Carissimi amici,
sabato scorso ho potuto vedere un matrimonio per Whatsapp... qui nel salone della comunità, affianco alla mia casa. Questo salone è proprio polivalente: durante il giorno accoglie un centinaio di bambini dell’asilo della Caritas; il giovedì sera e la domenica c’è la messa e altre riunioni di tipo religioso. Il sabato in genere c’è una festicciola: un compleanno di un bambino, una festa di beneficenza per la Chiesa o per l’asilo. Anche matrimoni, ma con la solennità tipica della cerimonia e della festa.
<<Siamo senza soldi!>> mi spiegano gli sposi che “in privato” mi hanno chiesto una benedizione. <<Ci siamo sposati al civile e per la festa abbiamo lasciato fare agli amici, che abbiamo invitato per Whatsapp>>
E’ stato un invito di questo tipo: <<Venite alla festa del nostro matrimonio. Per favore portare da mangiare e da bere, perché noi non abbiamo niente.>> Saranno venute più di 200 persone e ciò che non è affatto mancato è stato il bere... Ma alla domenica mattina sono andati tutti a casa sani e salvi!
Non so fino a che punto siano da imitare... Però a confronto di certi matrimoni con tanto lusso, sfoggio, vanità, sperpero di cibo, di specialità rarissime, ecc ecc... mi viene da pensare che potrebbe esserci una via di mezzo.
Questo “caso” di festa semplice, non è solo un caso, ma un sintomo di una crisi economica e sociale che si approfondisce sempre di più nel Brasile di oggi, in modo particolare, fra i più poveri e fra i giovani sempre più poveri, senza lavoro, esclusi dalle università, senza prospettive e speranze.
Il governo attuale si avvale di una maggioranza di parlamentari (corrotti) per cambiare la costituzione, contro i diritti dei lavoratori sempre più precari, contro il diritto alla pensione minima per gli anziani, contro l’accesso degli studenti alle università, contro l’insegnamento di materie umanistiche nelle scuole e inviabilizza i progetti popolari per una casa propria... ecc.. ecc..
Secondo il martellamento ossessivo dei mass media, questo governo è legittimo, democratico e starebbe rimettendo in piedi un Brasile rovinato dal governo precedente (di sinistra); ma chi ancora riesce a fare una lettura della realtà, capisce molto bene che se non è golpista, è senz’altro un fantoccio in mano a quell’invisibile elite economica che comanda il Brasile di oggi. Quest’elite brasiliana in pratica è filiale dei centri di potere del capitale internazionale; anche questo sempre più invisibile e anonimo, ma onnipresente ... sarà che sia il demonio?
Comunque sia, il Brasile viene sempre più smantellato dal suo progetto nazionale e popolare, costruito con tante difficoltà nell’ultimo ventennio. C’è stata la crisi della Petrobras, Odebrecht, e altre grandi industrie brasiliane. In questo momento c’è la crisi della carne (vendita di carne scaduta ecc.) della quale il Brasile è il più grande esportatore nel mondo.
Di buono c’è una cosa: quanto meno terre si destinano ai buoi, più terra rimane per l’uomo e le foreste tirano un sospiro di sollievo.
Di questo caos politico ed economico in cui il Brasile è affondato, ne sentiamo le ripercussioni in ogni momento della giornata. Negli asili i bambini mangiano di più... anche perché in casa c’è sempre meno cibo. Tutti i giorni c’è gente che chiede un lavoro: “posso fare qualsiasi cosa, anche pulire i pavimenti, i bagni, perché in casa non ho più niente”. Il più delle volte ci resta solo il soffrire insieme, il com-patire... dare una parola di speranza. E’ vero che accogliamo più di 900 bambini e più un centinaio di bambini di una favela qui vicino, a cui diamo appoggio giuridico e un minimo di assistenza e accompagnamento; ma sinceramente in fondo ci sentiamo dei naufraghi in mezzo all’Oceano, aggrappati a una tavola di salvezza: una speranza, un sogno, un’utopia... per cui ancora riusciamo a cantare le Beatitudini e il Cantico delle Creature.
Amici di Massenzatico (es. Piola) mi hanno invitato a partecipare al cinquantesimo del cantiere di lavoro ‘66/’67 che abbiamo vissuto insieme a Piediluco in Umbria. Si trattò infatti di un’esperienza per allora inedita, in cui giovani per lo più studenti, durante le vacanze estive, si organizzavano in gruppi di 30/50 membri. Iscritti previamente al movimento Soci Costruttori, con sede in Belgio, venivano mandati in vari centri di accoglienza in tutta Europa, per fare lavori manuali o sociali in situazioni di povertà. Io che ero un semplice frate-studente in un convento di Udine, iscrittomi con tante difficoltà ai Soci Costruttori, fui mandato proprio a Piediluco, dove ho vissuto 15 giorni di intensa vita di comunità e di lavoro con un gruppo di giovani, organizzato da Don Lorenzo Braglia. Quel prete, un vero profeta, è stato il mio maestro di vita, e i giovani non solo divennero i miei amici, ma ancor oggi sono veri fratelli e sorelle nel Vangelo. Con loro ho cominciato a partecipare al GLM (Gruppo Laico Missionario) il Quem Sabe, La Collina e la stessa missione in Brasile, prima a Bahia, poi In Acre, e Jandira (da 30 anni).
Grazie amici e fratelli. Purtroppo non posso venire in Italia per celebrare con voi questa data che ha marcato la nostra vita e la nostra utopia, però vi posso assicurare che quell’esperienza è stata una “rivoluzione”, battezzandomi non solo come Gianchi, che è divenuto il mio nome di battaglia, ma anche identificando la mia vita come un cantiere di lavoro per i più poveri.
Voglio finire questa lettera pasquale con una nota di “Alleluia”!
Abbiamo creato la Panetteria Comunitaria, la quale non solo sta dando lavoro a una mezza dozzina di persone, ma anche grazie ad essa, i nostri bambini e tutti quelli che lavorano con loro, mangiano ogni giorno il “pane nostro”, e si sta allargando anche una clientela, a cui si vende un pane buono ed a un buon prezzo. A pari passo sta funzionando anche la Scuola di Panetteria, nella quale i nostri bambini (i giovani e gli adulti alla sera) apprendono a fare il pane, sia per la loro casa, sia come una possibilità di accesso al mercato del lavoro.
Grazie a tutti che mi avete aiutato; avrei tanti nomi da fare, ma in modo particolare ringrazio la Manuela di Casina (RE) e tutta la sua famiglia. Questi gesti di solidarietà di tanti amici mi animano nella fede e nella speranza di continuare, nonostante l’età e un cuore “ricucito”, la mia vita di condivisione con i più poveri.
Grazie, il vostro aiuto e la vostra preghiera mi rendono sempre più forte e sempre più nuovo.
Allora auguri di buona Pasqua a tutti: risorgere significa credere in un cielo nuovo e in una nuova terra.
Padre Gianchi
Un ReMix di esperienze missionarie... ma anche una pagina di racconti dalla Missio-Re! (Rwanda, Albania, Madagascar, Brasile, India, Kosovo: le missioni della Chiesa reggiano-guastallese)
Un blog a piu' mani. Pensieri, parole e immagini da chi sta camminando sulle strade del mondo.
lunedì 3 aprile 2017
martedì 14 marzo 2017
Brasile, Don Luigi e la CdC di Ruy Barbosa
Siamo qua in Utinga quasi da un mese.
C’è stato anche il ritiro spirituale diocesano a Jequitiba, tenuto da un vescovo ausiliare di Salvador dom Gilson: ci ha preparato all’anno mariano, i 300 anni di Aparecida, riletta da papa Francesco come segno di evangelizzazione di questo paese.
Pescata (apparsa) a dei poveri pescatori, l’immagine di creta inscurita, ritrovata rotta, in due momenti differenti, con cura è stata raccolta e aggiustata. Poi, ospitata nelle case dei pescatori, ha cominciato a fare grazie su grazie ad un popolo di schiavi che hanno ricorso a Lei nelle loro prove e sofferenze. Fino a diventare la Patrona del Brasile. Un evangelizzare che sembra un po’ raccogliere pezzi di un puzzle e metterli insieme dovrebbe darci l’immagine di Cristo e anche essere segno di quella riconciliazione che Lui è venuto a portare sulla terra.
Anche per noi inserirci in un una zona pastorale nuova è ascoltare e rendersi conto del cammino fatto in questi anni. Abbiamo iniziato ad incontrare le fraternità: gruppi di comunità che sono abituati a trovarsi insieme; così possiamo renderci conto del cammino fatto, dei bisogni e delle priorità che vogliono attuare.
C’è stato anche il ritiro spirituale diocesano a Jequitiba, tenuto da un vescovo ausiliare di Salvador dom Gilson: ci ha preparato all’anno mariano, i 300 anni di Aparecida, riletta da papa Francesco come segno di evangelizzazione di questo paese.
Pescata (apparsa) a dei poveri pescatori, l’immagine di creta inscurita, ritrovata rotta, in due momenti differenti, con cura è stata raccolta e aggiustata. Poi, ospitata nelle case dei pescatori, ha cominciato a fare grazie su grazie ad un popolo di schiavi che hanno ricorso a Lei nelle loro prove e sofferenze. Fino a diventare la Patrona del Brasile. Un evangelizzare che sembra un po’ raccogliere pezzi di un puzzle e metterli insieme dovrebbe darci l’immagine di Cristo e anche essere segno di quella riconciliazione che Lui è venuto a portare sulla terra.
Anche per noi inserirci in un una zona pastorale nuova è ascoltare e rendersi conto del cammino fatto in questi anni. Abbiamo iniziato ad incontrare le fraternità: gruppi di comunità che sono abituati a trovarsi insieme; così possiamo renderci conto del cammino fatto, dei bisogni e delle priorità che vogliono attuare.
L’inizio della Quaresima è qui segnato dalla Campagna della
Fraternità, promossa ogni anno dalla chiesa Brasiliana, in questo tempo per
mettere a fuoco alcuni dei grandi problemi che il paese sta affrontando.
Quest’anno è lo sguardo sui 6 biomi brasiliani: Amazonia, Catinga, Mata
Atlantica, Cerrado, Pantanal e Pampa. Per bioma si intende tutta la vita umana,
vegetale e animale che vive in un determinato territorio, con le sue diversità
e bellezza da custodire e coltivare.
Sono questi i due verbi del comandamento dato da Dio Padre in Genesi ai nostri
progenitori sulla custodia del creato.
Qui fa specie la situazione del Rio
Utinga, con la “seca” di questi tempi, non piove da un anno; il fiume è
abbondantemente usato per irrigazione: in particolare piantagione di banane e
altra frutta e verdura. Così si ha scarsità di acqua per il consumo umano nelle
comunità che stanno più a valle. Quello che si chiama la rivitalizzazione del
rio diventa un problema ambientale molto grave che bisogna affrontare con tutta
la nostra gente. Anche perché di fatto, in questa gestione delle acque del Rio
Utinga e dei suoi affluenti, sono implicate tutte queste 4 parrocchie: Bonito,
Utinga, Wagner e Lagedinho. Già c’è stato uno scontro tra la gente assetata e
le forze dell’ordine venute a sedare il conflitto; c’è chi dice che le prossime
guerre saranno sul controllo dell’acqua dolce del pianeta.
Per la Casa della
Carità certamente un tempo nuovo, segnato dalla partenza di Ir. Nicoletta per
l’Italia; gli ospiti in particolare hanno sentito la bella maternità con la
quale “Nico”, chiamata con tanti nomi diversi, ha vissuto questi 11 anni alla
Casa di Ruy Barbosa.
Don Luigi
Qui abbiamo iniziato la Quaresima con il caldone estivo che
supera tutti i giorni i 30°c e siamo in attesa della pioggia.
Dal 20 al 24 febbraio, come ha anticipato d. Luigi, abbiamo
partecipato al ritiro diocesano. E' un momento che si vive tutti gli anni
all'inizio dell'anno pastorale, a cui sono convocati tutti gli “agenti
pastorali” della Diocesi: preti, consacrati, laici, col Vescovo. Mancava
qualche prete e qualche suora, c'erano pochi laici, e in tutto eravamo una
quarantina. Il Vescovo ausiliare di Salvador, che ha predicato i quattro giorni
di ritiro, e stato molto semplice e profondo, e molto alla mano.
Bella anche l'occasione di scambio e conoscenza con le altre
persone che si danno da fare in Diocesi!
Dalla Casa siamo andate in due, sr Manuela e sr Alessandra.
Al ritorno abbiamo conosciuto Priscilla, una ragazza del
Minas Gerais che qualche anno fa aveva fatto la leva, tornata in questo periodo
per salutare sr Nicoletta.
Abbiamo concluso il tempo ordinario (e il Carnevale,
soprattutto), con una gita a Itaberaba, città qui vicina, a casa da alcuni
amici frati francescani. Abbiamo lasciato a casa solo d. Riccardo con Eniciede e Nailton. Per il pranzo a Itaberaba
ci hanno raggiunti anche il Vescovo Dom André e pe Antonio, il nostro parroco.
E' stata davvero una bella giornata!
Per le Sorelle italiane: abbiamo anticipato l'uscita in un
luogo francescano!
I giorni seguenti sono poi stati quelli dei saluti a sr
Nicoletta, dopo 11 anni di presenza qui.
Un giorno sono venute a pranzo le ragazzine del bairro,
domenica scorsa le donne dell'Arco-iris, che lavorano qui in Casa, con i loro
figli, poi lunedì a pranzo Dom André, pe Antonio, e d. Luca. Infine sr Nicoletta
è partita da qui martedì mattina, dopo la Messa, con sr Manuela e d. Luigi.
Ringraziamo il Signore di questo suo tempo di Missione qui,
e come ha detto il Vescovo, non le diamo una “partenza” (despedida) da qui, ma
un “invio” in Italia, perché ora fa parte anche della famiglia brasiliana.
La CdCdi Ruy Barbosa
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martedì 7 marzo 2017
Febbraio bagnato, febbraio fortunato!
O sa mirë që jemi mirë.... Più o meno!!
Anche Febbraio è arrivato in questo angolo sperduto di mondo!
Dobbiamo ammettere che questo è stato un mese pieno di emozioni, attività e... pieno d’acqua. In casa. DI NUOVO (#mainagioia) Infatti, abbiamo incominciato questo Febbraio affrontando i tubi dell’acqua, che per il ghiaccio si sono spaccati e hanno allagato mezzo pianterreno (#AttingereteAcquaConGioia – parte seconda).
Ma siamo alla fine riusciti anche ad arginare questo problema, rimboccandoci le maniche e iniziando un po’ a ristrutturare casa per prepararci al tanto sospirato RITORNO A GOMSIQE!!
Evento centrale di questo mese è stata sicuramente l’apertura ufficiale della biblioteca a Laç Vau-Dejes il 18: con l’aiuto della maestra Valeria, di Benito e Vilma e di Ermelinda ed Andrea (i nostri ragazzi di Gomsiqe!) adesso stiamo aprendo ogni sabato mattina dalle 9 alle 12, organizzando anche tante attività manuali per incentivare l’interesse dei bambini!! Anche se i primi due sabati sono stati bagnati (tanto per cambiare!), i ragazzi non ci hanno deluso e sono venuti in tanti, nonostante la pioggia!!!!
Ma oltre alla biblioteca abbiamo iniziato altri percorsi: stiamo andando una volta a settimana da due bambini per fare con loro delle attività educative specifiche per i loro bisogni... Li stiamo pian piano conoscendo e ci stanno regalando tante gioie!
E poi ogni venerdì incontriamo le donne per le vestine, che continuano a fare con entusiasmo! Hanno molta voglia di confrontarsi tra di loro e con noi. Work in progress per la Festa della donna :D #daje
Questa piccola arca di Noè ha inoltre trovato il tempo di “festeggiare” San Valentino con una gita: siamo andati in Valbona in giornata a trovare Don Maurizio Cacciola! Il posto è veramente meraviglioso, peccato non essere riusciti a stare lì per più tempo!!
Ma le nostre tre ragazze hanno trovato il modo di girare un po’, approfittando del ritorno in Italia di Don Stefano: grazie a Valeria (la nostra salvezza!!!) sono riuscite a visitare un po’ Scutari e a riposarsi quanto basta
E così, tra gite più o meno organizzate, tra le nostre attività, la biblioteca e quant'altro, il 28 siamo finalmente ritornati a Gomsiqe, giusto per la Quaresima!
... Perché alla fine anche la Quaresima è un po’ un “ritorno alla base”!
Per questo mese è tutto :D
State sereni!
Un saluto (finalmente) da Gomsiqe!
Ciao!!!
Francesca, Federica, Virginia e Don Stefano!
Anche Febbraio è arrivato in questo angolo sperduto di mondo!
Dobbiamo ammettere che questo è stato un mese pieno di emozioni, attività e... pieno d’acqua. In casa. DI NUOVO (#mainagioia) Infatti, abbiamo incominciato questo Febbraio affrontando i tubi dell’acqua, che per il ghiaccio si sono spaccati e hanno allagato mezzo pianterreno (#AttingereteAcquaConGioia – parte seconda).
Ma siamo alla fine riusciti anche ad arginare questo problema, rimboccandoci le maniche e iniziando un po’ a ristrutturare casa per prepararci al tanto sospirato RITORNO A GOMSIQE!!
Evento centrale di questo mese è stata sicuramente l’apertura ufficiale della biblioteca a Laç Vau-Dejes il 18: con l’aiuto della maestra Valeria, di Benito e Vilma e di Ermelinda ed Andrea (i nostri ragazzi di Gomsiqe!) adesso stiamo aprendo ogni sabato mattina dalle 9 alle 12, organizzando anche tante attività manuali per incentivare l’interesse dei bambini!! Anche se i primi due sabati sono stati bagnati (tanto per cambiare!), i ragazzi non ci hanno deluso e sono venuti in tanti, nonostante la pioggia!!!!
Ma oltre alla biblioteca abbiamo iniziato altri percorsi: stiamo andando una volta a settimana da due bambini per fare con loro delle attività educative specifiche per i loro bisogni... Li stiamo pian piano conoscendo e ci stanno regalando tante gioie!
E poi ogni venerdì incontriamo le donne per le vestine, che continuano a fare con entusiasmo! Hanno molta voglia di confrontarsi tra di loro e con noi. Work in progress per la Festa della donna :D #daje
Questa piccola arca di Noè ha inoltre trovato il tempo di “festeggiare” San Valentino con una gita: siamo andati in Valbona in giornata a trovare Don Maurizio Cacciola! Il posto è veramente meraviglioso, peccato non essere riusciti a stare lì per più tempo!!
Ma le nostre tre ragazze hanno trovato il modo di girare un po’, approfittando del ritorno in Italia di Don Stefano: grazie a Valeria (la nostra salvezza!!!) sono riuscite a visitare un po’ Scutari e a riposarsi quanto basta
E così, tra gite più o meno organizzate, tra le nostre attività, la biblioteca e quant'altro, il 28 siamo finalmente ritornati a Gomsiqe, giusto per la Quaresima!
... Perché alla fine anche la Quaresima è un po’ un “ritorno alla base”!
![]() |
| Vilma, Federica, Virginia e Francesca |
Per questo mese è tutto :D
State sereni!
Un saluto (finalmente) da Gomsiqe!
Ciao!!!
Francesca, Federica, Virginia e Don Stefano!
giovedì 23 febbraio 2017
Dalla Bolivia, dalla "Casa de los niños". Di Aristide Gazzotti
Domenica 5 febbraio 2017
Jade Araceli...
Una storia breve, di appena 13 anni, conclusasi nella mattina di oggi in ospedale quando i medici si sono arresi davanti alla fragilità di un corpo distrutto dal diabete...
Riprendo frasi di alcuni mesi fa:
"Difficile comunicarlo, difficile accettarlo, difficile sondare i piani di questo nostro Dio della vita che ci prova continuamente con il dolore innocente di tanti piccoli e a cui continuiamo ad affidare le nostre illusioni. Esperienze come questa ci invitano al silenzio perché non capiamo, perché non abbiamo risposte, perché il dolore chiude oggi pesantemente gli occhi del nostro cuore così come abbiamo visto chiudersi oggi inesorabilmente, in poche ore, gli occhi di questa nostra figlia".
Jade è volata via dopo aver tanto sofferto -più che per la sua malattia- per l'abbandono della sua famiglia che lei non ma mai conosciuto. Noi abbiamo sofferto con lei, ma abbiamo fatto tanta fatica ad accompagnarla in questo cammino di solitudine. Oggi dobbiamo chiederle perdono.
Però, alla fine di questo percorso della sua difficile storia, negli ultimi giorni abbiamo visto accendersi una luce. Infatti, Jade è stata accolta 2 settimane fa, proprio nel giorno del suo compleanno, nel seno di una delle nostre famiglie. Jade ha lasciato la nostra casa felicissima. Ed è stata felicissima in queste due settimane. Stamattina nella sua stanzetta è stato trovato un bigliettino piccolo piccolo che trascrivo:
"Eres la mejor mamá del mundo. Te quiero mucho. No me dejes sola de nuevo".
Alla fine della sua vita, Jade ci ha voluto svelare il suo segreto in questo piccolo biglietto e ha così ricevuto il regalo più bello che poteva immaginarsi: è stata accolta in una famiglia, abbracciata da una mamma che le voleva bene, e che non l'avrebbe lasciata mai più sola!
E come mi diceva questa nostra mamma proprio stamattina in ospedale, affranta e distrutta dal dolore: "Finalmente Jade oggi è arrivata in un posto in cui Maria e Gesú non l'abbandoneranno mai".
Mistero della vita che trionfa sulla morte, mistero di un amore insondabile che ci avvolge.
Nella nostra cappellina riposa Jade stanotte, con il suo vestitino bianco da principessa, circondata dai fiori e con una musica che scende dal cielo, lei che era innamorata della musica.
Le sue parole e il suo anelo sono registrati per sempre nell'ultimo video fatto dalla nostra amica María, dove appare proprio la sua mamma Ximena. Vale la pena vederlo, meditarlo, condividerlo e conservarlo nel cuore...
... ciao, Jade!
Jade Araceli...
Una storia breve, di appena 13 anni, conclusasi nella mattina di oggi in ospedale quando i medici si sono arresi davanti alla fragilità di un corpo distrutto dal diabete...
"Difficile comunicarlo, difficile accettarlo, difficile sondare i piani di questo nostro Dio della vita che ci prova continuamente con il dolore innocente di tanti piccoli e a cui continuiamo ad affidare le nostre illusioni. Esperienze come questa ci invitano al silenzio perché non capiamo, perché non abbiamo risposte, perché il dolore chiude oggi pesantemente gli occhi del nostro cuore così come abbiamo visto chiudersi oggi inesorabilmente, in poche ore, gli occhi di questa nostra figlia".
Jade è volata via dopo aver tanto sofferto -più che per la sua malattia- per l'abbandono della sua famiglia che lei non ma mai conosciuto. Noi abbiamo sofferto con lei, ma abbiamo fatto tanta fatica ad accompagnarla in questo cammino di solitudine. Oggi dobbiamo chiederle perdono.
| Jade con David |
"Eres la mejor mamá del mundo. Te quiero mucho. No me dejes sola de nuevo".
Alla fine della sua vita, Jade ci ha voluto svelare il suo segreto in questo piccolo biglietto e ha così ricevuto il regalo più bello che poteva immaginarsi: è stata accolta in una famiglia, abbracciata da una mamma che le voleva bene, e che non l'avrebbe lasciata mai più sola!
E come mi diceva questa nostra mamma proprio stamattina in ospedale, affranta e distrutta dal dolore: "Finalmente Jade oggi è arrivata in un posto in cui Maria e Gesú non l'abbandoneranno mai".
Mistero della vita che trionfa sulla morte, mistero di un amore insondabile che ci avvolge.
Nella nostra cappellina riposa Jade stanotte, con il suo vestitino bianco da principessa, circondata dai fiori e con una musica che scende dal cielo, lei che era innamorata della musica.
Le sue parole e il suo anelo sono registrati per sempre nell'ultimo video fatto dalla nostra amica María, dove appare proprio la sua mamma Ximena. Vale la pena vederlo, meditarlo, condividerlo e conservarlo nel cuore...
... ciao, Jade!
Qualche notizia dalla Bahia da don Luigi Ferrari
Gennaio è stato un mese molto caldo, si aspettava la pioggia ma niente. Io e don Riccardo abbiamo in particolare accompagnato la parrocchia di Nova Redenção, dove si è celebrata la festa di San Sebastiano. La preparazione della festa ha coinciso anche con la visita di una immagine della Madonna Aparecida; quest’anno sono 300 anni che é stata scoperta e nel tempo è diventata la Patrona del Brasile. Così questa semplice immagine di legno di 40 cm.di colore marron scuro, ha visitato le comunità della campagna e poi nei giorni della festa i vari quartieri della cittadina.
Bella la partecipazione del popolo che sente Maria Aparecida come una madre affettuosa che si cura della gente, e si affida a lei nei momenti di sofferenza e anche nelle scelte della vita. Non per niente lei, negra, ha avuto nei pescatori poveri e negli schiavi i primi devoti che ha soccorso liberandoli e dando loro dignità e forza. La festa di San Sebastiano: ben partecipata con la presenza del Vescovo dom Andrè, che ha anche salutato e ringraziato i Fratelli della Carità che qui si sono avvicendati per circa 22 anni; bello il pranzo comunitario e anche la processione. Abbiamo anche messo a posto un po’ la canonica che adesso verrà abitata da pe. Mario nuovo parroco di Nova Redenção e Ibiquera.
Così abbiamo iniziato il trasloco verso Utinga dove ci siamo sistemati nella casa parrocchiale. Assieme a noi è arrivato anche il diacono Genival; che ha portato molte immagini di santi e molte piante. I giorni 28 e 29 di gennaio abbiamo celebrato il mandato di inizio della missione pastorale per le parrocchie di Bonito e Utinga. Dom Andrè ci ha affidato queste parrocchie e stiamo cominciando a conoscere queste comunità. L’impressione è stata buona, nella liturgia sono molto disciplinati e hanno una bella animazione nei canti; tanti i ministranti: della Parola, del canto, della Eucarestia, dell’accoglienza. In Utinga sono presenti tre Suore del Congo collaborano alla pastorale e abitano in una Casa Familia dove vengono ospitate alcune donne anziane. In questi giorni il diacono Genival é stato ricoverato all’ospedale di Feira de Santana: ha avuto una piccola paresi facciale; bella la preghiera della gente per la sua salute, si sta riprendendo bene.
Il 29 gennaio, io don Luigi ho compiuto 60 anni, abbiamo fatto un po’ di festa alla CdC di Ruy Barbosa, con un incontro degli italiani missionari qui in Diocesi. C’era un bolo (dolce) fatto della moglie di Firmino e io ho fatto la pizza. A seguire l’incontro dove abbiamo accolto Sr. Alessandra, l’ultima arrivata con sr. Manuela e poi ci siamo fermati a vedere i programmi dei prossimi mesi. Avremo la visita del nuovo direttore del CMD don Pietro, abbiamo fatto un programma per fargli conoscere le realtà in cui viviamo. Poi in luglio-agosto avremo la visita dei campisti accompagnati da don Marco di Sassuolo.
Ciao a tutti!
Dopo poco più di due settimane dall'arrivo in Brasile... cosa dire, se non le prime impressioni?
Un mondo molto diverso, un paesaggio molto diverso: da Salvador (dove sr. Manuela e io siamo arrivate di sera e dove è venuto a prenderci d. Luigi), con dei gran stradoni con poche indicazioni, alla casa delle suore che ci hanno ospitato a Itapoã, alla bellezza dell'oceano, al sertão (semi-arido), che si incontra venendo verso l'interno della Bahia, con paesini molto poveri sulla strada, dove i bimbi cercano di vendere ananas, bottigliette d'acqua o altro a chi passa in macchina... E poi il sole, caldo, molto forte, le vacche magre che si vedono brucare quel poco di verde, o bere in qualche pozza d'acqua, che non si sa bene da dove viene...
Poi l'arrivo a Ruy Barbosa, l'accoglienza degli Ospiti, delle Sorelle, della gente di qua.
Gli Ospiti sono molto belli: c'è un concentrato di piccoli di condizione e giovani di età. Il più piccolo è Francisco, 12 anni, la più anziana è Gea, che di anni ne ha più di 70, ma dice di averne 5. In pochi parlano, ma la relazione va al di là delle parole. Con qualcuno invece è molto difficile relazionarsi: la vita è un grande mistero!
In Casa c'è uno stile sobrio, ma c'è tutto! Si ricicla ciò che si può: vista la siccità che qui è di casa, l'acqua dei risciacqui delle lavatrici si riusa per gli sciacquoni, o per lavare per terra. L'acqua che si usa per lavare le verdure si tiene per dar da bere alle piante...
Guardandosi attorno, il bairro dove abitiamo è povero, c'è gente semplice, anche poco istruita (comunque sia, l'istruzione scarsa è un problema del Brasile). Poi tanta gente che sta lì, seduta fuori di casa e mi chiedo: come fanno a vivere?
Ci sono delle ragazzine del bairro che vengono spesso in Casa: aiutano ad alzare le bimbe, le pettinano (sono maestre in questo), danno loro da mangiare, si fermano a giocare tra loro... Speriamo che crescendo restino legate alla Casa!
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”. Credo che la nostra presenza qui sia per questo: quanto abbiamo ricevuto nella vita, ora siamo chiamati a ridonarlo.
Ci sono tante cose diverse, ma l´importante, come tutti mi hanno detto, è mettersi in ascolto, non giudicare, entrarci pian piano (qui nessuno ha fretta).
Queste le prime impressioni. Continuate ad accompagnarci con la preghiera!
Don Luigi e sr.Alessandra a nome dell’equipe
Bella la partecipazione del popolo che sente Maria Aparecida come una madre affettuosa che si cura della gente, e si affida a lei nei momenti di sofferenza e anche nelle scelte della vita. Non per niente lei, negra, ha avuto nei pescatori poveri e negli schiavi i primi devoti che ha soccorso liberandoli e dando loro dignità e forza. La festa di San Sebastiano: ben partecipata con la presenza del Vescovo dom Andrè, che ha anche salutato e ringraziato i Fratelli della Carità che qui si sono avvicendati per circa 22 anni; bello il pranzo comunitario e anche la processione. Abbiamo anche messo a posto un po’ la canonica che adesso verrà abitata da pe. Mario nuovo parroco di Nova Redenção e Ibiquera.
Così abbiamo iniziato il trasloco verso Utinga dove ci siamo sistemati nella casa parrocchiale. Assieme a noi è arrivato anche il diacono Genival; che ha portato molte immagini di santi e molte piante. I giorni 28 e 29 di gennaio abbiamo celebrato il mandato di inizio della missione pastorale per le parrocchie di Bonito e Utinga. Dom Andrè ci ha affidato queste parrocchie e stiamo cominciando a conoscere queste comunità. L’impressione è stata buona, nella liturgia sono molto disciplinati e hanno una bella animazione nei canti; tanti i ministranti: della Parola, del canto, della Eucarestia, dell’accoglienza. In Utinga sono presenti tre Suore del Congo collaborano alla pastorale e abitano in una Casa Familia dove vengono ospitate alcune donne anziane. In questi giorni il diacono Genival é stato ricoverato all’ospedale di Feira de Santana: ha avuto una piccola paresi facciale; bella la preghiera della gente per la sua salute, si sta riprendendo bene.
Il 29 gennaio, io don Luigi ho compiuto 60 anni, abbiamo fatto un po’ di festa alla CdC di Ruy Barbosa, con un incontro degli italiani missionari qui in Diocesi. C’era un bolo (dolce) fatto della moglie di Firmino e io ho fatto la pizza. A seguire l’incontro dove abbiamo accolto Sr. Alessandra, l’ultima arrivata con sr. Manuela e poi ci siamo fermati a vedere i programmi dei prossimi mesi. Avremo la visita del nuovo direttore del CMD don Pietro, abbiamo fatto un programma per fargli conoscere le realtà in cui viviamo. Poi in luglio-agosto avremo la visita dei campisti accompagnati da don Marco di Sassuolo.
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Ciao a tutti!
Dopo poco più di due settimane dall'arrivo in Brasile... cosa dire, se non le prime impressioni?
Un mondo molto diverso, un paesaggio molto diverso: da Salvador (dove sr. Manuela e io siamo arrivate di sera e dove è venuto a prenderci d. Luigi), con dei gran stradoni con poche indicazioni, alla casa delle suore che ci hanno ospitato a Itapoã, alla bellezza dell'oceano, al sertão (semi-arido), che si incontra venendo verso l'interno della Bahia, con paesini molto poveri sulla strada, dove i bimbi cercano di vendere ananas, bottigliette d'acqua o altro a chi passa in macchina... E poi il sole, caldo, molto forte, le vacche magre che si vedono brucare quel poco di verde, o bere in qualche pozza d'acqua, che non si sa bene da dove viene...
Poi l'arrivo a Ruy Barbosa, l'accoglienza degli Ospiti, delle Sorelle, della gente di qua.
Gli Ospiti sono molto belli: c'è un concentrato di piccoli di condizione e giovani di età. Il più piccolo è Francisco, 12 anni, la più anziana è Gea, che di anni ne ha più di 70, ma dice di averne 5. In pochi parlano, ma la relazione va al di là delle parole. Con qualcuno invece è molto difficile relazionarsi: la vita è un grande mistero!
In Casa c'è uno stile sobrio, ma c'è tutto! Si ricicla ciò che si può: vista la siccità che qui è di casa, l'acqua dei risciacqui delle lavatrici si riusa per gli sciacquoni, o per lavare per terra. L'acqua che si usa per lavare le verdure si tiene per dar da bere alle piante...
Guardandosi attorno, il bairro dove abitiamo è povero, c'è gente semplice, anche poco istruita (comunque sia, l'istruzione scarsa è un problema del Brasile). Poi tanta gente che sta lì, seduta fuori di casa e mi chiedo: come fanno a vivere?
Ci sono delle ragazzine del bairro che vengono spesso in Casa: aiutano ad alzare le bimbe, le pettinano (sono maestre in questo), danno loro da mangiare, si fermano a giocare tra loro... Speriamo che crescendo restino legate alla Casa!
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”. Credo che la nostra presenza qui sia per questo: quanto abbiamo ricevuto nella vita, ora siamo chiamati a ridonarlo.
Ci sono tante cose diverse, ma l´importante, come tutti mi hanno detto, è mettersi in ascolto, non giudicare, entrarci pian piano (qui nessuno ha fretta).
Queste le prime impressioni. Continuate ad accompagnarci con la preghiera!
Don Luigi e sr.Alessandra a nome dell’equipe
Un abbraccio dalla calda Bahia
Eccomi qua, dopo qualche mese di silenzio, con tante cose da dire, senza sapere da dove iniziare.
Le mie giornate sono piene, spesso la sera quando torno a casa preferisco leggere o guardare un po’ di tv per distrarmi, per fare qualcosa di poco impegnativo; e così ora che sono seduta a pensare, mi rendo conto di come nella quotidianità mi sembra sempre di far così poco, ma come a distanza di 4 mesi dall’ultima volta che ho scritto, le cose da raccontare sono così tante.
Novembre e dicembre sono stati mesi di verifiche e di riunioni conclusive; l’assemblea diocesana, l’assemblea diocesana della pastorale giovanile, l’ultimo incontro dell’anno dello zonale di cui la nostra parrocchia fa parte, il bingo parrocchiale, il ritiro del gruppo giovani, senza dimenticare l’ultimo giorno di scuola e gli scrutini finali a cui ho partecipato: come è andato il 2016, cosa potevamo fare meglio e quali sono i propositi per il nuovo anno.
Anno di cambiamenti: i don, le suore e il sindaco; si ringrazia il passato e si guarda al futuro con gioia e speranza, perché anche se è un anno che non piove (l’ultima volta ha piovuto 15 giorni a gennaio dello scorso anno), la vita va avanti e si spera che tutto possa andare meglio!
È arrivato dicembre: Alessandra (missionaria laica a Salvador) è tornata in Italia dopo un anno; un’amica che mi è stata accanto e mi ha aiutata nei momenti più difficili; Massaranduba (il quartiere dove viveva con 2 preti fiorentini) è stato per me una casa, dove poter essere me stessa, confrontarmi e anche sfogarmi quando qualcosa non andava. Non è così scontato trovare qualcuno a cui raccontare le tue paure, i tuoi dubbi, i tuoi problemi ed essere capito, ma soprattutto senza essere giudicato; ancora più difficile e quando sei dall’altra parte del mondo, immersa in una cultura totalmente diversa. Massaranduba è stato per me il mio porto sicuro, dove poter essere me stessa senza dovermi preoccupare dei miei difetti.
Ho salutato anche suor Alice e suor Ana Maria, della congregazione Francescana di Cristo Re;hanno cambiato città, come spesso accade nelle congregazioni religiose. Sono state per me mamme, zie, amiche, sorelle, mi hanno sostenuta e aiutata, abbiamo condiviso momenti difficili, ma anche tanti momenti di gioia. Sono state per me la mia famiglia, le persone con cui condividevo il pranzo la domenica; coloro che mi rammendavano la maglia scucita e coloro che chiamavo quando andavo in un'altra città, per avvisarle che ero arrivata e che stavo bene. Senza di loro probabilmente questo primo anno di missione non sarebbe andato così bene.
E poi finalmente l’abbraccio tanto atteso, dopo 4 anni, con mia zia, suora missionaria qui in Brasile, nello stato del Mato Grosso del sud. Abbiamo trascorso il Natale insieme, ho conosciuto la città in cui vive e ho potuto costatare che non importa il posto, mia zia ha un cuore così grande e una fede così forte, che riesce ad illuminare qualsiasi persona incontri e qualsiasi cosa faccia.
Siamo poi andate a Mogi das Cruzes, nello stato di San Paolo; è in questa città magica che il mio percorso è iniziato e che mi ha portato qui dove sono oggi.
Ho rincontrato tanti amici, ragazzine che oggi sono donne, mogli e mamme, ragazzini diventati uomini. Alcuni di loro hanno dato uno schiaffo alla vita, costruendone una migliore; altri hanno dovuto lottare con più forza, in molti ce l’hanno fatta, altri purtroppo no.
Ma ciò che conta è l’amore, che dopo anni resta lo stesso: essere invitati a pranzo, potermi sedere a gambe incrociate sui loro divani, perché questi anni di lontananza sono stati solo fisici, ognuno di noi era nel cuore dell’altro.
Mia zia mi ha chiesto se avrei raccontato a qualcuno ciò che vissuto questo mese, ma non lo farò; sarebbe come raccontare i segreti dei miei amici con cui condivido la mia quotidianità; storie di prostituzione, violenza, droga, prigione, ma anche problemi con i propri genitori, con i figli, problemi d’amore, la mancanza di lavoro, la salute: è la vita, per qualcuno è più semplice, per altri un po’ meno.
Sono ritornata a Redençao ed è stato bello poter riabbracciare tutti. Il 4 di febbraio c’è stata la messa per dare il benvenuto al nuovo padre e alla nuove suore, il 6 prima riunione in equipe per organizzare questo nuovo anno.
Io non so come andrà, ma sicuramente questa esperienza mi sta mettendo alla prova. Tutte le persone della comunità mi hanno un po’ adottata, ma la sera, quando resto sola devo fare i conti con me stessa, per cercare di capire se sto procedendo sul cammino più giusto, per rispetto a me stessa, ma soprattutto per rispetto alle persone che incontro ogni giorno.
Qualche giorno fa stavo andando a messa e una bimba mi è corsa in contro per abbracciarmi urlando il mio nome, poi a bassa voce mi ha detto “Lo so che non ti piace quando ti chiamo italiana”. Quella sera sono andata a letto serena, ringraziando Dio per tutto l’amore che ricevo e perché come dice mia zia, questo cuore può solo contenere più persone da amare.
E durante le mie preghiere ci sono i volti di tutte le persone che ho incrociato in questi pochi anni di vita, perché non c’è cosa più bella di sapere che c’è Qualcuno lassù a proteggere tutte loro.
Un abbraccio dalla calda Bahia
Vanessa (Leccese, febbraio 2017)
Le mie giornate sono piene, spesso la sera quando torno a casa preferisco leggere o guardare un po’ di tv per distrarmi, per fare qualcosa di poco impegnativo; e così ora che sono seduta a pensare, mi rendo conto di come nella quotidianità mi sembra sempre di far così poco, ma come a distanza di 4 mesi dall’ultima volta che ho scritto, le cose da raccontare sono così tante.
Novembre e dicembre sono stati mesi di verifiche e di riunioni conclusive; l’assemblea diocesana, l’assemblea diocesana della pastorale giovanile, l’ultimo incontro dell’anno dello zonale di cui la nostra parrocchia fa parte, il bingo parrocchiale, il ritiro del gruppo giovani, senza dimenticare l’ultimo giorno di scuola e gli scrutini finali a cui ho partecipato: come è andato il 2016, cosa potevamo fare meglio e quali sono i propositi per il nuovo anno.
Anno di cambiamenti: i don, le suore e il sindaco; si ringrazia il passato e si guarda al futuro con gioia e speranza, perché anche se è un anno che non piove (l’ultima volta ha piovuto 15 giorni a gennaio dello scorso anno), la vita va avanti e si spera che tutto possa andare meglio!
È arrivato dicembre: Alessandra (missionaria laica a Salvador) è tornata in Italia dopo un anno; un’amica che mi è stata accanto e mi ha aiutata nei momenti più difficili; Massaranduba (il quartiere dove viveva con 2 preti fiorentini) è stato per me una casa, dove poter essere me stessa, confrontarmi e anche sfogarmi quando qualcosa non andava. Non è così scontato trovare qualcuno a cui raccontare le tue paure, i tuoi dubbi, i tuoi problemi ed essere capito, ma soprattutto senza essere giudicato; ancora più difficile e quando sei dall’altra parte del mondo, immersa in una cultura totalmente diversa. Massaranduba è stato per me il mio porto sicuro, dove poter essere me stessa senza dovermi preoccupare dei miei difetti.
Ho salutato anche suor Alice e suor Ana Maria, della congregazione Francescana di Cristo Re;hanno cambiato città, come spesso accade nelle congregazioni religiose. Sono state per me mamme, zie, amiche, sorelle, mi hanno sostenuta e aiutata, abbiamo condiviso momenti difficili, ma anche tanti momenti di gioia. Sono state per me la mia famiglia, le persone con cui condividevo il pranzo la domenica; coloro che mi rammendavano la maglia scucita e coloro che chiamavo quando andavo in un'altra città, per avvisarle che ero arrivata e che stavo bene. Senza di loro probabilmente questo primo anno di missione non sarebbe andato così bene.
E poi finalmente l’abbraccio tanto atteso, dopo 4 anni, con mia zia, suora missionaria qui in Brasile, nello stato del Mato Grosso del sud. Abbiamo trascorso il Natale insieme, ho conosciuto la città in cui vive e ho potuto costatare che non importa il posto, mia zia ha un cuore così grande e una fede così forte, che riesce ad illuminare qualsiasi persona incontri e qualsiasi cosa faccia.
Siamo poi andate a Mogi das Cruzes, nello stato di San Paolo; è in questa città magica che il mio percorso è iniziato e che mi ha portato qui dove sono oggi.
Ho rincontrato tanti amici, ragazzine che oggi sono donne, mogli e mamme, ragazzini diventati uomini. Alcuni di loro hanno dato uno schiaffo alla vita, costruendone una migliore; altri hanno dovuto lottare con più forza, in molti ce l’hanno fatta, altri purtroppo no.
Ma ciò che conta è l’amore, che dopo anni resta lo stesso: essere invitati a pranzo, potermi sedere a gambe incrociate sui loro divani, perché questi anni di lontananza sono stati solo fisici, ognuno di noi era nel cuore dell’altro.
Mia zia mi ha chiesto se avrei raccontato a qualcuno ciò che vissuto questo mese, ma non lo farò; sarebbe come raccontare i segreti dei miei amici con cui condivido la mia quotidianità; storie di prostituzione, violenza, droga, prigione, ma anche problemi con i propri genitori, con i figli, problemi d’amore, la mancanza di lavoro, la salute: è la vita, per qualcuno è più semplice, per altri un po’ meno.
Sono ritornata a Redençao ed è stato bello poter riabbracciare tutti. Il 4 di febbraio c’è stata la messa per dare il benvenuto al nuovo padre e alla nuove suore, il 6 prima riunione in equipe per organizzare questo nuovo anno.
Io non so come andrà, ma sicuramente questa esperienza mi sta mettendo alla prova. Tutte le persone della comunità mi hanno un po’ adottata, ma la sera, quando resto sola devo fare i conti con me stessa, per cercare di capire se sto procedendo sul cammino più giusto, per rispetto a me stessa, ma soprattutto per rispetto alle persone che incontro ogni giorno.
Qualche giorno fa stavo andando a messa e una bimba mi è corsa in contro per abbracciarmi urlando il mio nome, poi a bassa voce mi ha detto “Lo so che non ti piace quando ti chiamo italiana”. Quella sera sono andata a letto serena, ringraziando Dio per tutto l’amore che ricevo e perché come dice mia zia, questo cuore può solo contenere più persone da amare.
E durante le mie preghiere ci sono i volti di tutte le persone che ho incrociato in questi pochi anni di vita, perché non c’è cosa più bella di sapere che c’è Qualcuno lassù a proteggere tutte loro.
Un abbraccio dalla calda Bahia
Vanessa (Leccese, febbraio 2017)
giovedì 2 febbraio 2017
Un mese freddo ma pieno di emozioni!
Oh Sa mirë që jemi mirë!! State bene??
Qui.. siamo vivi, che non è così scontato, pensando ad alcune avventure in Land Rover per le strade di Vrrith...
Questo Gennaio è stato un mese freddo e pieno di emozioni! Tanti cambiamenti... forse troppi!!
Don Stefano è diventato Generale dei Servi della Chiesa, Don Daniele Gianotti (parroco della Fede) Vescovo di Crema e adesso abbiamo cambiato pure il direttore del Centro Missionario (Benvenuto don Pietro!!!! Come stai?? ).
Anche qui tra Laç e Gomsiqe ci sono stati diversi cambiamenti: dopo un capodanno passato a schivare i petardi lanciati dai giovani di Vau-Dejes, insieme a Don Carlo siamo tornati operativi con le Messe, Uji bekume e visite a diverse comunità (le Ravasco, case-famiglia, etc..).
Il 9 Gennaio abbiamo poi salutato don Carlo, che ringaziamo per: le lezioni di albanese, le sue doti di kuzhinjer, la sua pazienza, i suoi aneddoti, ma soprattutto per aver raccolto decine di secchi d’acqua nella casa di Gomsiqe che si era allagata (#AttingereteAcquaConGioia #Dicevano).
Evento centrale di questo mese è stato sicuramente il lento e sudato avviamento della biblioteca a Vau-Dejes, progetto che partirà probabilmente il 18 Febbraio!! Per ora siamo andati nelle classi di catechismo (dalla 5° alla 9°) a presentare la biblioteca e a farci conoscere, stiamo prendendo nuovi libri e stiamo cercando di creare una rete collaborativa tra noi, RTM, la parrocchia, il comune e la scuola di Laç!! Stiamo incontrando tanta gente, stiamo muovendo le acque in previsione di #UscireDalRecinto per dare a tutti (grandi e piccoli, cattolici e non) la possibilità di partecipare a questo progetto. Valeria, la maestra, ci sta aiutando tantissimo dandoci idee, consigli ed ispirazioni!! #Flm
Questo mese siamo andati ad alcuni incontri diocesani e nazionali per la pastorale giovanile: anche in questo settore stanno nascendo tante idee, progetti ed iniziative che speriamo possano partire e coinvolgere tanti giovani (magari anche dei nostri villaggi!!!!).
Continuiamo le attività quotidiane, il catechismo, le visite alle famiglie dei villaggi, il lavoro (e le chiacchiere) con le donne, i ritrovi con le ravasco e le ragazze che ospitano. La Fede, la maestra della #community, ha incominciato ad andare ogni lunedì dai Gabel al villaggio della pace e, insieme a Suor Riccarda, aiuta nelle attività scolastiche e nei giochi, che i Gabel apprezzano molto
E in questo mese abbiamo fatto anche un giretto in Montenegro!!
... non tanto per una gita, ma perché la Virgi ha avuto qualche problema con i documenti per il permesso di soggiorno! Almeno, però abbiamo avuto la possibilità di addentrarci in luoghi dell’Albania oscuri perfino a Google Maps. Ne abbiamo approfittato per visitare la prima chiesa in cemento dei balcani (#wow) e la chiesa ortodossa (molto bella!!!).
Le due Dile stanno bene, anche se chiaramente sono rimaste ferite dalla morte di Gjon, il “conte di Vig”... Adesso la Dila giovane è migliorata molto, tanto che non ha più bisogno di medicine!!! Speriamo continui così!
Per Gennaio è tutto dalla comunità Laç Vau-Dejes/Gomsiqe!!
Un saluto a tutti!!
(Un saluto anche da parte di: i bambini e i ragazzi dei villaggi, Suor Rita, Suor Grazia e gli ospiti della CdC, la Valeria, Benito e Vilma, RTM, la Jolanda Caritas, i salesiani del Montenegro)
Qui.. siamo vivi, che non è così scontato, pensando ad alcune avventure in Land Rover per le strade di Vrrith...
| La nevicata dei primi di gennaio, vista da Vrrith. |
Questo Gennaio è stato un mese freddo e pieno di emozioni! Tanti cambiamenti... forse troppi!!
Don Stefano è diventato Generale dei Servi della Chiesa, Don Daniele Gianotti (parroco della Fede) Vescovo di Crema e adesso abbiamo cambiato pure il direttore del Centro Missionario (Benvenuto don Pietro!!!! Come stai?? ).
Anche qui tra Laç e Gomsiqe ci sono stati diversi cambiamenti: dopo un capodanno passato a schivare i petardi lanciati dai giovani di Vau-Dejes, insieme a Don Carlo siamo tornati operativi con le Messe, Uji bekume e visite a diverse comunità (le Ravasco, case-famiglia, etc..).
| Don carlo e Klavisti, Karma Poshte |
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| Le immagini della piazza di Laç che stanno bucherellando per farci una pedonale!!!! |
Questo mese siamo andati ad alcuni incontri diocesani e nazionali per la pastorale giovanile: anche in questo settore stanno nascendo tante idee, progetti ed iniziative che speriamo possano partire e coinvolgere tanti giovani (magari anche dei nostri villaggi!!!!).
| un giorno alla scuola con i Gabel |
E in questo mese abbiamo fatto anche un giretto in Montenegro!!
... non tanto per una gita, ma perché la Virgi ha avuto qualche problema con i documenti per il permesso di soggiorno! Almeno, però abbiamo avuto la possibilità di addentrarci in luoghi dell’Albania oscuri perfino a Google Maps. Ne abbiamo approfittato per visitare la prima chiesa in cemento dei balcani (#wow) e la chiesa ortodossa (molto bella!!!).
Le due Dile stanno bene, anche se chiaramente sono rimaste ferite dalla morte di Gjon, il “conte di Vig”... Adesso la Dila giovane è migliorata molto, tanto che non ha più bisogno di medicine!!! Speriamo continui così!
Per Gennaio è tutto dalla comunità Laç Vau-Dejes/Gomsiqe!!
Un saluto a tutti!!
Franci, Fede, Virgi e il Generale Don Stefano
(Un saluto anche da parte di: i bambini e i ragazzi dei villaggi, Suor Rita, Suor Grazia e gli ospiti della CdC, la Valeria, Benito e Vilma, RTM, la Jolanda Caritas, i salesiani del Montenegro)
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