Carissimi tutti,
famigliari e amici, mi fa piacere condividere con voi quanto sto vivendo in questo periodo, perché penso sia veramente il segno della nostra fede. La “lotta” tra la morte e la Vita descritta in modo mirabile nella Sequenza di Pasqua: “Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora vivo Trionfa”è quello che ogni giorno siamo chiamati a testimoniare: credere che la Vita trionfa anche di fronte a tante situazioni di morte, partecipare alle sofferenze di tutti quelli che ci circondano con la certezza che il bene è più forte del male, che la Vita trionfa sulla morte.
Vivere il quotidiano, con le sue fatiche, paure, sofferenze, esclusioni, con la speranza, la certezza che il Dio che è morto – negli ospedali, nei carceri, nelle membra di un bimbo denutrito, disabile o abusato, sui barconi della speranza, nei pensieri distorti e nell’angoscia di un malato mentale – è un Dio che risorge.
L’uomo-Dio Gesù non ha fallito la sua missione nella morte della croce, ha dato compimento ad un piano di immensa misericordia: addossarsi il male, la croce, per farne uno strumento di bene, la pace, che dona ai suoi discepoli la sera di Pasqua.
Carissimi, in questi giorni sto terminando una tourné che mi ha portato ad accompagnare il dott. Ernesto Venturini nel suo lavoro di formatore. Come sapete il dott. Venturini è uno psichiatra che da diversi anni ci aiuta perché anche in Madagascar la relazione con le persone che soffrono di problemi di salute mentale sia vissuta in modo positivo, non più esclusione ma integrazione, non più isolamento ma comunione ... anche questo è un segno di resurrezione!
Ormai da un po’ di anni non lavoro più in modo diretto in strutture che si occupano di questa o quella situazione di disagio o malattia, il Vescovo di Farafangana mi ha chiesto di partecipare al cammino di una piccola comunità a sud della città di Manakara. Attraverso i programmi della Ferme St. François d’Assisi, dove ora vivo, cerchiamo di offrire alla comunità circostante gli stimoli per un cammino di evoluzione e di crescita: quante situazioni di fatica economica, morale, esistenziale ... quante persone in difficoltà e prive di speranza ... la nostra presenza: dei miei fratelli servi della Chiesa, dei sacerdoti che vivono con noi e mia; vuole essere un segno di speranza ... di resurrezione!
Anche se non lavoro più direttamente all’Akanin’ny Marary o nei progetti di RTM continuo a collaborare con queste realtà perché il servizio che prestano è l’incontro con le realtà di maggiore esclusione e sofferenza che si incontrano qui in Madagascar: lebbrosi, tubercolotici, disabili fisici e mentali, malati mentali, detenuti e tutte le forme di povertà che ogni giorno la società sa far emergere ... con queste persone si cerca innanzitutto di ritrovare dignità! Si cerca di comunicare alle persone che li circondano quanto sia importante riconoscere a ciascuno il diritto di esserci! il diritto di essere amato, accolto, ascoltato, sostenuto! Quante persone ho incontrato in questi lunghi anni ... vi assicuro vedere un bambino rialzarsi e camminare ... vedere una donna che era sconvolta dal dolore per il suo bambino in fin di vita e che ora può giocare con lui, ... pregare con un lebbroso che fino a ieri era escluso e che oggi nello scambio della pace ti tende le sue mani martoriate dal male ... tutto questo è un segno di resurrezione!
Sto condividendo il cammino con i miei fratelli e sorelle Servi della Chiesa, in certi momenti il passo è incerto, si fa fatica, si arranca e si cade; altre volte il passo è spedito e la donazione di se per il servizio agli altri e alla Chiesa vuole essere una testimonianza, la certezza che tutto questo è un segno di resurrezione!
Ho voluto farmi aiutare da Papa Francesco e da Madre Teresa di Calcutta, le foto, i volti, i loro gesti ..... sono segni di resurrezione!
Grazie a tutti e a ciascuno perché ci siete, perché assieme ogni volta che vinciamo il male con il bene, ogni volta che sappiamo accogliere l’altro, aprirci alle sue necessità siamo segno di resurrezione!
Buona Pasqua, Luciano.
PS: Colgo anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno inviato i loro auguri per il mio 58° compleanno (si diventa vecchi! Spero un po’ più saggi), grazie a tutti di cuore, un abbraccio, vi voglio bene!!!
Un ReMix di esperienze missionarie... ma anche una pagina di racconti dalla Missio-Re! (Rwanda, Albania, Madagascar, Brasile, India, Kosovo: le missioni della Chiesa reggiano-guastallese)
Un blog a piu' mani. Pensieri, parole e immagini da chi sta camminando sulle strade del mondo.
mercoledì 30 marzo 2016
martedì 15 marzo 2016
Sr Alvera e il suo orfanotrofio nel Kivu
« Suor »
Alvera è una donna congolese dall'energia incredibile.
Era una
missionaria carmelitana, ha studiato in Italia per 4 anni, si è
formata come catechista e sarta per sostenere le donne, ha lavorato
per 4 anni in brousse (nei villaggi spersi sulle montagne), poi in
città, nella martoriata regione del Nord Kivu, al centro di un
conflitto terribile per più di 20 anni.
Di ritorno
dal Madagascar ha notato la drammatica situazione dei bambini di
strada, orfani di guerra e abbandonati in balia dei mercenari di
turno, a rischio costante di morte o di essere obbligati ad entrare
nelle fila dei gruppi armati come bambini soldato. Ha chiesto di
distaccarsi dal Convento e di occuparsi dei bimbi e le è stato
concesso per un breve periodo. Messa alle strette dalla
congregazione, con la quale è rimasta comunque in ottimi rapporti,
Alvera ha deciso di uscire dalla Congregazione e rimanere con i
bambini. Ha aperto un piccolo orfanotrofio, casa di accoglienza, a Goma, città capoluogo del Nord Kivu.

Il suo
stile e la sua storia ricordano Madre Teresa di Calcutta, vive in
povertà insieme ai suoi bambini, a cui fa da mamma, ed aiuta tutti
coloro che si rivolgono a lei per un problema o una parola buona.
Ora si
occupa, aiutata da qualche volontario e qualche mamma del quartiere,
di una 40ina di bimbi in casa e di altri 70 che si trovano nelle loro
famiglie, in situazione di estrema povertà, che lei accompagna
perché possano frequentare la scuola.
Un sorriso
dolce e disarmante, corporatura sottile e fraglie, Alvera non rivela
tutta la sua forza interiore, la determinazione che le viene
dall'amore di Dio che riversa sui piccoli di cui si fa carico. I
bambini non hanno quasi nulla ma non manca loro l'affetto ed un
tetto.
La casa
ora è assolutamente insufficiente alle necessità dei bimbi e, con
l'aiuto di amici italiani e canadesi e di Suor Giovanna Gallicani
dell'Istituto Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, si sta
provvedendo, pian piano, alla costruzione dei bagni e della cucina
nuovi, per arrivare poi alla ristrutturazione delle camerate e di
tutta la casa.
L'azione di Sr Alvera è una piccola fiamma di amore che brucia per i bambini.
Questa
estate con un piccolo gruppo di Parma e di Reggio Emilia scenderò in
Congo RD da Ss Alvera per sostenerla nella sua lotta quotidiana e
condividere in semplicità la vita con i bimbi.
Donata
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Buona Pasqua 2016 da Jandira - Brasile!
Carissime amiche e amici,
mentre vi scrivo c’è alla
televisione l’ennesima trasmissione di come si deve combattere la zanzara che
sta attaccando e terrorizzando tutto il territorio brasiliano e
latino-americano: Dengue, Zika, microcefalia ecc…
Un semplice e innocuo moscerino, che depositava le uova
negli stagni ed era il cibo prediletto delle rane, degli uccelli, di anatre
ecc… ora è diventato specialista nel proliferare nelle città depositando
indisturbato le sue uova nelle acque ferme: vasi, gomme, rottami, immondizie
abbandonate….a tutti fa paura ma in modo particolare è un incubo per le donne
incinta o che possono rimanere incinta. Benedetto sia papa Francesco, che con
la sua semplicità piena di sapienza e di buon senso ha spiegato che il
contraccettivo è il male minore a cui ricorrere per evitare una gravidanza
piena di rischi. Qui in casa abbiamo ospite un'adolescente già al sesto mese di
gravidanza. Sembra sia tutto normale, ma per difendersi da queste zanzare c’è
solo il “repellente” e tante preghiere...
A 70 anni, cosa faccio qui a Jandira? Cerco sempre di
vivere una realtà ecclesiale che mi permetta e mi aiuti ad amare Dio, il
prossimo ed in modo particolare i più poveri.
Sono aiuto-parroco in una parrocchia di Osasco, in un
grosso quartiere di periferia Helena Maria. Siamo in tre preti, in una buona
sintonia umana e pastorale nel concretizzare gli indirizzi della Chiesa
attraverso le Comunità Ecclesiali di Base. Continuo nella “Pastorale della
Terra”, visitando e partecipando in alcuni “assentamenti” del “Movimento dei
Senza Terra”; la “Pastorale urbana” con la Comuna Urbana “D. Helder Camara”, la
favela del Cardoso, ecc...
Seguo in modo particolare un progetto “Campo e Città” con
sede ad Ibiuna, a 100 km da San Paolo, dove ancora c’è un’agricoltura familiare
ed un gruppetto di contadini e ortolani che lavorano nel biologico.
Il mio sogno è potere riunire questa frontiera
agro-ecologica che resiste alla inesorabile e massacrante urbanizzazione, alla
nascente contro-cultura urbana, che è alla ricerca di un cibo sano, di un
ambiente pulito e di un mondo diverso, con base nell’umano in comunione con la
natura.
Ed è questo che la nostra Caritas di Jandira vuole
insegnare ai circa 900 bambini che popolano gli 8 asili distribuiti nei vari
quartieri popolari di Jandira.
Infatti quest’anno, oltre alle attività pedagogiche di
base, si vuole inserire l’Educazione Ambientale a partire dalla formazione di
orti in tutti gli asili (dove non c’è lo spazio, si fa sulle pareti…), dove il
bambino, accompagnato dalla Educatrice Ambientale, segue l’orto e aiuta nella
misura del possibile, nel seminare, nel piantare, nel raccogliere, lavare, e
mangiare, depositando poi i resti umidi nell’apposito compostaggio. Per cui
l’orto biologico centrale, realizzato grazie all’aiuto del centro missionario
di Reggio Emilia e di Borea, avrebbe un compito guida e nello stesso tempo
produttivo, mentre per tutti gli asili il piccolo orto avrebbe il compito di
essere un laboratorio di educazione ambientale.
Ah … e non è finita: stiamo ultimando anche la
“Panetteria”, alla Comuna Urbana, che nello stesso tempo sarà anche una scuola
di panificazione e culinaria per ragazzi e ragazze, e per i grandi.
Mi fermo qui perché la lista è troppo lunga. E poi … quest’anno
verrò in Italia dopo Pasqua, da metà aprile a metà maggio circa, spero di
vedervi tutti, trovarvi in salute e vedere quanto siete cresciuti… (anche noi
vecchi cresciamo!).
Vi auguro buona Pasqua: vi auguro di vivere il Padre Nostro
come ci insegna Papa Francesco. Vivere la sua volontà e il suo regno, qui in
questa terra, condividendo la nostra vita, come pane spezzato dal Risorto, con
il prossimo, con i più poveri, con i bambini, con i bambini di Jandira che
tanto aiutate.
Grazie dell’aiuto, grazie di condividere la nostra
missione, grazie a nome di tutti i bambini della Caritas di Jandira !
Un bacione a tutti!
Buona Pasqua
Pe. Giancarlo ( Gianchi)
venerdì 11 marzo 2016
Antonio Romeo, da missionario di brousse a prete del deserto
Tocopilla, 26 febbraio 2016
Come ben sapete, questa parrocchia nel terremoto del novembre 2007 perse tutto tranne la Chiesa... e siamo tanto limitati in ogni iniziativa, riunione… e poi neanche io ho una mia casa o un luogo dove ricevere le persone, il mio ufficio è la sacrestia. Voglio dare un futuro a questa parrocchia, così il 12 aprile 2014 fu benedetta la prima pietra dal nostro arcivescovo e da due anni andiamo avanti.
Carissimi amici:
da Tocopilla vi giunga il mio saluto fraterno, il mio ricordo, la mia preghiera, i miei auguri all’inizio di quest'anno, perchè lo viviamo intensamente scoprendo e vivendo in noi l’amore e la
misericordia di Dio Padre e diventando noi misericordia per i nostri fratelli.
Come ben sapete, questa parrocchia nel terremoto del novembre 2007 perse tutto tranne la Chiesa... e siamo tanto limitati in ogni iniziativa, riunione… e poi neanche io ho una mia casa o un luogo dove ricevere le persone, il mio ufficio è la sacrestia. Voglio dare un futuro a questa parrocchia, così il 12 aprile 2014 fu benedetta la prima pietra dal nostro arcivescovo e da due anni andiamo avanti.
Nel 2015 il lavoro è continuato poco, per mancanza di fondi, un aiuto della CEI ha permesso di riprendere i lavori, iniziare al primo piano la casa parrocchiale; in parrocchia stiamo facendo diverse attività per raccogliere soldi...
Al PIANO TERRA è previsto un piccolo salone che si può trasfomare in due sale, sala mortuaria e uffici del parroco e segretaria.
Al PRIMO PIANO costruiremo la Casa Parrocchiale.
Per finire il tutto abbiamo bisogno di circa 20.000 euro, dobbiamo finire, non posso lasciar chiudere il cantiere per mancanza di fondi.
Per finire il tutto abbiamo bisogno di circa 20.000 euro, dobbiamo finire, non posso lasciar chiudere il cantiere per mancanza di fondi.
Vengo con fiducia a bussare alle vostre porte, non chiedo altro che l’obolo della vedova, euro su euro, peso cileno su peso cileno.
Vi ringrazio di cuore a nome della mia comunità parrocchiale, Vi assicuriamo la nostra preghiera e riconoscenza, grazie carissimi amici e tutti quelli con cui ho condiviso la gioia, la speranza e il servizio ai nostri fratelli malgasci,
Il Signore benedica le vostre famiglie
Antonio Romeo
da missionario della brousse a prete del deserto
lunedì 29 febbraio 2016
Con un plastico, in viaggio verso l'Albania
Il prossimo 10 marzo partirà per la Diocesi di Sapa un gruppo
di parrocchiani, un rappresentante per parrocchia, dell'Unità Pastorale Maria
Regina della famiglia. Il gruppo, composto da 7 persone, porterà a Laç Vau-Dejes un plastico
di Gerusalemme e sarà accompagnato da don Luca Fornaciari. Il plastico sarà
esposto nella Cattedrale e farò parte di un percorso di conversione quaresimale
per la Diocesi di Sapa, per giovani ed adulti, a cui parteciperanno anche i “delegati”
dell’Unità pastorale, prima di riportarlo, dopo alcuni giorni, in Italia.
Don Luca Fornaciari racconta:
“Qualche anno fa, in pellegrinaggio in Terra Santa, fummo colpiti da un grande
plastico di Gerusalemme ai tempi di Gesù, situato nel giardino in un hotel alla
periferia della città santa. Ricco di particolari, l’opera ci ha permesso di
ripercorrere le ultime ore di Gesù, facendoci capire tutti i passaggi, le motivazioni, gli inganni, le accuse, che
hanno condotto Gesù sulla croce. Guardando l’opera nel suo insieme immaginavamo
la possibilità di avere un plastico di Gerusalemme, strumento eccezionale di
catechesi per i nostri giovani e le nostre famiglie. Tante volte abbiamo
ascoltato il racconto della Passione del Signore, ma facciamo fatica ad immaginarci
la situazione, i luoghi… rischiamo di pensare alla passione del Signore come ad
una storia, di cui non riusciamo ad inquadrare le coordinate storiche e
geografiche e quindi stentiamo anche a comprenderne l’attualità e la
drammaticità.

Conoscendo l’abilità di Remo Longagnani, di Gazzata, nel lavorare il legno, la
sua fede e la sua passione nella realizzazione di tante opere sacre, abbiamo
deciso di proporgli di realizzare un plastico di Gerusalemme ai tempi di Gesù,
usando come modello quello grande e famoso ammirato in pellegrinaggio. Abbiamo
fornito a Remo diverso materiale e un anno fa sono tornato in pellegrinaggio in
Terra santa assieme anche a Remo e Mirca, per approfondire alcuni particolari.
Siamo profondamente grati a Remo e Mirca per la disponibilità con cui fin dal
primo momento hanno accolto l’idea di creare quest’opera d’arte e di
evangelizzazione, impiegando tempo, denaro e molta pazienza. Grazie da parte di
tutta l’unità Pastorale per la possibilità di comprendere meglio la passione
del Nostro Signore Gesù Cristo. Grazie, infine, anche da parte
dell’Associazione Sacerdotale Familiaris Consortio, a cui Remo e Mirca hanno
deciso di donare questo capolavoro.”
Remo e Mirca aggiungono:
"La costruzione ha richiesto un anno e mezzo di lavoro e misura circa 2 metri
per 2 metri.
La parte più laboriosa e impegnativa è stato ricavare le misure dalle foto che
Don Luca e Don Pietro ci avevano portato. Ci siamo messi subito alla ricerca
del legno giusto per il plastico. Durante l'estate 2013 prendendo un caffè abbiamo avuto la piacevole sorpresa di
mescolare lo zucchero con una paletta di legno. Era ciò che cercavamo per il
nostro lavoro! Trovato il fornitore, abbiamo ordinato 4000 palette da 19cm. Da
ognuna di loro pazientemente scavata,
rifilata e tagliata manualmente venivano fuori
25 mattoni, che sono serviti per costruire la torre Antonia, il Tempio,
la città di Davide i palazzi romani e le case ebraiche. Abbiamo usato anche 7kg
di colla vinilica, 5 kg di colla caldo, 300 spiedini per le varie colonne, compensati
di varia forma e misura, 10 fogli di polistirene per modellare le colline, il
monte degli ulivi, il Golgota e la tomba nel
giardino. Per noi è stato un lavoro appassionante perché oltre a
costruire gli edifici c’era il desiderio di cercare notizie, documenti,
informazioni sulla vita degli ultimi giorni di Gesù, che puntualmente i Vangeli
ci confermavano.

Ciò che più ci ha colpito è l’imponenza del Tempio rispetto al resto della
città; costruito secoli prima della nascita di Gesù, arricchito e allargato da
Erode il grande, doveva rappresentare la grandezza di Dio. Essendo stato
costruito dagli uomini, purtroppo di tutto questo rimane poco mentre ciò che a
noi resta è la potenza e la grandezza dello Spirito Santo, lo Spirito di Gesù
che disceso nel Cenacolo, piccola insignificante abitazione in mezzo a tanti
palazzi, ha iniziato a costruire la sua chiesa, e ancora oggi continua a
sostenere, illuminare e guidare tanti uomini e donne per costruire la nuova
Gerusalemme, quel regno di amore e di pace per il quale Gesù ha dato la sua
vita."domenica 28 febbraio 2016
GMG 2016 in viaggio verso Cracovia
Dalla
Diocesi di Ruy Barbosa: i giovani in visita per la GMG
Verso Cracovia, Polonia, dal 5 luglio al 7 agosto 2016
Un
gruppo di giovani brasiliani, accompagnati da don Luigi Gibellini (Fratello
della Carità e Fidei Donum) e da due sacerdoti della diocesi di Ruy Barbosa,
pe. Giorlando Laranjeira Barbosa e pe. Antonio Carlos de Jesus Fontenele, faranno
visita alla diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e parteciperanno alla GMG 2016
che si realizzerà in Polonia, nella città di Cracovia, luogo di nascita di Papa
Giovanni Paolo II.
L’idea
è nata dalla GMG 2013, a Rio di Janeiro, che animò molto i giovani che vi parteciparono,
tanto che si cominciò a pensare alla possibilità di inviare un gruppo in Europa
e poter fare visita alla diocesi Reggiana, che da 50 anni mantiene un legame
forte con questa diocesi brasiliana, tanto forte che continua ancora e
continuerà fino a quando Dio vorrà.
Legato
all’idea, si è costruito un progetto che ha portato a riunire un gruppo di 20
persone.
Il
progetto elaborato da alcuni sacerdoti, è stato lanciato nella diocesi di Ruy
Barbosa in un incontro del presbiterio.
All’inizio
del 2014 si sono definite le condizioni per potere partecipare alla GMG 2016
perchè ogni parrocchia, in modo particolare i gruppi giovanili, potessero
lavorare perché almeno 2 giovani, impegnati nelle comunità, potessero rappresentare i giovani della
Comunità alla GMG 2016.
Questo
comportò un impegno di tutti, sia giovani che adulti, facendo lotterie, vendendo
torte, organizzando tombole… per potere
raggruppare il valore di 3000 R$ per persona (adesso circa 750 €). Il 31 di
dicembre 2015 furono sorteggiati i giovani che avrebbero rappresentato le
parrocchie in Cracovia. (NB. È bene ricordare che il salario minimo fino a
dicembre 2015 era di 780,00 R$, quindi quasi 4 salari minimi per inviare una
persona).
L’idea
del sorteggio è biblica, per non dare adito a favoritismi e aiutare i giovani a
lavorare per un obbiettivo comune, senza avere la certezza di vincere, ma
contribuendo perché qualcuno potesse vivere l’esperienza. In alcune parrocchie
non si è riusciti a fare entrare questa logica, e nessuno si è impegnato per
lavorare su questo progetto.
Oltre
a questa proposta, si è aperta la possibilità ai giovani che, lavorando nella
comunità e avendo la possibilità di
risparmiare i soldi per questo viaggio, potessero entrare nel gruppo. Diversi
giovani sono riusciti a collocare nel salvadanaio i soldi necessari per fare
questa esperienza.
Per
quelli che rimarranno a casa, si vedrà come poter animare ed entrare in
contatto con questo evento, così lontano, ma anche così vicino, attraverso i
mezzi di comunicazione che la tecnologia e l’informatica offrono.
Adesso
siamo nella fase di preparazione alla partenza, abbiamo dovuto fare i
passaporti, concordare le date di partenza e di rientro e ci prepariamo a fare
alcuni momenti per prepararci alla GMG 2016 e anche all’incontro con la nostra
chiesa sorella di Reggio Emilia-Guastalla. In programma ci sono alcuni incontri
per apprendere alcune cose sulla lingua e la cultura italiana, sulla storia
della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e sulla storia italiana in generale.
Non mancherà una spolverata sulle bellezze turistiche e naturalistiche
dell’Italia, e anche la visita ad alcune città italiane; approfitteremo per visitare Roma e la Porta Santa della
Misericordia.
La
permanenza in Italia sarà nelle parrocchie dove, insieme con il CMD e la
Pastorale Giovanile, si vedrà concretamente come suddividere i giovani per
potere dare loro la possibilità di sperimentare l’accoglienza italiana e
gustare la cucina emiliana.
Don Luigi Gibellini
lunedì 11 gennaio 2016
Don Romano Zanni in diretta dal Brasile
Carissimi tutti,
avvicinandosi il termine della visita in Brasile vi racconto alcuni momenti di questo viaggio.
Abbiamo vissuto giornate veramente calde, di un calore persistente giorno e notte che, accompagnato dalla secca, ci ha un po’ provato. Viaggiare da una Parrocchia all’altra e non vedere un filo d’erba ma una terra bruciata, dove in certi posti sopravvive solo un tipo di cactus chiamato mandacarù, che è diventato il simbolo del semiarido, dà un profondo senso di desolazione. Ci si chiede come possa la gente sopravvivere in queste condizioni. Eppure continuano a sperare ed a scrutare il cielo, che spesso è carico di nubi scure ma sembra impedito a lasciare cadere l’agognata acqua.
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| Celebrazione con il Vescovo Massimo |
La visita ha toccato le comunità di Ipirà e di Pintadas, dove sono parroci don Gabriele e don Luca. Tra i vari incontri siamo stati nella Parrocchia di Lajedinho dove abbiamo vissuto momenti molto semplici di accoglienza sulla piazza del paese, con un gruppo di giovani che, in costume militare di un tempo, hanno eseguito una danza dove si esprimeva la vita quotidiana del popolo e la guerra a difesa della patria.
In chiesa c’è stata una breve presentazione della Parrocchia, il ricordo della terribile alluvione di due anni fa, che ha distrutto parte del paese causando 17 vittime; siamo stati aiutati anche dalla proiezione di foto scattate in quei giorni; poi ha preso la parola il Sindaco che, oltre ai convenevoli ed agli scambi di doni, ha spiegato la situazione presente e le poche attese per il futuro.
Il Sindaco ha donato al Vescovo una targa a ricordo della sua visita e simbolo di riconoscenza per l’aiuto e il servizio che la Diocesi di Reggio ha prestato alla popolazione. Il Vescovo ha donato un Crocifisso, mentre la Parrocchia gli ha regalato un cappello da “vachero” di cuoio e la mappa della Parrocchia su una pelle di mucca.
Poi siamo andati ad Andarai per l’incontro con i Sacerdoti della Diocesi e il Vescovo dom André. Dopo il pasto condiviso ci siamo riuniti ed i sacerdoti hanno ricordato i tanti sacerdoti reggiani che sono passati dalla Diocesi.
Nei giorni seguenti ci siamo spostati nelle Parrocchie di Wagner e Nova Redençaon, dove il Vescovo ha presieduto alcune Eucaristie e fatto un incontro con la Comunità.
Qui una signora ha chiesto al Vescovo cosa intende fare la nostra Chiesa dopo 50 anni di presenza, augurandosi che non venga meno l’aiuto fino ad ora prestato.
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| Ritiro a Ruy Barbosa |
Rientrati a Rui Barbosa il 1 di gennaio, abbiamo vissuto 2 giorni di ritiro tenuti dal Vescovo Massimo, molto ricchi di riflessioni, sulla “Misericordiae Vultus”, insieme a tutti gli italiani.
Ora ha iniziato a piovere, in queste due notti è caduta acqua in abbondanza. Grazie al Signore! E’ stato un vero sollievo e una grande benedizione!
Un caro saluto a tutti da parte della missione brasiliana.
Don Romano fdc
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