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martedì 4 aprile 2017

Un saluto sorridente ad ognuno di voi!

29 Marzo 2017, Ampasimanjeva

Eccomi di nuovo qui, per cercare di raccogliere ciò che mi è stato donato in questi mesi. Ogni giorno è pieno di vita. Di momenti, gesti, immagini che mi fanno sentire viva e parte di un mondo che vive, intorno a me, creato con così tanto amore. Ve ne affido qualcuno, perché tenendoli dentro ho paura di perderli, dimenticarli, e perché è bello poterli condividere.

Del mese di gennaio, trascorso con Anna ad Ambositra cercando di imparare un po' di lingua malgascia, porto nel cuore gli ospiti della Casa di Carità, gli abbracci, le risate e i momenti di preghiera insieme. Con loro ho sentito di essere felice, senza "ma" o "se", davvero felice. Una gioia simile a quando corri sotto l'acqua che scende a secchiate e ridi, ed in quell'istante ti senti vivo e senti che quell'acqua è stata creata dalle stesse mani che hanno creato te, che ha come Padre lo stesso tuo Padre. Così è stato anche con loro, abbiamo riso tanto.

Ambositra
Ed insieme a loro, vi affido i giochi con i bimbi di Fanomesantsoa ("Il dono delle cose belle"), una casa che accoglie i figli dei carcerati; le Messe in carcere, dove il Signore si manifesta nel canto, nella musica; ed i balli, le risate insieme ai lebbrosi e a ragazzi con delle gravi infezioni, che vivono e sono medicati in una struttura chiamata Akanin'ny Marary, "Gli amici dei malati". In particolare Ny Aina, una ragazzina di 15 anni, con un'infezione della tibia talmente estesa da farle perdere la pelle e la carne, rimanendo così solo l'osso esposto. In questi giorni sarà sottoposta ad un intervento alla gamba per poter così finalmente riabbracciare la sua famiglia, che non vede da un anno, e tornare a scuola. Vi chiedo una preghiera per lei, perché possa avere un bel futuro.

Anche il rientro ad Ampasimanjeva è stato bello ed ha richiesto molte energie.
Abbiamo iniziato le uscite nei villaggi insieme alle ostetriche per visitare le donne incinta ed i neonati. Osservando quelle pance tutte diverse si coglie la bellezza del dono della vita. C'è chi è pronta a diventare presto mamma, ultimi ritocchi per preparare il figlio ad uscire nel mondo; e chi invece ha dentro di sé un piccolo seme, ancora da coltivare, giorno per giorno. E prendendo tra le braccia i bimbi di pochi mesi, appoggiati al mio petto, li sentivo respirare insieme a me. La vita nasce e cresce dentro ed intorno a noi ogni giorno.

Da poco abbiamo anche creato una piccola classe, in una stanza dell'ospedale, per i bimbi che non hanno la possibilità di studiare in villaggio e per i figli dei pazienti ricoverati che sono costretti a stare lontani da casa per un periodo di tempo più o meno lungo. Purtroppo l'aula non è molto grande e, nonostante sia aperta mattina e pomeriggio, dobbiamo dividere gli alunni durante le varie giornate, riuscendo a garantire solamente due giorni a settimana ad ogni bambino. Eppure quando arrivano sono sempre contenti. L'impegno e la voglia di imparare, nonostante facciano tanta fatica, sono da 10 e lode. Mi piace guardarli mentre ce la mettono tutta per riuscire a scrivere una lettera o un numero nuovi, in quel momento sono loro i miei maestri.

Ogni mattina, poi, Suor Saholy ed io andiamo dai tubercolotici. Prima di provare la febbre e distribuire le medicine, c'è il momento di preghiera in cui uno di loro a turno condivide spontaneamente con gli altri ed il Signore ciò che ha nel cuore. E' bello iniziare la giornata insieme a loro. In questi giorni Suor Saholy ha costruito con i bimbi un piccolo campo da calcio, con due bellissime porte di bambù, ed oggi abbiamo fatto la prima partita. Ridevano tutti, giocatori e genitori a bordo campo!

Gli effetti del ciclone ad Ampa 
C'è stato anche il ciclone. Per fortuna aveva già perso molta forza quando è arrivato ad Ampa, ma per due giorni parte del villaggio è rimasta allagata, con l'acqua che arrivava fino ai tetti delle case, fatte di legno e foglie di ravinala. L'ospedale si trova su una collina, per cui non ci sono stati danni. Mi ha stupito molto come le persone non si siano mai lamentate o disperate, affrontando la situazione insieme. E cogliendone i lati positivi. Ripenso all'immagine di una ragazza che lavava la propria bimba nell'acqua, ed accanto la sorellina più grande strofinava i panni. In quel momento, per loro, quell'acqua era un dono.

Ampa mi sta insegnando tanto. Mi ricorda ogni giorno quanto sia grande e bello il dono della vita, eppure così fragile. Gli alberi fioriscono, la frutta cresce, i bimbi nascono, il sole sorge e regala contorni dorati… tutto germoglia intorno a noi e indipendentemente da noi. Possiamo "solo" ammirare e vivere la bellezza di questi miracoli.

Ed indipendentemente da noi, la vita termina.
Come ci ha scritto Don Pietro "C'è dato un tempo non illimitato, non determinato da noi, e non sappiamo quando, quando sarà il nostro momento. Possiamo solo provare a riempire questo tempo d'amore perché solo l'amore resta di noi."

Ringrazio il Signore per il dono della vita di Anna Maria.
Vi auguro di cuore una buona Quaresima, vissuta camminando con il Signore e con chi vi è accanto. Accogliendo la vita che vi circonda. Penso sia davvero bello che il Dio che preghiamo sia lo stesso, vicini e lontani. Malati, dottori, infermieri, "vahaza" (stranieri), suore, bimbi e anche voi lì… tutti siamo rivolti allo stesso Signore crocifisso.


Tolotra

Un abbraccio forte a tutti voi,
Cris

Nelle foto… alcuni degli ospiti della casa di Carità di Ambositra; la ragazza che ha lavato la bimba nell'acqua dopo il ciclone; e Tolotra sorridente, bimbo accolto dalle suore di Ampa, che ora ha potuto abbracciare una nuova famiglia!

giovedì 8 dicembre 2016

Da un mese ad Ampa

Ciao a tutti,
eccomi qui finalmente, in una domenica tranquilla sulla veranda, a scrivere le mie prime impressioni di questo mese.
Solo un mese...ma mi ci vorrebbe un'altro mese per scrivere tutto quello sto vivendo.
Dentro di me pensavo di venire in Madagascar e trovare tempo per fare tutte le cose per cui ultimamente in Italia facevo fatica a trovare il tempo. Niente di più sbagliato...o meglio...si fa fatica a trovare il tempo per fare tutto perché cambiano un po' anche le priorità.
Alla partenza non mi son ben resa conto del tempo che sarei dovuta star via. Mi sembrava di partire per un campeggio o per una vacanza di un mese... che da li a poco sarei comunque tornata a casa. 
In realtà nemmeno adesso mi rendo conto bene del tempo...è passato un mese e mi sembra di essere arrivata ieri, mi sveglio il mattino ed già è sera...qui è tutto diverso! 
Poi dopo cena e compieta (20:30), arriva il sonno e vita kabari :). I ritmi rallentano ma le giornate sono veloci!
Non ho ancora trovato una mia routine giornaliera. 

La mattina cerco di andare in ospedale, ma non sempre è così perché può esserci l'uscita nei villaggi, da lavorare per il progetto, andare in maternità, ecc..
Il pomeriggio invece vado in ufficio a inserire i dati delle donne in gravidanza insieme ad Alba ed a Cristina che è arrivata da una settimana. Quest'anno io e Cristina continueremo il lavoro di Alba. Sono un po' tesa per quando Alba tornerà in Italia... perché ci sono tante cose da fare, un po' per la lingua...ma sono sicura che Cristina sarà di grande grande aiuto.
L'ospedale mi ha davvero colpito, mi aspettavo ovviamente che sarebbe stato diverso...ma quando lo vedi fa tutto un'altro effetto. La lingua mi impedisce di aver un reale dialogo con i pazienti ( qualche volta butto li qualche parolina in malgascio che ho imparato, giusto per far scena :)), ma questo mi ha portato a osservare molto di più...e anche questo penso sia importante... i movimenti, le espressioni, i sorrisi e tutti i gesti da cui traspare la l'ansia, l'attesa, l'accettazione, il sollievo...Non tutte le storie finiscono bene ad Ampasimanjeva e anche questo fa tanto riflettere, ti mette davanti degli interrogativi. E accettare il fatto che non sempre ci siano delle risposte pronte, anche questo bisogna imparare a fare.
Nonostante sia qui da relativamente poco mi è capitato di vedere qualcosa, ma la storia che forse mi ha colpito di più fino ad ora è di un bimbo di 8 ani che è stato ricoverato in Pediatria per qualche settimana.
Il Dottore gli aveva trovato una massa nell'addome che con tutte le probabilità era un tumore maligno. Purtroppo in questi casi ad Ampa non c'è quasi speranza, forse solo in capitale si sarebbe potuto fare qualcosa, ma per quella famiglia sarebbe stato troppo pesante come costi. In quel periodo è venuto un gruppo di medici belgi che hanno operato, aiutando così il Dottor Martins nel suo lavoro e sono venuti a conoscenza del bimbo. Erano un l'unica speranza, dopo aver parlato con i genitori si è deciso di provarci.
Purtroppo, durante l'operazione, ci si è accorti che la malattia era molto più estesa di quello che si pensava, e a quel punto l'unica cosa possibile da fare è stata richiudere tutto.
È stato un momento molto triste, in aggiunta al pensiero che forse in un'altro posto si sarebbe salvato...ma pensare così non aiuta.

Alcuni giorni dopo sono tornata a trovarlo, dopodiché sono tornati nel loro villaggio. Probabilmente questo bimbo e la sua storia saranno dimenticati, ma la fierezza sul loro volto, quella no, non la potrò dimenticare.

Anna Picciati - Ampasimandjeva


I litchis. Da noi li chiamiamo lici (s), son quei frutti delle dimensioni di una ciliegia, dalla buccia legnosa rossa, dalla polpa bianca dolcissima. In questo periodo il Madagascar ne è pieno. Buon appetito con il frutto malgascio natalizio

lunedì 4 luglio 2016

Manakara, novità dal cantiere della parrocchia Gesù Misericordioso

Ci scrive Don Giovanni Ruozi da Manakara:

Il 26-27 luglio verrà a farci visita mons. Fidelis di Ambositra, che in questi 4 anni non è mai venuto a trovare Odilon, e in quell'occasione faremo... la benedizione della nuova cappella!!!!

La buona notizia è che stiamo terminando i lavori della prima parte della chiesa, cioè la cappella feriale, la sacrestia, l'ufficio del parroco, due stanzoni per catechismo e accoglienza vahiny.



Questa settimana mettono il tetto, poi finiranno le altre cose. Io temo che per quella data ci saranno ancora molte cosette da finire, pero il grosso sarà fatto e quindi grazie a Dio e grazie a voi che ci avete sostenuto.

Scusate se non ho mandato molte foto, poi é partita anche Chiara... però mi organizzerò per mandarvele con la chiesa ultimata.

Saluti a tutti!

Giovanni zandry
L'area dove si sta costruendo la chiesa

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Ricordiamo che il progetto è iniziato nel 2014, con l'acquisto del terreno, ed è ancora in fase di raccolta fondi per terminare “le cosette da finire” della prima parte della chiesa e tutta la seconda parte della costruzione.

Finora sono stati spediti a Manakara 125mila euro, di cui 50mila da parte del Centro Missionario, 50mila offerte da una persona che non vuole essere menzionata e 25mila raccolti da donazioni varie.

Potete versare un contributo sul conto corrente n. 3413 IBAN IT28 A 05034 12800 0000 0000 3413 intestato al Centro Missionario Diocesano con causale “costruzione chiesa” .
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mercoledì 30 dicembre 2015

Misericordia in costruzione

Ciao a tutti gli amici del CMD, come va?

Spero stiate bene e che la misericordia di Dio, che iniziamo oggi a celebrare (scrive l'8 dicembre ndr) in un modo speciale in quest’anno giubilare, vi sostenga e vi rafforzi.
Sono qui agli esercizi spirituali insieme all’equipe missionaria, sono arrivato questa mattina ma mi sento già di poter dire che il clima è positivo. 

il cantiere
l'inizio dei lavori









Le novità della chiesa ve le racconteranno don Paolo ed il vescovo Adriano. Abbiamo iniziato i lavori e domenica avremo la posa della prima pietra -  benedetta da Mons. Benjamin il 24 maggio 2014!, con don Gabriele Carlotti presente – a incoraggiamento dei cristiani per portare a compimento quest’opera… che Qualcuno ha iniziato.


A questo proposito vi mando un regalo, la maglietta che il Comitato Fanorenana ha fatto per autofinanziamento. Se pensate ne servano di più da regalare ai benefattori o altro (venderle lì?) fate sapere.
Intanto vi saluto
Don Giovanni Ruozzi 

mercoledì 2 dicembre 2015

E poi finalmente il Signore nascerà


E’ arrivato l’Avvento! Con il tempo che corre veloce ci ritroviamo già prossimi a questo periodo di Grazia che accompagna verso il Natale!
Anche qui sull'Isola rossa ci stiamo preparando al Natale in un modo molto diverso da quello a cui ero abituata prima! Innanzitutto il clima non promette fiocchi di neve e laghetti di ghiaccio…qui siamo in piena estate, con temperature alte e tassi di umidità interessanti!! 
Il cielo è sempre azzurrissimo e il sole è davvero cocente!
Niente corsa ai regali. Non compaiono luminarie sulle strade, alberi di Natale giganteschi e pieni di addobbi nelle piazze, presepi a misura d’uomo in ogni angolo. Tutto è molto più semplice. 
Gli addobbi si concentrano nelle chiese, dove si prepara la capanna con i personaggi del presepe. 
I bambini e i giovani, poi, provano per realizzare una drammatizzazione sulla storia della nascita di Gesù che andrà messa in scena la sera della vigilia prima della consueta Messa (un po’ come i nostri presepi viventi).
Ci si prepara con la preghiera. Ci si prepara con il canto (che qui riveste una grande importanza all’interno di ogni celebrazione), utilizzando canti d’attesa e iniziando a provare i canti della liturgia natalizia.
Il periodo di Natale, poi, anche qui rappresenta un momento particolare durante il quale dare attenzione ai fratelli in difficoltà. In genere in queste settimane vengono fatte delle raccolte di denaro che permettano di acquistare del riso (elemento base nell'alimentazione malgascia) da donare alle famiglie più povere dei quartieri della parrocchia.
E’ anche il momento per ritrovarsi. 
Tante sono le associazioni e i gruppi che gravitano attorno alle parrocchie e ciascuno trova nell'arrivo del Natale l’occasione per organizzare un ritiro per pregare insieme, per condividere, per scambiarsi gli auguri.
E poi, finalmente, il Signore nascerà! 



La sera della vigilia inizieranno le messe solenni…non a mezzanotte, però! Qui gli spostamenti si fanno a piedi e così, il buio e le distanze, richiedono un anticipo dell’orario della messa che inizierà quindi nel tardo pomeriggio. Il giorno di Natale ci sarà un’altra messa, una sola, come ogni domenica, non a più orari consecutivi come nel nostro mondo! E alla fine dell’unica messa mattutina il sacerdote raggiungerà una delle varie comunità di campagna che rientrano nella sua parrocchia per celebrare una messa anche lì. 
E le comunità che non riusciranno a vedere il sacerdote nel giorno di Natale non si scoraggeranno di certo! Grazie all'aiuto del catechista potranno vivere la liturgia della Parola e festeggiare comunque in modo sentito l’arrivo del Messia.
Il Vangelo della prima domenica di Avvento (Lc 21, 25-28, 34-36) ci preannuncia momenti di timore e di sconvolgimento della natura, ci preannuncia così l’arrivo del Figlio di Dio. Se guardiamo a quello che sta avvenendo nel mondo, quello che fa un gran fragore e quello che, pur altrettanto grave, si consuma in silenzio, non siamo lontani dal chiederci se “la fine del mondo” è vicina. Quando vedremo accadere queste cose, ci dice Luca, e quando ci ritroveremo imbrigliati tra le cose che appesantiscono i nostri cuori, alziamo lo sguardo verso il cielo perché sarà allora che vedremo arrivare il Signore…il momento della paura, in realtà sarà quello che lo vedrà arrivare per realizzare il Suo Regno. 
Non perdiamo speranza, quindi, e diamoci da fare nel nostro piccolo per evitare qualche piccola distruzione.
Mi è sempre piaciuto molto il salmo 84 del quale mi colpiscono sempre gli stessi versetti: “Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo.” Credo sia proprio questo il mondo al quale tendere, alzando lo sguardo verso il cielo. E per me è molto bello pensare che questo mondo possa passare attraverso il “sì” di una giovane donna, la capacità di accoglienza di Giuseppe che di fatto accoglie Gesù attraverso l’altro (o l’altra: Maria), e la nascita di un bambino piccolo e indifeso…tre aspetti molto umani, che però hanno saputo cambiare la storia. 
Ed è con tanta meraviglia nel cuore che auguro a tutti voi un buon cammino di avvento e un sereno Natale. Sentiamoci interpellati dal volto di quel bambino, che in fondo chiede a ciascuno di noi di aiutarlo, con le nostre caratteristiche “umane” a creare quel mondo di misericordia e verità, di giustizia e pace.

Diana Guidorizzi (missionaria laica fidei donum in Madagascar)

giovedì 5 novembre 2015

Indelebile come un'impronta!!!


“In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi…”                                                                                                                                                                  Mc 10, 29‐30
Negli ultimi giorni inevitabilmente ho ripensato tanto a quando sono partito per la missione e al periodo prima della partenza e penso che, grazie a Dio, mi abbia cambiato veramente tanto questo anno vissuto qui… vissuto insieme a queste persone… vissuto cercando di ascoltare tanto e possibilmente imparare qualcosa dalle persone che mi stavano intorno e dal Signore che mi parlava attraverso di loro e attraverso i miei limiti e la mia piccolezza.
Ieri ho iniziato il mio giro di saluti prima del rientro, quando sono arrivato a Fianarantsoa alle 16.30 in CdC stavano pregando così mi sono unito a loro e, leggendo il vangelo del giorno, c’era quel bellissimo passo: Mc 10, 29‐30 e sono rimasto stupito (per fortuna ancora mi stupisco di tutte le piccole cose belle che ogni giorno si rivelano) e ho pensato: “già, niente di più vero!!!”.
Non posso che essere sinceramente grato al Signore per questo dono grande che ho ricevuto nella mia vita seguendoLo fin quaggiù. 

Sono tante le case che mi hanno aperto le loro porte accogliendomi e ospitandomi nel migliore dei modi, con una gentilezza ed una generosità che a volte mettono in imbarazzo… sono tanti i fratelli e le sorelle che ho scoperto di avere quaggiù a partire dai bimbi di Fanomezantsoa con cui si è creato uno splendido rapporto, senza dimenticare tutti i missionari e i volontari della missione reggiana con cui ho condiviso qualche passo, infine tutti gli ospiti della Casa della Carità di Maharivo con cui ho condiviso la preghiera quotidiana e tanti sorrisi (e non posso non citare con un ricordo particolare Tahina: il mio “rahalahy gasy”)… sono tante anche le madri, senza offesa per la mia, ma le suore della Casa della Carità ogni giorno da quando sono arrivato mi hanno sempre trattato come un figlio
facendomi sempre sentire amato e coccolato, anche nei momenti difficili… parlare di figli mi sembra presuntuoso, ma non posso non pensare a Clarisse, la dolcissima bimba che vive in CdC e che ho coccolato tanto nel corso di quest’anno… concludendo con i campi che mi hanno dato da mangiare: dal giardino di casa nostra ad Ambositra curato da Ignace e dalle dolcissime Bebè (le nonnine che ogni mercoledì e venerdì mattina vengono a sistemare l’orto); ricordando poi il campo di Fanomezantsoa che abbiamo concimato e poi coltivato patate insieme con i bimbi; infine i terreni di Niry e Manga che abbiamo aiutato, in un momento di difficoltà, a coltivare fagioli. 
Che dire… il Signore non mente ed è decisamente concreto e preciso in ciò che fa e in ciò che dona!

Vorrei quindi salutarvi raccontandovi brevemente di sabato scorso: insieme ai bimbi di Fanomezantsoa abbiamo deciso di dipingere il muro del cortile, così, rulli e pennelli alla mano, ci siamo messi tutti al lavoro: muro giallo e contorno verde, come la casa! Finito di dipingere tutti a pranzo di corsa mentre il sole (con le temperature altissime di mezzogiorno) faceva la sua parte; dopo aver lavato i piatti e sistemato il refettorio ogni bimbo ha pocciato la sua mano nel colore verde e ha lasciato la sua bella impronta.


Volevo raccontarvelo per dirvi che in questo momento il mio cuore è ricoperto allo stesso modo di tantissime belle impronte, tutte colorate, tutte diverse l’una dall’altra… perché il segno che ciascuna
persona incontrata qui ha lasciato sul mio cuore e nella mia vita è qualcosa di unico, di allegro e 
indelebile!!!

Giovanni Aldrovandi

martedì 18 agosto 2015

Diario di viaggio dal Madagascar

Dal campo estivo ancora in corso:

Domenica 9 agosto 2015 ore 23:30, Antananarivo
Mettiamo piede in Madagascar, l' “Isola rossa”. Dopo quasi due ore di attesa per le valigie, eccoci in pulmino diretti alla casa dei volontari di “Tanà”. L’attesa e la voglia di “vedere” è tanta, ma stasera ad impedircelo sono il buio pesto ed il tanto sonno.

Lunedì 17 agosto, Ambositra
Oggi, dopo una settimana qui, tante sono le sensazioni e le emozioni provate:
…vedere tanta gente per strada, chi con le scarpe, chi con i sandali rotti, chi con le ciabatte, ma tanti semplicemente scalzi…e pensare che noi guardiamo bene per vedere cosa non pestare!!
… vedere negli occhi delle persone la gioia di un incontro, di un sorriso o di un semplice saluto, ma anche le difficoltà e le ingiustizie che questa terra provoca…
…commuoversi di fronte al linguaggio universale del sorriso…
…vedere quante persone considerano l’andare alla Messa come una vera e propria festa, persone che, indipendentemente dalla situazione in cui si trovano, povertà, reclusione, sfoggiano il loro vestito più bello e partecipano cantando, suonando, soprattutto con un sorriso costante sui loro volti. 
…quanto buio nel viaggio da Tanà ad Ambositra, quanto buio per le strade quando il sole scende. Non ci sono lampioni né luci alle finestre. Ci vogliono occhi allenati per guidare al buio, per accorgersi di quelli che ci camminano a fianco. 

Allora puoi vedere che non sei solo sulla strada e che le tue difficoltà non sono poi così grandi come pensavi…