i testi di Papa Francesco mi sono lasciato “convertire” dal Messaggio per la 50esima giornata mondiale della Pace. Scrive Papa Francesco: “Questo è il Messaggio per la 50ª Giornata Mondiale della Pace. Nel primo, il beato Papa Paolo VI si rivolse a tutti i popoli, non solo ai cattolici, con parole inequivocabili: «E’ finalmente emerso chiarissimo che la pace è l’unica e vera linea dell’umano progresso ….. In questa occasione (la 50ª Giornata Mondiale della Pace) desidero soffermarmi sulla nonviolenza come stile di una politica di pace e chiedo a Dio di aiutare tutti noi ad attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali.

Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Quando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace. Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme.” Dicevo che mi sono lasciato convertire, in effetti, la fatica e in certi momenti lo sconforto possono produrre in noi desiderio di “vendetta” e non un atteggiamento di nonviolenza che è invece la vera risposta per costruire la Pace!

Carissimi dopo 25 anni di missione mi accorgo che la nascita di Gesù, oggi mi chiama ad essere un operatore di Pace. Lui il Principe della Pace ci invita con il suo modo di “proporsi” di “presentarsi”, un bambino inerme e indifeso, a essere dei nonviolenti degli uomini e donne di Pace.
Vorrei raccontarvi quanto vivo, quello che accade intorno a me, come dicevo sopra della fatica che in certi momenti sembra prendere il sopravvento, ma preferisco lasciare parlare Gesù, che oggi, ancora una volta, ci rammenta che è quando ci facciamo piccoli che guadagniamo tutto, è quando siamo nel nascondimento di una “grotta” che appariamo come “luce”.
Il Signore ci doni la sua Pace! Perché ciascuno di noi divenga uomo e donna di Pace!

AUGURO A TUTTI UN BUON NATALE E
UN SERENO 2017 NELLA PACE DELLA NONVIOLENZA



Con affetto, un abbraccio a tutti, Luciano

mercoledì 14 dicembre 2016

Ringrazio il Signore

Ringrazio il Signore per ciascuno di voi.
Ringrazio il Signore perché il Capo della prigione ha accettato la stragrande maggioranza di dette iniziative.
Ringrazio il Signore perché ho potuto contare e spero anche in seguito su un direttore dei lavori nella persona di Dadazozy che, non solo si è preso a cuore questi lavori in carcere, ma anche li fa realizzare a regola d’arte in robustezza prima di tutto.
I lavori fatti in prigione hanno lo scopo di ricordare che i detenuti hanno ancora una dignità.
Facendo lavorare a turno i detenuti più poveri come manovali questi ricevono uno ‘stipendio’: metà riso e fagioli e metà in denaro … ho visto varie persone che dopo avere lavorato più volte come manovali ottenere la fine della pena o il riconoscimento di non colpevolezza o potere lavorare all’esterno del carcere… quindi negli intrecci non ben chiari questi soldi sono utili anche per uscire.
Sono proprio contento che in ogni camerone  alle due finestrelle esistenti se ne sono aggiunte tre …ora i detenuti che dormono in quei tre cameroni dicono che l’aria è sufficiente. Quei cameroni erano stati fatti tinteggiare nel giugno-luglio 2014 con una donazione della cittadinanza di Brescello nella persona di ‘Peppone’ allora Giuseppe Vezzani … quella tinteggiatura durò un anno e poco più in quanto l’aerazione era scarsa al punto che il vapor acqueo del respiro dei detenuti rimanendo all’interno ha fatto deteriorare in breve tempo la pittura soprattutto del soffitto dei cameroni … ora l’aria è abbondante e i detenuti preferiscono coprirsi con la coperta quando l’aria è troppo fresca piuttosto che quel caldo umidiccio per assenza di aria … si spera anche che diminuiscano i problemi polmonari, quindi i ricoveri in ospedale.

 Un’altra iniziativa è stata il prolungamento della tettoia dei bagni/docce e dello spazio dove alcuni con una fatapera (1) in lamiera o in mattoni si cucinavano il pranzo.
Ora in questo spazio si sono costruite più di 60 fatapera in mattoni e cemento allineate in tre file, così anche i poveri possono, se hanno carbone e il riso, cucinarsi il pranzo,
Queste fatapera sono in sovrannumero, secondo il bisogno dando così a tutti la possibilità di  usufruirne.

Sono proprio contento: venerdì 30 settembre 2016 il nuovo cappellano delle carceri Mompera Jean Bosco ha fatto la preghiera di benedizione alla presenza di tutti i detenuti.
Domenica 2 ottobre terminata la S. Messa la guardia carceraria addetta ha dato il via per l’uso di queste batterie di fuochi per il cibo. La guardia ha anche ricordato ai detenuti di non sporcare i pilastri della tettoia … ma, avendo a che fare con il carbone, il pavimento in cemento e i pilastri ora sono … come il colore del carbone … ma non è un problema l’estetica.

Quando vado in carcere sono proprio contento nel vedere le persone appollaiate sotto la tettoia: c’è chi cucina con la nuova fatapera, c’è chi cucina con la sua fatapera in lamiera, ci sono alcuni seduti in crocchio che parlano, altri che giocano a carte, altri che giocano i soldi con i dadi. Sono proprio contento nel vedere lo spazio sotto la tettoia venga ABITATO QUOTIDIANAMENTE.

Il 1 novembre come di consueto il Vescovo di Ambositra Mons. Fidelis ha presieduto la S. Messa in carcere … e per quella occasione alcuni detenuti hanno fatto la rappresentazione della donna adultera e … il tutto svolto sotto la tettoia, eravamo un po’ strettini, ma non è stato un problema, il problema è quando la testa di uno viene esposta al sole cocente senza una protezione.
Oggi mercoledì 14 dicembre l’associazione CSPD (2)  ha indetto una iniziativa sui ‘diritti dell’uomo’ c’erano due tipo Gazebo: uno per le autorità come il Presidente della Regione, il Procuratore, il Nuovo Direttore delle carceri per la Regione di Ambositra, il Vescovo, i Pastori della Chiesta protestante, Avventista… l’altro per le guardie carcerarie, i membri della Cappellania Cattolica della prigione, membri del CSPD e altri e di nuovo gioia nel vedere i carcerati non schierati nel cortile sotto il sole cocente ma di nuovo là appollaiati sotto la tettoia. Per l’occasione ai detenuti è arrivato un sapone, un filone di pane e una banana e del riso non ancora cotto.

Venerdì 23 dicembre la Cappellania Cattolica della Prigione offrirà un pranzo per tutti i carcerati a basa di riso condito con cipolle, carote, patate e carne … sì carne … due signore francesi Madame Francine e Madame Clodine offriranno questo sostanzioso pranzo.
Lunedì 5 dicembre è iniziato un nuovo lavoro in prigione: su richiesta della Croce Rossa internazionale sono iniziati i lavori per aggiustare e ampliare la casa esistente e fatiscente dei detenuti minori, che hanno il diritto, per la loro salvaguardia da abusi di ogni genere, di uno spazio loro dedicato e una serie di iniziative per il loro recupero, prima fra queste l’alfabetizzazione.
E’ un’impresona ‘costosa’ e volentieri chiedo il vostro contributo sempre nella libertà dei figli di Dio ricordando che ‘non il tanto o il poco’ conta ma il donare con amore.

Con gioia anche in questo Natale celebrerò la S. Messa in prigione nella cappella della prigione, vera Cattedrale.
Quest’anno, grazie anche alla visita di  don Daniele Simonazzi nell’agosto 2015 in carcere, è aumentata la consapevolezza che nella cappella della prigione si riunisce per pregare la vera Chiesa, Chiesa Santa e peccatrice, chiesa di chi come quel pubblicano della parabola evangelica non osa alzare lo sguardo e non ha paura di chiedere Misericordia.

Vi faccio gli auguri del Santo Natale chiedendo a me stesso e a ciascuno di voi di mescolarvi con quei pastori che vanno alla grotta stalla, con quei Magi che si prostrano adorando quel bimbo. Non è facile mescolarsi con i pastori o con i carcerati in preghiera ci vuole umiltà … quell’umiltà che ogni giorno può tamponare il nostro io … io … io  e non vare paura di chiedere ogni giorno l’Aiuto del Signore.

Ambositra 14-12-2016

                                                            Don Giovanni Davoli

mercoledì 2 dicembre 2015

E poi finalmente il Signore nascerà


E’ arrivato l’Avvento! Con il tempo che corre veloce ci ritroviamo già prossimi a questo periodo di Grazia che accompagna verso il Natale!
Anche qui sull'Isola rossa ci stiamo preparando al Natale in un modo molto diverso da quello a cui ero abituata prima! Innanzitutto il clima non promette fiocchi di neve e laghetti di ghiaccio…qui siamo in piena estate, con temperature alte e tassi di umidità interessanti!! 
Il cielo è sempre azzurrissimo e il sole è davvero cocente!
Niente corsa ai regali. Non compaiono luminarie sulle strade, alberi di Natale giganteschi e pieni di addobbi nelle piazze, presepi a misura d’uomo in ogni angolo. Tutto è molto più semplice. 
Gli addobbi si concentrano nelle chiese, dove si prepara la capanna con i personaggi del presepe. 
I bambini e i giovani, poi, provano per realizzare una drammatizzazione sulla storia della nascita di Gesù che andrà messa in scena la sera della vigilia prima della consueta Messa (un po’ come i nostri presepi viventi).
Ci si prepara con la preghiera. Ci si prepara con il canto (che qui riveste una grande importanza all’interno di ogni celebrazione), utilizzando canti d’attesa e iniziando a provare i canti della liturgia natalizia.
Il periodo di Natale, poi, anche qui rappresenta un momento particolare durante il quale dare attenzione ai fratelli in difficoltà. In genere in queste settimane vengono fatte delle raccolte di denaro che permettano di acquistare del riso (elemento base nell'alimentazione malgascia) da donare alle famiglie più povere dei quartieri della parrocchia.
E’ anche il momento per ritrovarsi. 
Tante sono le associazioni e i gruppi che gravitano attorno alle parrocchie e ciascuno trova nell'arrivo del Natale l’occasione per organizzare un ritiro per pregare insieme, per condividere, per scambiarsi gli auguri.
E poi, finalmente, il Signore nascerà! 



La sera della vigilia inizieranno le messe solenni…non a mezzanotte, però! Qui gli spostamenti si fanno a piedi e così, il buio e le distanze, richiedono un anticipo dell’orario della messa che inizierà quindi nel tardo pomeriggio. Il giorno di Natale ci sarà un’altra messa, una sola, come ogni domenica, non a più orari consecutivi come nel nostro mondo! E alla fine dell’unica messa mattutina il sacerdote raggiungerà una delle varie comunità di campagna che rientrano nella sua parrocchia per celebrare una messa anche lì. 
E le comunità che non riusciranno a vedere il sacerdote nel giorno di Natale non si scoraggeranno di certo! Grazie all'aiuto del catechista potranno vivere la liturgia della Parola e festeggiare comunque in modo sentito l’arrivo del Messia.
Il Vangelo della prima domenica di Avvento (Lc 21, 25-28, 34-36) ci preannuncia momenti di timore e di sconvolgimento della natura, ci preannuncia così l’arrivo del Figlio di Dio. Se guardiamo a quello che sta avvenendo nel mondo, quello che fa un gran fragore e quello che, pur altrettanto grave, si consuma in silenzio, non siamo lontani dal chiederci se “la fine del mondo” è vicina. Quando vedremo accadere queste cose, ci dice Luca, e quando ci ritroveremo imbrigliati tra le cose che appesantiscono i nostri cuori, alziamo lo sguardo verso il cielo perché sarà allora che vedremo arrivare il Signore…il momento della paura, in realtà sarà quello che lo vedrà arrivare per realizzare il Suo Regno. 
Non perdiamo speranza, quindi, e diamoci da fare nel nostro piccolo per evitare qualche piccola distruzione.
Mi è sempre piaciuto molto il salmo 84 del quale mi colpiscono sempre gli stessi versetti: “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.” Credo sia proprio questo il mondo al quale tendere, alzando lo sguardo verso il cielo. E per me è molto bello pensare che questo mondo possa passare attraverso il “sì” di una giovane donna, la capacità di accoglienza di Giuseppe che di fatto accoglie Gesù attraverso l’altro (o l’altra: Maria), e la nascita di un bambino piccolo e indifeso…tre aspetti molto umani, che però hanno saputo cambiare la storia. 
Ed è con tanta meraviglia nel cuore che auguro a tutti voi un buon cammino di avvento e un sereno Natale. Sentiamoci interpellati dal volto di quel bambino, che in fondo chiede a ciascuno di noi di aiutarlo, con le nostre caratteristiche “umane” a creare quel mondo di misericordia e verità, di giustizia e pace.

Diana Guidorizzi (missionaria laica fidei donum in Madagascar)