Tra lemuri, orchidee, solidarietà e 50 anni di missione
Ho avuto la fortuna, l'onore e la gioia di far parte della
Delegazione diocesana in visita al Madagascar per il 50° della Missione della Diocesi di Reggio Emilia.
Donata Frigerio ha già abbondantemente relazionato sulla Libertà
circa le solenni e partecipate celebrazioni nelle varie città dove siamo
presenti dal 1967 quando la prima equipe con don Mario Prandi, don Pietro
Ganapini, Suor Bernadette, Suor Margherita, e qualche laico sbarcò nell'Isola
Rossa.
Raccontare il Madagascar è come leggere un libro di storie, ogni luogo
ha i suoi colori caratteristici, le sue tribù con storie e tradizioni
millenarie che ancora sopravvivono, la sua natura peculiare e i suoi animali
unici ed indimenticabili. Volevo in questa occasione fare un raffronto tra il
viaggio che feci quasi 30 anni fa e quello dei giorni scorsi Ma già scendendo all'aeroporto di Ivato con
il super traffico di Tananarive, inizio subito
a capire che nulla è cambiato nelle condizioni di vita dei malgasci:
tutti ancora per strada, bancarelle improvvisate, gente ammassata che aspetta
taxi-be, signore che lavano panni nel fiume. Incontro, esattamente come la
volta scorsa, tanta gente a piedi, tutti
camminano, spesso senza scarpe, tanti bimbi che giocano, le donne, nei loro
abiti colorati, in testa portano di tutto, taxi-brousse stracarichi di gente e
merce.
