Ogni volta che ci mettiamo davanti al pc per scrivere il resoconto, i fatti sembrano avvenuti anni addietro, tanto è ricca la vita di Gomsiqe!
Maggio è stato un mese di celebrazioni, di relazioni, di sole e di preghiera, in particolare la recita del rosario che ha accompagnato e scandito il ritmo della nostra diocesi: l’incontro della pastorale giovanile a Krajen il primo maggio, con il tema “I giovani e la Chiesa”, la festa dei malati e l’incontro diocesano. Ma centrale per la vita di Sapa è stata la Celebrazione a ricordo della morte di Monsignor Luçjani, il 22, la cui scomparsa è ancora per tutti noi una ferita aperta, ma che speriamo si possa rimarginare con l’arrivo di un nuovo Pastore che, come Monsinjore, possa credere e sognare e pregare per la nostra Diocesi!
Un ReMix di esperienze missionarie... ma anche una pagina di racconti dalla Missio-Re! (Rwanda, Albania, Madagascar, Brasile, India, Kosovo: le missioni della Chiesa reggiano-guastallese)
Un blog a piu' mani. Pensieri, parole e immagini da chi sta camminando sulle strade del mondo.
lunedì 12 giugno 2017
domenica 11 giugno 2017
Notizie da Pe.Luis
Provo a scrivere due righe, dopo la Pasqua e anche dopo sei
mesi di permanenza in Brasile.
La full-immersion in questo mondo è stata senz’altro
positiva. Il poter riparlare una lingua e conoscere anche i cambiamenti che ci
sono stati in questi anni, in particolare quelli ecclesiali; il partecipare
alla vita di un popolo che cerca di vivere una vita piena, ma senza dubbio
soffre e chiede una aggiunta di speranza.
Un aspetto che senz’altro è cambiato nella chiesa è
l’approccio al battesimo. Un tempo si battezzavano tutti senza problemi,
giovedì 11 maggio 2017
Aprile... difficile dormire!
Oh sa mirë që jemi mirë!
E voi? Come state??
Qui la Missione procede: è stato un mese denso e pieno di uova, Celebrazioni Pasquali, visite più o meno inaspettate, uova, Messe in un albanese quasi perfetto (“Nepér Crisctìn Sotìn tonéé”), uova, una gita diocesana con 20 centimetri di neve e, se non l’abbiamo già detto, uova.
I ragazzi e i bambini della nostra parrocchia
E voi? Come state??
Qui la Missione procede: è stato un mese denso e pieno di uova, Celebrazioni Pasquali, visite più o meno inaspettate, uova, Messe in un albanese quasi perfetto (“Nepér Crisctìn Sotìn tonéé”), uova, una gita diocesana con 20 centimetri di neve e, se non l’abbiamo già detto, uova.
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| Pasqua a Karma Poshte |
giovedì 4 maggio 2017
Il mio primo viaggio in... Albania!
Sono appena rientrato dal primo viaggio nella nostra missione a Gomsiqe, in Albania. Nove giorni ricchi d'incontri, preghiere e una bella vita comunitaria nella casa di Gomsiqe. È bello, nella vita, sentirsi a casa in così poco tempo; la missione dell'Albania ha questa forza, questa grazia.
Conoscevo solo don Stefano e Stefano Braghiroli che mi ha accompagnato, mentre non avevo mai incontrato
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| In macchina verso Gomsiqe |
mercoledì 3 maggio 2017
Anniversario della Cdc a Ruy Barbosa
Ciao a tutti!
Nel fine settimana
dell'ottava di Pasqua abbiamo festeggiato l'anniversario della CdC di Ruy
Barbosa, ringraziando il Signore per i suoi 21 anni di vita. Quest'anno è anche
il terzo centenario della Madonna Aparecida, patrona del Brasile, e per questo,
Maria ci ha accompagnato durante tutto il triduo, che aveva come tema:
“Attraverso la sua presenza umile ai piedi della croce, Maria ci aiuta a
conoscere la vita della Casa della Carità”.
Venerdì mattina con la S.
Messa abbiamo iniziato le Quarant'Ore di Adorazione, che hanno visto alternarsi
persone delle varie comunità della città, pregando e cantando davanti al
Santissimo. Alla sera abbiamo fatto un momento di preghiera mariano guidato da
d. Luigi: un Rosario con i misteri gaudiosi, andando in processione per le vie
del bairro, per poi tornare in chiesa per una breve riflessione e terminare nel
cortile interno di Casa, cantando e
danzando le litanie attorno alla nostra statua della Madonna Aparecida.
Sabato mattina si è
riaperta l'Adorazione con la S. Messa, presieduta da p. Antonio (il parroco), e
poi continuata sempre con le diverse comunità di cui è formata la parrocchia.
Alla sera c'è stata una veglia eucaristica, guidata dal diacono Genival, molto
ben preparata e partecipata, poi l'Adorazione è continuata tutta notte, per
chiudersi con le Lodi al mattino di domenica.
Domenica, giorno della
grande festa: già all'inizio della S. Messa la chiesa era piena di gente, poi,
un po' in ritardo, è arrivato il gruppo della parrocchia di Pintadas, con il
parroco, d. Luca Grassi: due pullman con un centinaio di persone (!). Ha
presieduto il nostro parroco, concelebranti d. Riccardo e d. Luca, e il
servizio era del nostro chierichetto/diacono Agdo. Le ragazzine del bairro
hanno danzato.
Al termine della Messa
sul canto “In montagna”( in portoghese) abbiamo fatto una piccola
rappresentazione danzando tutti insieme attorno all'altare.
Dopo il pranzo c'è stato il taglio del tradizionale “bolo” (=la torta)
indispensabile in queste occasioni.
Ci siamo spostati poi in
giardino, dove i giovani di Pintadas hanno fatto due rappresentazioni, una sul
Vangelo del giorno, e un'altra sull'impegno sociale della Chiesa: la Chiesa
dorme, arrivano ragazzi drogati, ubriachi, una prostituta, la politica
corrotta, e le chiedono aiuto, ma.... lei dorme. Solo lo Spirito Santo riesce a
svegliarla e a far sì che ridoni vita e dignità a tutti.
E a questo punto...
FESTA... e qui quando si dice festa è festa davvero!
Musica e danze con
Maximiliano, un cantante di musica tradizionale che qui ha un grande fan:
Valter! Anche le signore più anziane erano molto animate, Adgo cantava e
danzava vicino al cantante, e tutti gli ospiti si sono lasciati coinvolgere da
tanto movimento e allegria, terminando la giornata, un po' stanchi, ma molto
felici.
Ringraziamo il Signore
per queste giornate di festa, per tutte le persone passate da qui, le tante
preghiere fatte davanti e con Lui e gli chiediamo che il dono della CdC si
possa diffondere e moltiplicare anche qui in Brasile.
Unitevi anche voi in
questa preghiera!
Tutti noi della CdC di
Ruy Barbosa
Qualche notizia da Ipirà
Ipirá – Bahia Abril 2017
Carissimi, vi auguro buon tempo Pasquale!
Qualche notizia da Ipirá, dalla nostra missione diocesana. Abbiamo vissuto il Triduo celebrando in una struttura che il Municipio ci ha prestato per le nostre celebrazioni in attesa di ritornare in Chiesa. Come nelle parrocchie italiane, anche qui sono giorni di intensa partecipazione dei fedeli. La notte della Vigilia pasquale abbiamo anche celebrato 19 battesimi di giovani e adulti, dopo un anno di formazione. Tra questi una signora che ho conosciuto facendo un giorno un incontro con un gruppo prostitute ( anche ex) alle quali ho detto di non aver timore di venire in parrocchia, di partecipare alla messa. Due sono venute alcune volte, poi sono state sorprese a rubare in un negozio.... ho chiesto qualche spiegazione e sono venute a parlarmi ma erano ubriache, poi sono state riconosciute responsabili di un furto in un negozio di una altra cittá dove hanno fatto un periodo in prigione per questo. Malgrado queste e altre vicende ( e problemi di salute) una ha continuato a frequentare gli incontri di catechesi e l’ho incoraggiata a non desistere anche se si vergognava; lei aveva effettivamente desiderio di ricevere il battesimo e la notte di Pasqua ha celebrato con gli altri i sacramenti della Iniziazione cristiana. Anche un altro ragazzo, con qualche problema psichico, che si sentiva escluso dai compagni di scuola, ha cominciato a venire in parrocchia e a parlare con noi preti e si é sentito accolto e ha fatto l’anno di catecumenato e il battesimo.... negli ultimi mesi é diventato un fedelissimo alle celebrazioni e passa spesso nella casa parrocchiale per salutare e fare due chiacchiere. Un altro personaggio interessante del gruppo ha passato la sua infanzia e adolescenze in una delle favelas piú pericolose di Salvador, regno di spacciatori e criminali di vario tipo, zona proibita a chi non é della favela. É pieno di tatuaggi con simbologie che mi ha spiegato. Ora é sposato e con due figlie piccole, e ha chiesto il battesimo; per un periodo ho fatto la formazione solo con lui perché, per motivi di orario di lavoro, non poteva partecipare con il gruppo dei catecumeni. Tante storie, interessanti, sorprendenti, a volte deludenti.
Condivido con voi anche le fatiche con la ristrutturazione della Chiesa – Mtariz della parrocchia. Dopo l’inizio dei lavori abbiamo scoperto una situazione molto piú problematica e pericolosa del previsto. Molte parti strutturali della chiesa con pericolo di crollo. Poi la scoperta che il grande altare centrale di legno di Santa Anna, era nel suo interno, nelle strutture portanti, quasi tutto marcio..... non é crollato per miracolo. Dovremo restaurarlo, e la previsione é di altri 5 mesi per il restauro, e altri 50.000 euro di spesa.
Comunque a fine maggio la chiesa dovrebbe essere riaperta per le celebrazioni; per quanto riguarda l’altare centrale aspetteremo, non é un impedimento per celebrare l’eucaristia con la comunitá. Ora una piccola cronaca con i nostri guai quotidiani:
27 marzo. Entrando in chiesa i muratori si accorgono che la porta era aperta, e sono scomparsi gli strumenti di lavoro.... sega, trapani, strumenti per la lavorazione del legno... un danno molto grave, più di 10 mila reais. Lavoratori bloccati e disperati perché ora non si lavora. Vado dalla polizia, intanto facciamo diffondere dalla radio di fare attenzione a chi vende attrezzi usati perché potrebbero essere quelli rubati in chiesa. Mentre siamo alla polizia, una telefonata dalla radio informa che un uomo ha portato alcuni trapani e un altro attrezzo alla radio. Andiamo a vedere, ci sono alcuni degli attrezzi rubati, solo tre in verità. Chiediamo informazioni sul signore che ha portato la refurtiva, lavora in una strada vicina, come falegname-meccanico, e vive con figlio e figlia adolescenti in questo spazio di lavoro, avendo ricavato un buco dove porre materassi per dormire.... passo a vedere, materassi ammassati nella sporcizia.... situazione indegna. La ragazza ha trovato gli attrezzi sotto il materasso del fratello, lo ha detto al padre, e il padre che per caso stava ascoltando la radio, ha subito portato le cose alla radio. Un ragazzo che ha appena compiuto 16 anni, che da mesi non vuole piú andare a scuola, il padre arrabbiato e disperato perché non sa cosa fare, gli spiega le cose ma il figlio non obbedisce.... sta con gli amici che giovanissimi sono consumatori e spacciatori di droga... a volte vanno nelle città grandi per spacciare droga... naturalmente il ragazzo non é in casa, era nei pressi ma quando ha visto movimento è fuggito.
Andiamo con il povero padre dalla polizia, poi ci inviano all‘ufficio che tutela i minori per fare questa accusa e far iniziare provvedimenti per aiutare la famiglia. Aspettiamo perché sul momento i responsabili sono fuori in riunione. ( La madre del ragazzo ha lasciato il marito e non si cura dei figli.) Torniamo poi dalla polizia per concludere la denuncia quando già è notte: vogliono rimandarci al giorno dopo, ma io insisto per concludere ( stanco e deluso.... un intero giorno solo per fare una denuncia.... e le indagini? Possiamo dire addio agli oggetti rubati!). Mi pare tutto molto lento, ma così è, non possiamo cambiare questa impostazione.
Il giorno seguente il ragazzo non si fa vedere... ma alla fine il giorno dopo la polizia lo intercetta. Lui dice che il venerdì sera aveva visto la porta della chiesa aperta, era entrato da solo, aveva portato via qualcosa, messo in una borsa ed era andato a casa. Un ragazzino magrino, già noto per i furti... io non credo alla sua versione, penso che abbia agito con un gruppo di altri, forse adulti, che hanno portato via i macchinari pesanti. Ma non abbiamo alcuna prova.....
Hanno prestato attrezzi e macchinari ai nostri lavoratori, cosí si va avanti, spero per un bel lavoro per la nostra Chiesa Parrocchiale, uno degli edifici significativi della cittá.
Vi auguro un buon tempo pasquale,
Carissimi, vi auguro buon tempo Pasquale!
Qualche notizia da Ipirá, dalla nostra missione diocesana. Abbiamo vissuto il Triduo celebrando in una struttura che il Municipio ci ha prestato per le nostre celebrazioni in attesa di ritornare in Chiesa. Come nelle parrocchie italiane, anche qui sono giorni di intensa partecipazione dei fedeli. La notte della Vigilia pasquale abbiamo anche celebrato 19 battesimi di giovani e adulti, dopo un anno di formazione. Tra questi una signora che ho conosciuto facendo un giorno un incontro con un gruppo prostitute ( anche ex) alle quali ho detto di non aver timore di venire in parrocchia, di partecipare alla messa. Due sono venute alcune volte, poi sono state sorprese a rubare in un negozio.... ho chiesto qualche spiegazione e sono venute a parlarmi ma erano ubriache, poi sono state riconosciute responsabili di un furto in un negozio di una altra cittá dove hanno fatto un periodo in prigione per questo. Malgrado queste e altre vicende ( e problemi di salute) una ha continuato a frequentare gli incontri di catechesi e l’ho incoraggiata a non desistere anche se si vergognava; lei aveva effettivamente desiderio di ricevere il battesimo e la notte di Pasqua ha celebrato con gli altri i sacramenti della Iniziazione cristiana. Anche un altro ragazzo, con qualche problema psichico, che si sentiva escluso dai compagni di scuola, ha cominciato a venire in parrocchia e a parlare con noi preti e si é sentito accolto e ha fatto l’anno di catecumenato e il battesimo.... negli ultimi mesi é diventato un fedelissimo alle celebrazioni e passa spesso nella casa parrocchiale per salutare e fare due chiacchiere. Un altro personaggio interessante del gruppo ha passato la sua infanzia e adolescenze in una delle favelas piú pericolose di Salvador, regno di spacciatori e criminali di vario tipo, zona proibita a chi non é della favela. É pieno di tatuaggi con simbologie che mi ha spiegato. Ora é sposato e con due figlie piccole, e ha chiesto il battesimo; per un periodo ho fatto la formazione solo con lui perché, per motivi di orario di lavoro, non poteva partecipare con il gruppo dei catecumeni. Tante storie, interessanti, sorprendenti, a volte deludenti.
Condivido con voi anche le fatiche con la ristrutturazione della Chiesa – Mtariz della parrocchia. Dopo l’inizio dei lavori abbiamo scoperto una situazione molto piú problematica e pericolosa del previsto. Molte parti strutturali della chiesa con pericolo di crollo. Poi la scoperta che il grande altare centrale di legno di Santa Anna, era nel suo interno, nelle strutture portanti, quasi tutto marcio..... non é crollato per miracolo. Dovremo restaurarlo, e la previsione é di altri 5 mesi per il restauro, e altri 50.000 euro di spesa.
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| veglia pasquale 2017 - battesimo di giovani ed adulti |
Comunque a fine maggio la chiesa dovrebbe essere riaperta per le celebrazioni; per quanto riguarda l’altare centrale aspetteremo, non é un impedimento per celebrare l’eucaristia con la comunitá. Ora una piccola cronaca con i nostri guai quotidiani:
27 marzo. Entrando in chiesa i muratori si accorgono che la porta era aperta, e sono scomparsi gli strumenti di lavoro.... sega, trapani, strumenti per la lavorazione del legno... un danno molto grave, più di 10 mila reais. Lavoratori bloccati e disperati perché ora non si lavora. Vado dalla polizia, intanto facciamo diffondere dalla radio di fare attenzione a chi vende attrezzi usati perché potrebbero essere quelli rubati in chiesa. Mentre siamo alla polizia, una telefonata dalla radio informa che un uomo ha portato alcuni trapani e un altro attrezzo alla radio. Andiamo a vedere, ci sono alcuni degli attrezzi rubati, solo tre in verità. Chiediamo informazioni sul signore che ha portato la refurtiva, lavora in una strada vicina, come falegname-meccanico, e vive con figlio e figlia adolescenti in questo spazio di lavoro, avendo ricavato un buco dove porre materassi per dormire.... passo a vedere, materassi ammassati nella sporcizia.... situazione indegna. La ragazza ha trovato gli attrezzi sotto il materasso del fratello, lo ha detto al padre, e il padre che per caso stava ascoltando la radio, ha subito portato le cose alla radio. Un ragazzo che ha appena compiuto 16 anni, che da mesi non vuole piú andare a scuola, il padre arrabbiato e disperato perché non sa cosa fare, gli spiega le cose ma il figlio non obbedisce.... sta con gli amici che giovanissimi sono consumatori e spacciatori di droga... a volte vanno nelle città grandi per spacciare droga... naturalmente il ragazzo non é in casa, era nei pressi ma quando ha visto movimento è fuggito.
Andiamo con il povero padre dalla polizia, poi ci inviano all‘ufficio che tutela i minori per fare questa accusa e far iniziare provvedimenti per aiutare la famiglia. Aspettiamo perché sul momento i responsabili sono fuori in riunione. ( La madre del ragazzo ha lasciato il marito e non si cura dei figli.) Torniamo poi dalla polizia per concludere la denuncia quando già è notte: vogliono rimandarci al giorno dopo, ma io insisto per concludere ( stanco e deluso.... un intero giorno solo per fare una denuncia.... e le indagini? Possiamo dire addio agli oggetti rubati!). Mi pare tutto molto lento, ma così è, non possiamo cambiare questa impostazione.
Il giorno seguente il ragazzo non si fa vedere... ma alla fine il giorno dopo la polizia lo intercetta. Lui dice che il venerdì sera aveva visto la porta della chiesa aperta, era entrato da solo, aveva portato via qualcosa, messo in una borsa ed era andato a casa. Un ragazzino magrino, già noto per i furti... io non credo alla sua versione, penso che abbia agito con un gruppo di altri, forse adulti, che hanno portato via i macchinari pesanti. Ma non abbiamo alcuna prova.....
Hanno prestato attrezzi e macchinari ai nostri lavoratori, cosí si va avanti, spero per un bel lavoro per la nostra Chiesa Parrocchiale, uno degli edifici significativi della cittá.
Vi auguro un buon tempo pasquale,
don Gabriele Burani, Ipirá- Bahia
martedì 2 maggio 2017
Incontrare il Risorto!
Mt 26-27-28
Dio soffre con l’umanità e si impasta nel dolore del mondo. La sua passione è quella del mondo. In attesa di risorgere…
Per narrare questo la comunità di Matteo presenta la passione di Gesù di Nazareth come un cammino di sofferenza e vita mai come un cammino soltanto di morte. Come in Africa dove la morte è un passaggio per raggiungere la vita per sempre degli antenati. Tre episodi lo testimoniano:
1. “L’unzione di Betania”.
Una donna versa sul capo di Gesù un profumo prezioso. Profumo di vita. Profumo dell’amore che si consuma, che non ha prezzo. Che va versato. Come il sangue versato di Gesù. Che non guarda alla quantità ma alla qualità del gesto. Come il profumo che la nostra gente spruzza la notte di Pasqua sulla testa dei nuovi battezzati. E che annuncia l’odore di un orizzonte nuovo. E di un Africa nuova come voleva Daniele Comboni. Fatta di discepoli africani di Gesù protagonisti della propria storia e destino. L’Africa che libera l’Africa.
2. “ La cena pasquale”
I momenti forti della vita devono risolversi attorno al cibo condiviso. Quasi in tutte le culture. Un addio merita una cena che ne consolidi la memoria. E una cena speciale che ricorda la liberazione dalla schiavitù. Atto fondante di un processo di liberazione degli schiavi. Per cui Daniele Comboni ha dato la vita. Ma che non è mai terminato nell’ Africa e nel Ciad della nuova colonizzazione. Bambini pastori, venduti nei mercati del sud, giovani ragazze domestiche maltrattate e sfruttate nelle strade della capitale. Piccoli muhajjirin delle scuole coraniche costretti a mendicare a tutte le ore del giorno e della notte sulle strade del Ciad. In attesa di risorgere…
3. “La presenza del Risorto”
Gesù crocifisso e risorto si presenta vivo alle donne e le invia in missione. Missione di raccontare ai fratelli e sorelle che devono tornare in Galilea, la terra degli inizi. Alle periferie del mondo, geografiche ed esistenziali. Per riprendere in mano il progetto rivoluzionario delle beatitudini. Vissute ora alla luce della passione, morte e resurrezione del maestro. Missione è allora:
• incontrare il Risorto: fare esperienza profonda di Gesù di Nazaret vivo in me, nella Parola, nel pane spezzato e nei fratelli e sorelle più poveri e abbandonati. Per costruire il Regno.
• partire, da noi stessi innanzitutto: per incontrare fratelli e sorelle che diventano il l’orientamento decisivo della nostra vita che si proietta verso il “tu” e lascia poco alla volta il baricentro dell’”io”.
• Raccontare: con la parola e la vita che Gesù ci attende sulla montagna del suo progetto di beatitudini. Per dare una svolta al mondo e raddrizzarne la storia. Dalla parte delle vittime e degli ultimi.
Dentro la Passione di Dio c’è la passione del mondo. Non esiste rito senza la sofferenza dell’umanità. Liturgia senza il battito del cuore del mondo. Catechesi senza volti e vicende dei crocifissi della storia. Diritto canonico senza diritti dei popoli oppressi.
Annuncio della resurrezione senza denuncia delle ingiustizie globali.
Denuncia del male del mondo senza annuncio della speranza di terre nuove e cieli nuovi.
Dio soffre con l’umanità e si impasta nel dolore del mondo. La sua passione è quella del mondo. In attesa di risorgere…
Per narrare questo la comunità di Matteo presenta la passione di Gesù di Nazareth come un cammino di sofferenza e vita mai come un cammino soltanto di morte. Come in Africa dove la morte è un passaggio per raggiungere la vita per sempre degli antenati. Tre episodi lo testimoniano:
1. “L’unzione di Betania”.
Una donna versa sul capo di Gesù un profumo prezioso. Profumo di vita. Profumo dell’amore che si consuma, che non ha prezzo. Che va versato. Come il sangue versato di Gesù. Che non guarda alla quantità ma alla qualità del gesto. Come il profumo che la nostra gente spruzza la notte di Pasqua sulla testa dei nuovi battezzati. E che annuncia l’odore di un orizzonte nuovo. E di un Africa nuova come voleva Daniele Comboni. Fatta di discepoli africani di Gesù protagonisti della propria storia e destino. L’Africa che libera l’Africa.
2. “ La cena pasquale”
I momenti forti della vita devono risolversi attorno al cibo condiviso. Quasi in tutte le culture. Un addio merita una cena che ne consolidi la memoria. E una cena speciale che ricorda la liberazione dalla schiavitù. Atto fondante di un processo di liberazione degli schiavi. Per cui Daniele Comboni ha dato la vita. Ma che non è mai terminato nell’ Africa e nel Ciad della nuova colonizzazione. Bambini pastori, venduti nei mercati del sud, giovani ragazze domestiche maltrattate e sfruttate nelle strade della capitale. Piccoli muhajjirin delle scuole coraniche costretti a mendicare a tutte le ore del giorno e della notte sulle strade del Ciad. In attesa di risorgere…
3. “La presenza del Risorto”
Gesù crocifisso e risorto si presenta vivo alle donne e le invia in missione. Missione di raccontare ai fratelli e sorelle che devono tornare in Galilea, la terra degli inizi. Alle periferie del mondo, geografiche ed esistenziali. Per riprendere in mano il progetto rivoluzionario delle beatitudini. Vissute ora alla luce della passione, morte e resurrezione del maestro. Missione è allora:
• incontrare il Risorto: fare esperienza profonda di Gesù di Nazaret vivo in me, nella Parola, nel pane spezzato e nei fratelli e sorelle più poveri e abbandonati. Per costruire il Regno.
• partire, da noi stessi innanzitutto: per incontrare fratelli e sorelle che diventano il l’orientamento decisivo della nostra vita che si proietta verso il “tu” e lascia poco alla volta il baricentro dell’”io”.
• Raccontare: con la parola e la vita che Gesù ci attende sulla montagna del suo progetto di beatitudini. Per dare una svolta al mondo e raddrizzarne la storia. Dalla parte delle vittime e degli ultimi.
Dentro la Passione di Dio c’è la passione del mondo. Non esiste rito senza la sofferenza dell’umanità. Liturgia senza il battito del cuore del mondo. Catechesi senza volti e vicende dei crocifissi della storia. Diritto canonico senza diritti dei popoli oppressi.
Annuncio della resurrezione senza denuncia delle ingiustizie globali.
Denuncia del male del mondo senza annuncio della speranza di terre nuove e cieli nuovi.
Padre Filippo Ivardi Ganapini
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